L’impatto delle modifiche delle condizioni climatiche sulle produzioni agricole? Sempre più pesante. E certo non si salva la coltivazione della vite né in termini di quantità che di qualità dell’uva e perciò dei vini. Occorre occuparsi di più dell’incidenza dei cambiamenti climatici e ben venga lo spazio per la divulgazione secondo l’associazione Donne del Vino Sardegna, che ha il merito di aver posto il tema al centro di un incontro. Nei giorni scorsi ha infatti raccolto ricercatori ed esperti a Berchidda, cittadina sarda celebre per il suo festival internazionale di musica voluto da Paolo Fresu, per la vocazione enologica e che lo potrebbe essere anche per un olio d’oliva di qualità da cultivar Bosana.
“La situazione climatica sta condizionando pesantemente viticoltori e aziende, lo vedo dal 1997“, spiega a Vinodabere la vice delegata Maria Domenica Meloni. Dopo la passione per la vigna trasmessa dal padre, ha fatto del vino un lavoro e, grazie ai suoi quarant’anni nella Cantina Vermentino Monti, è una profonda conoscitrice di tutto il sistema produttivo.
Ha organizzato l’appuntamento a Berchidda con il supporto delle socie Antonella Usai, responsabile del Museo del vino e dell’Enoteca regionale, del tecnico di Laore Carla Pischedda e dell’enologa Laura Vincis, partendo da un’esigenza condivisa con le altre socie. “Sentivamo il bisogno di dare ancora maggiori informazioni al mondo della produzione, in particolare trattando gli aspetti dell’agricoltura di precisione e dei vitigni Piwi“, spiega.
Ecco che la giornata intitolata “Agricoltura di precisione al servizio dei cambiamenti climatici” si è prestata a un approfondimento sentito non solo necessario ma soprattutto urgente. Come evidenziato da Nina Puddu, delegata regionale dell’associazione, in apertura dei lavori moderati da Carla Pischedda, si sente il valore della cooperazione e delle competenze condivise. Quindi ha giustamente ribadito il prezioso contributo femminile nell’accompagnare l’innovazione del settore vitivinicolo.
Dopo il saluto delle istituzioni locali – con Roberto Carta, sindaco di Oschiri, vicepresidente della Comunità Montana del Monte Acuto e consigliere provinciale di Olbia-Tempio – della padrona di casa Antonella Usai, è toccato a Maria Domenica Meloni il compito di introdurre agli interventi molto tecnici.
I mutamenti del ciclo biologico della vite, soffermandosi sugli anticipi di vendemmia e l’accorciamento delle fasi vegetative sono stati gli argomenti affrontati dall’accademico dell’Università degli Studi di Sassari Luca Mercenaro, che si è soffermato anche sulla gestione della potatura secca, della chioma e dei sesti d’impianto, analizzandone vantaggi e criticità in relazione alle nuove condizioni climatiche.
Oggi le aziende devono essere estremamente flessibili e pronte a gestire conferimenti influenzati dall’andamento climatico e da eventi estremi (grandinate o improvvisi picchi di temperatura). Ne ha parlato l’enologa Laura Vincis, mettendo sul tavolo l’esperienza pratica della Cantina di Dolianova e sottolineando quanto siano ormai diventate indispensabili le misure organizzative e logistiche adeguate per preservare l’integrità delle uve durante il trasporto e le prime fasi di lavorazione, per salvaguardare le caratteristiche organolettiche del prodotto finale.
Rilevanti anche gli studi di Agris Sardegna, illustrati dalla ricercatrice Ana Oliveira per individuare le migliori strategie agronomiche volte a contrastare lo stress idrico e termico. Le ricerche sono volte alla tutela delle eccellenze vitivinicole regionali attraverso modelli produttivi sempre più sostenibili e resilienti.
Come ormai in ogni campo, non si può fare a meno della tecnologia digitale. A questo proposito l’agronomo Marco Gerardi si è soffermato sull’efficacia degli strumenti digitali e dei Decision Support System (Dss), ovvero i sistemi di supporto alle decisioni che ormai sono un valido alleato per una gestione agricola di precisione, efficiente e sostenibile.
l dibattito vitivinicolo contemporaneo si misura sui vitigni Piwi, risorsa strategica in chiave ambientale, e sulle Tecniche di evoluzione assistita (Tea), temi su cui ha fatto luce l’avvocata Floriana Risuglia. L’esperta, relativamente ai vitigni resistenti alle principali malattie fungine, ha citato il Regolamento UE 2021/2117, che segna un cambio di passo nel loro utilizzo anche nelle denominazioni Dop anche se l’ordinamento italiano mantiene un approccio più restrittivo, consentendone l’impiego soltanto nelle Igt. Quanto alle Tea ha ribadito che non sono assimilabili agli Ogm. L’equiparazione alla normativa del 2001 è stata infatti il risultato di un vuoto regolatorio, oggi in fase di superamento grazie all’evoluzione del quadro normativo europeo e all’interesse espresso verso queste nuove tecnologie.
Il Consorzio di di Tutela del Vermentino di Gallura Docg presta particolare attenzione alle sfide del cambiamento climatico. Lo ha ben evidenziato il presidente Marco Piro che ha posto l’accento sull’importanza dello studio e della selezione dei cloni e del materiale vivaistico. Sono infatti elementi fondamentali per garantire il futuro della denominazione e preservare le caratteristiche identitarie che rendono unico il Vermentino di Gallura.
Presente anche la Regione con Antonello Comina, nello staff di gabinetto dell’assessore dell’Agricoltura. L’attenzione verso il comparto vitivinicolo è alta, ha ricordato, citando le misure attivate a sostegno degli investimenti aziendali, della ristrutturazione e riconversione dei vigneti, nonché della promozione e valorizzazione delle produzioni regionali sui mercati nazionali e internazionali.
Il primo cittadino di Berchidda, Andrea Nieddu ha concluso la giornata mettendo in risalto una cosa non da poco: il ruolo strategico delle amministrazioni locali nel processo di transizione ecologica e tecnologica. I Comuni devono farsi promotori attivi di una transizione ecologica e tecnologica, sostenendo le aziende del territorio nell’accesso alle risorse, nello sviluppo delle infrastrutture idriche e nell’acquisizione delle competenze necessarie per mantenere la competitività sui mercati globali.
Le sfide sono piuttosto complesse e il confronto continua a microfoni spenti e dopo i brindisi con i vini prodotti dalle associate della delegazione isolana de Le Donne del Vino.
Giornalista professionista, sommelier e nomade alla continua esplorazione dei mondi enogastronomici per raccontare le donne e gli uomini che mettono l’eccellenza sulle nostre tavole.
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