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Il Bardolino di Tenuta La Presa: futuro a misura d’uomo

Devo ammettere che i miei sentimenti sono piuttosto contrastanti all’arrivo a Caprino Veronese. Complice probabilmente un caldo asfissiante che non consente nemmeno una perfetta visuale dei numerosi ettari di vigneti sparsi a macchia d’olio lungo la stradina di campagna dal sapore antico.

Contrastanti appunto, essendo in una zona fortemente industrializzata, ove però il clima benefico del Lago di Garda consente alle attività agricole di fiorire sin dall’alba dei tempi.

Fabio Dei Micheli

In questo contesto alquanto nuovo per me, scorgo da lontano l’ingresso della Tenuta La Presa, della famiglia Dei Micheli sin dal 1995. Mi accolgono sorridenti Fabio e la sorella Serena, con quel modo di fare un po’ affabulatore tipico dell’esser veneti DOC. Mentalità aperta e prontamente innata a ricevere le persone esterne come fossero dei vecchi amici.

Il caldo non ci molla un attimo, neppure per visitare gli splendidi filari posti sui terreni morenici, formati dall’alternarsi di glaciazioni e successivi depositi fluvio-lacustri.

La vigna buona non cresce a caso, è frutto di svariati fattori ognuno di essi indispensabile e insostituibile. Lo sa bene Fabio, diplomato all’Istituto di San Michel all’Adige. Lo sa ancor di più il consulente enologo Mauro De Paola, chiamato dalla proprietà a fornire quel “giusto distanziamento” di opinione imparziale, utile a crescere senza adagiarsi sugli allori.

La qualità migliore di Mauro è la franchezza nel dialogo e la chiarezza espositiva di concetti altrimenti noiosi e difficili. Capire quanto un tannino possa essere avvertito anche in rosati da pochissimo contatto con le bucce, che cosa significhi la percezione di determinati sentori insidiosi, che troppo spesso invece nobilitiamo, è il ricordo indelebile che porterò nel bagaglio delle emozioni.

Il gioco comparativo al quale ci hanno preparato i ragazzi di Civinization, specializzati nel creare brand innovativi nel mercato vitivinicolo, potremmo definirlo come il classico “trova l’intruso”. Tanti marchi internazionali apparentemente imbattibili, almeno da un punto di vista commerciale e chi invece fatica a posizionarsi nonostante una qualità superba ed imparagonabile: il Chiaretto di Bardolino.

Taste alla cieca con infinite sorprese, che ci fa capire da italiani una cosa importante: abbiamo gusto nel fare le cose. Non ce n’è per nessuno, un distacco incolmabile alla Hamilton nella Formula 1 tanto per intenderci. La piacevolezza di beva, le delicate espressioni floreali e di piccoli frutti rossi di bosco fragranti lo rendono uno dei rosati migliori assaggiati finora nella mia onorata carriera.

Sui rossi invece la partita è più equilibrata, con uno strepitoso confronto tra Borgogna e Pinotage del Sud Africa inaspettatamente elegante e meno cioccolattoso di altri tempi.

Qui il Bardolino soffre una minor spinta di complessità, restando in un canone semplice e lineare che richiede ancora del lavoro di fino. Lo salva la trama dei tannini integrati e setosi e le essenze floreali uniche che fanno da apripista verso un futuro radioso.

“Roma non è stata costruita in un giorno”. Lo stesso dicasi per Tenuta La Presa, nata dall’idea geniale del padre Adelino, ancora felice di lavorare in azienda nonostante le numerose vendemmie alle spalle. Trenta ettari creati dal nulla, con la ristrutturazione di un antico casale e stalla annessa del 1400, ove adesso sorge un relais di lusso con cantina di affinamento sotterranea.

Ma ai figli Fabio e Serena non poteva bastare tutto ciò. Ecco, dunque, l’idea di ampliare la gamma dei prodotti persino con un Metodo Classico “Qveé Assoluta” da uve Pinot Grigio con 36 mesi di sosta sur lie. Grasso e fresco allo stesso tempo vibra tra note di pera succosa e nocciole tostate.

Il Lugana è letteralmente spettacolare, il vino top dell’intera degustazione, ricco di tensione minerale e di vene speziate ed erbacee che oscillano tra rosmarino e macis. Pazzesco, una tipologia, al pari del Chiaretto di Bardolino, da rivalutare nelle cronache enogastronomiche e nelle carte vini dei ristoranti.

Il Napoleone IGT Rosso Veronese, blend a maggioranza di Corvina, Cabernet e Merlot, merita una riflessione soltanto dopo una attesa prolungata nel bevante, divertendosi a giocare al primo sorso quasi a nascondino.

Con la dovuta calma diventa una esplosione di frutta scura matura ed essenze mentolate con chiusura su vaniglia e liquirizia in baccello e sigaro sbriciolato. Potente, da meditazione.

Rispetto per la natura, per la vite, per il vino. Grandissimi rosati da tutto pasto ed eleganti rossi da abbinamenti fantasiosi. Questo e molto altro sanno raccontare il territorio della DOC Bardolino e Tenuta La Presa.

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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