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Lazio

Cantine Riccardi Reale: Piero e Lorella artefici di una viticoltura di qualità nella Doc Cesanese di Olevano Romano

Colle Pazzo è la collina da cui prende spunto la celebre etichetta di Cesanese di Olevano Romano “Collepazzo” della cantina Riccardi Reale. Piero Riccardi e Lorella Reale hanno ricevuto un imprinting dal mondo del giornalismo d’inchiesta, con numerosi reportage alla ricerca degli abusi e dei reati a carico dell’ambiente. I loro vigneti sono in un lembo di territorio laziale dove finiva, un tempo, il Regno delle Due Sicilie.

Arenarie del Cretaceo frammiste a zone vulcaniche per una varietà d’uva che dimostra duttilità su diversi terreni ed esposizioni. Il Cesanese qui ha caratteristiche più avvolgenti, saporite e dai tannini meno taglienti rispetto all’areale del Piglio. Il colore già lo identifica nelle sue tonalità maggiormente fitte, senza bisogno dell’utilizzo di comprimari tintori. Piero e Lorella mantengono viva l’attenzione su altri due autoctoni come l’Ottonese e la Rosciola, originaria di Bellegra, borgo stupendo da cui godere panorami mozzafiato, dove accolgono i visitatori nella casa-degustazione.

Vitigni a bacca bianca particolari, selezionati con cura, vinificati con bucce direttamente in botti di castagno, altra scelta voluta dai coniugi in rispetto alla filosofia biodinamica applicata ai loro vini.

Riesling Renano annata 2021 di sicuro interesse, con sensazioni di ananas maturo, spezia bianca al sapore di pepe. Finale leggermente astringente come richiede la tipologia basata su fermentazioni spontanee, ma di impatto elegante.

Dopo questa breve parentesi bianchista veniamo alla degustazione dei cru di Cesanese, che mostrano sottili differenze tra di essi.

Collepazzo 2020 è caldo, fruttato, di lampone succoso e chiodi di garofano, il più completo. Pazzesca la 2013, che merita una menzione speciale per la sua vena sanguigna e minerale.

Càlitro 2020 dimostra invece verticalità con richiami agrumati d’arancia sanguinella su chiusura iodata e salmastra.

Neccio 2020 resta indietro rispetto ai campioni precedenti, con sensazioni mature di frutta scura e morbidezze alla vaniglia. Manca nello sprint conclusivo.

 

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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