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AMARCORD IN ROMAGNA

Fattoria Nicolucci: a Predappio la storia del Sangiovese di Romagna

Quando si pensa al Sangiovese non si può dimenticare una delle culle più belle, quella di Predappio, altamente composita per morfologia dei terreni, condizioni climatiche ed esposizioni. Siamo consapevoli di quanto il Nebbiolo ed altri autoctoni sappiano regalare emozioni pari, se non superiori ad esso. Tuttavia, la duttilità di quest’uva è davvero stupefacente, con molte espressioni di alto lignaggio sparse lungo lo Stivale. Insomma, per parafrasare un celebre motto, il Sangiovese è “da bosco e da riviera”.

La Romagna lo ha visto nascere, probabilmente, da un incrocio con un vitigno del Sud e trasportato lungo le vie medievali del commercio. Il termine locale Sanzvès ha numerose origini etimologiche, ognuna con piena validità di significato. I “gioghi”, ovvero le sommità delle colline più ardue da coltivare, sono qui visibili tra suoli ricchi di argille, sabbie plioceniche, zolfo, gesso e arenarie compatte. Da Vecchiazzano, lungo Fiumana, fino a salire verso Predappio Alta e poi ancora Cusercoli e Strada San Zeno, si passa da territori giovani a terre antichissime, frutto dell’emersione dal mare e delle successive stratificazioni in torbiditi compatte. Differenze marcate anche nei vini che nella Predappio Alta, dove ha sede Fattoria Nicolucci, regalano sfumature brune quasi color fumo di Londra ai rossi. Alessandro Nicolucci, figlio del compianto Giuseppe, ha studiato enologia a Conegliano Veneto prima di cimentarsi nel duro ruolo di contestatore-ribelle delle scelte paterne sul modo di intendere la vinificazione.

Scelte, badate bene, in linea con le filosofie stilistiche della maggior parte dei viticoltori dell’epoca (parliamo appena di trenta anni fa, ma sembra passato un secolo), poco attenti alle temperature di fermentazione ed ai contenitori di maturazione. Insomma, il vino alla buona, comunque buono, nonostante tutto. Quelli bravi (ed i Nicolucci lo sono sempre stati) svolgevano il lavoro maggiore nei campi. Longevità impressionanti, date da maturazioni lente e sofferte dei tannini, sempre acerbi in gioventù e poi strepitosi con la sosta in bottiglia. Bisognava offrire continuità e maggior immediatezza, con macerazioni corte alla maniera moderna, pulizia e accorgimenti tecnologici: ecco la vera sfida vinta da Alessandro, non senza sofferti dibattiti familiari con papà Giuseppe, che godeva di una reputazione quasi mitologica in regione.

Vignaioli da generazioni (la prima annata in vetro è datata 1885), la svolta arriva dall’acquisizione della “Vigna del Generale”, chiamata così perché piantata oltre 90 anni fa da un Generale dell’esercito. La Riserva proviene da questo vecchio appezzamento, con materiale genetico salvaguardato e replicato dai Nicolucci per coprire eventuali fallanze. Cemento e botti grandi danno il giusto contributo ad un quadro nel quale il Sangiovese non esaspera nessuna sensazione verdeggiante, prolungandosi invece su nuance salmastre e floreali di delicato impatto.

Abbiamo assaggiato il Romagna Sangiovese Predappio di Predappio “Vigna del Generale” Riserva 2020, al ristorante La Vecia Cantena d’la Pre’ – Ca’ de Sanzves. Elegante il corredo di piccoli frutti di bosco, viola mammola e salsedine, su chiusure agrumate, ricche di affumicature e spezie dolci. L’incenso e l’anice stellato rappresentano i marcatori fondamentali, che segnano il passo rispetto ad altri areali.

La Selezione “Vigna del Generale” 2016, prodotta in appena 1400 bottiglie, non teme il confronto con i blasonati concorrenti toscani, con tannini ancora potenti e scalpitanti ed un finale da radice di liquirizia e macchia mediterranea quasi infinito.

Torneremo a trovare Alessandro Nicolucci per apprezzare le sperimentazioni sul bianco di casa a base di Trebbiano “della Fiamma”, un clone autoctono chiamato così per il colore arancione degli acini maturi, dotati di spiccata acidità. Oggi le luci dei riflettori erano tutte per il principe Sangiovese.

 

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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