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EUDES ed il nuovo Etna Rosso Milleottocentoquaranta

Monte Gorna è un cono vulcanico che si trova nella parte Sud – Est dell’Etna, a poca distanza dal centro abitato di Trecastagni, un piccolo paese pedemontano. Buona parte del territorio di Monte Gorna è adibito a vigneti (di diverse aziende), in cui trova il suo habitat ideale il Carricante. Siamo in presenza di un mix di condizioni ideali per la coltivazione e la produzione di uve da vino, l’esposizione a Sud – Est, la vicinanza al mare (che in alcuni promontori, è possibile vedere), l’altitudine che inizia dagli oltre 600 metri per arrivare fino a quota di 1000 metri s . l. m., le escursioni termiche, la ventilazione che proviene dal mare, ne fanno un luogo veramente ideale per ottenere vini con precisi connotati. Tanto è vero che viene individuata come una delle zone più idonee per la produzione dell’Etna Bianco e si presume che il Carricante abbia avuto le sue origini etnee proprio da lì. Una delle aziende che ha i vigneti nella zona di Monte Gorna è VINI EUDES, una piccola e giovane azienda di proprietà di Giovanni Messina che nell’arco di pochi anni ha ottenuto dei buoni risultati. Vinodabere aveva già parlato di questa azienda a Contrade dell’Etna del 2018. Abbiamo assaggiato in anteprima il loro Etna Rosso che fra qualche settimana verrà messo in commercio.

I vigneti su Monte Gorna

La storia dell’azienda inizia nel 2015 e nel giro di quattro anni, grazie alla passione, alla costanza ed alla dedizione per la sua vigna, Giovanni è riuscito ad ottenere risultati veramente strabilianti. Per un periodo è solo ed esclusivamente produttore di uva e fornitore, finché un giorno decide di produrre un vino tutto suo, che sia espressione della sua vigna e del suo credo verso la natura. Inizia con il produrre Etna Bianco D. O. C. Bianco di Monte con  20% di Cataratto e  l’80% Carricante, per poi passare al 100% Carricante dal 2017. Nello stesso anno si inizia con la produzione dell’Etna Rosso D. O. C.. La gioventù e la voglia di fare di Giovanni sono inarrestabili, basti pensare che la stragrande maggioranza della vigna si trova su terrazzamenti, dove la coltivazione è possibile solo manualmente. Questo fa capire come in 5 ettari di vigneto si producano meno di 6.000 bottiglie. Il 2017 è un anno fondamentale per l’azienda, poiché Angelo Di Grazia diventa il nuovo enologo.

Ma è assaggiando i vini che si riesce a capire l’espressività territoriale ed a capire quanta cura ed attenzione viene messa per produrre i vini. Si inizia con il Bianco di Monte 2018 Etna D. O. C. (100% Carricante). Il suo corredo di aromi e profumi spazia dal floreale all’agrumato, per andare su accenni di pietra focaia e lievi sentori di nota marina. Minerale e diretto, con una verticalità al sorso ed una bella freschezza ed una buona corrispondenza gusto – olfattiva. Le uve vengono raccolte fra fine settembre e l’inizio di ottobre. Dopo la pressatura soffice dei grappoli e la fermentazione il vino ha un periodo di affinamento in acciaio per circa 15 mesi. Vengono utilizzati lieviti selezionati.

Parte dei vigneti

Per la produzione dell’Etna Bianco le uve provengono da un vecchio vigneto con coltivazione ad alberello e da un nuovo vigneto con coltivazione a spalliera, con un sesto d’impianto di 8.000 viti per ettaro. La vigna dal quale vengono raccolte le uve di Nerello Mascalese e di Nerello Cappuccio dà il nome al vino che si chiama Milleottocentoquaranta Etna Rosso D. O. C. Si tratta di un vigneto con quasi due secoli di storia, il che equivale a dire prephylloxera. Un ettaro di vigneto per ottenere circa 1.000 bottiglie di Etna Rosso D. O. C. ed è nelle intenzioni di Giovanni ampliare la parte coltivata a Nerello Mascalese ed a Nerello Cappuccio di un altro ettaro. Essendo un vigneto così vecchio il sesto d’impianto è di una pianta di vite per ogni metro quadrato, il che vuol dire 10.000 piante per ettaro.

Si inizia con il millesimo 2018 (solo da qualche settimana in bottiglia) del Milleottocentoquaranta Etna Rosso D. O. C., che riesce a fornire una moltitudine di aromi e profumi. In prima battuta si percepiscono sentori muschiati e di pietra focaia, humus e piccoli frutti di bosco. Buon corpo, fresco e con trama tannica fitta. Di grande eleganza.

Il Milleottocentoquaranta Etna Rosso D. O. C. 2017 ha la componente fruttata bene in evidenza, per poi lasciare il passo ad humus e pepe. Al sorso è equilibrato con un finale leggermente amarognolo. Di buona persistenza. Fino ad ora l’Etna Rosso prodotto da Giovanni fa affinamento in acciaio, ma non è escluso che prossimamente possa fare affinamento in botte, da quanto fa capire Angelo. Viene ottenuto mediante diraspapigiatura e vengono utilizzati lieviti indigeni. L’etichetta dell’Etna Rosso pur essendo semplice (come lo è quella dell’Etna Bianco), racchiude un insieme di significati. Dalla sottile linea rossa che funge da linea conduttrice fra il vulcano ed il vino (rosso), il nome che esprime l’importanza della vigna e della natura, che viene evidenziato con la scritta “Il vigneto dei cento anni”.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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