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Calabria – Librandi: un’azienda con uno dei migliori rapporti qualità-prezzo in Italia

Dell’azienda Librandi abbiamo già parlato anche recentemente in un paio di articoli (link1, link2)

Abbiamo dunque accolto con piacere l’invito a partecipare ad una videogustazione organizzata da Elena Gottardo e Anna Barbon di AB Comunicazione.

In presenza di altri colleghi giornalisti o critici enogastronomici abbiamo avuto il piacere di conversare con Raffaele Librandi (che tra l’altro è anche il Presidente del Consorzio del Cirò).

Sulla storia ed attualità dell’azienda vi rimandiamo ai nostri precedenti articoli (link1, link2).

Ci preme però sottolineare come l’azienda stia puntando ad una estrema qualità dei propri vini, che vengono oltretutto venduti a dei prezzi convenientissimi.

Parliamo dunque di una Cantina senz’altro da annoverare nella top ten italiana per rapporto qualità-prezzo.

Ecco i vini che abbiamo avuto il piacere di assaggiare:

Melissa DOC Rosso Asylia 2019 (prezzo a scaffale enoteca 6,5 euro) : da vigne dell’Agro di Rocca di Neto/Casabona su terreni argilloso calcarei, questo vino è ottenuto da una breve macerazione di uve Gaglioppo. Sentori floreali e di piccoli frutti rossi si uniscono a sensazioni di macchia mediterranea e spezie orientali. La freschezza è al centro dell’assaggio, accompagnata da sapidità e da un bellissimo finale su toni di carrubba ed agrumi. Una bottiglia di grande piacevolezza, che a cena in due rischia di finire troppo presto. E quale migliore qualità in un vino non pensato per l’invecchiamento?

Cirò DOC Rosso Classico Segno Librandi 2018 (prezzo a scaffale enoteca 6,5 euro): da uve Gaglioppo in purezza in vigne su terreni argilloso calcarei, il Segno Librandi è ottenuto con pressatura soffice e breve macerazione (24 ore).  In evidenza note ematiche e di frutta secca, insieme a ricordi agrumati e di macchia mediterranea. Eleganza e struttura vanno di pari passo. Il sorso unisce freschezza e scorrevolezza a materia e persistenza.

Cirò DOC Riserva Duca San Felice 2017  (prezzo a scaffale enoteca 8 euro): un’etichetta che ha fatto la storia del Cirò, realizzata da vecchie viti allevate ad alberello. La vinificazione e l’affinamento avvengono esclusivamente in acciaio. Succosità, sapidità e freschezza si accompagnano a struttura, materia e grande lunghezza gustativa. Il sorso rivela carattere, profondità e si chiude con uno splendido finale di frutti rossi (lamponi ed amarene) e toni agrumati.

Megonio Tenuta Rosaneti 2017 (prezzo a scaffale enoteca 14 euro): da uve Magliocco della Tenuta Rosaneti nell’Agro di Rocca di Neto/Casabona affina in legno, per 12 mesi in barriques di Allier e permane in bottiglia di 6 mesi prima della commercializzazione. L’olfazione primaria non è ancora del tutto espressiva ed anche il sorso è leggermente serrato. Ma sapidità, succosità e freschezza rendono interessante l’assaggio che si chiude su ricordi di chinotto ed erbe officinali.

Tenuta Arcidiaconato Gravello 2017 (prezzo a scaffale enoteca 16 euro): da uve Gaglioppo 60%,  e Cabernet Sauvignon 40% provenienti dalle vigne della Tenuta Arcidiaconato in agro di Strongoli il Gravello affina per 12 mesi in barriques di Allier e permane in bottiglia di 6 mesi prima della commercializzazione. Sentori di frutti rossi e macchia mediterranea anticipano avvolgenza e una incredibile lunghezza gustativa. Il finale spazia da sentori balsamici a splendide note di spezie orientali e tabacco. Un piccolo capolavoro nonostante la difficile annata.

 

 

 

 

Scritto da

Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, Responsabile per l'Italia del Concorso Internazionale Grenaches du Monde, Giudice del Concorso Mondiale di Bruxelles e Giudice del Concorso Mondiale del Sauvignon, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Cito solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori ed Epulae. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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