Non tutte le novità nascono davvero nuove. Alcune esistevano già nei gesti delle cantine, nelle scelte dei produttori, nei vini che il mercato assaggiava senza però poterli collocare con precisione dentro una gerarchia riconoscibile. È il caso del Morellino di Scansano “Superiore”, nuova menzione ufficiale della DOCG da febbraio 2026 e una delle chiavi di lettura più interessanti emerse durante l’ultima edizione di Rosso Morellino.
Più che inventare una tipologia, il Superiore prova infatti a dare nome, spazio e identità a una fascia produttiva già presente: quella dei vini che si collocano tra l’immediatezza dell’Annata e l’ambizione evolutiva della Riserva. Un passaggio apparentemente tecnico, ma in realtà molto rilevante per il racconto del Morellino di Scansano, denominazione che da tempo cerca di consolidare il proprio posizionamento nel panorama dei Sangiovese toscani.

da sinistra il presidente Bernardo Guicciardini Calamai e il direttore del Consorzio Alessio Durazzi
“La nuova menzione Superiore è qualcosa che già esisteva nelle cantine del Morellino: la maggior parte dei produttori ha sempre realizzato una tipologia intermedia tra Annata e Riserva”, ha spiegato il Direttore del Consorzio di Tutela del Morellino di Scansano, Alessio Durazzi. “Con questa introduzione si è voluto dare la giusta identità e collocazione ad un vino già esistente”. Una scelta, dunque, che punta a rendere più chiaro il racconto del Sangiovese della costa toscana, rafforzandone riconoscibilità e posizionamento. La sfida, a questo punto, sarà verificare se il Superiore saprà essere percepito non solo come una sistemazione normativa di ciò che già esisteva in cantina, ma come un reale elemento di chiarezza e valore per il consumatore.
La Maremma grossetana è un territorio capace di imprimere al Sangiovese caratteristiche distintive – in termini generali e con tutte le dovute eccezioni del caso – rispetto agli altri Sangiovese del Chianti e del Brunello, che nascono tra colline interne e climi continentali. Qui su Vinodabere ne abbiamo parlato più volte, ad esempio in questo articolo (link). Brezze marine e il sole caldo della Maremma, in combinazione con la particolare conformazione geografica – tra il mar Tirreno, i fiumi Ombrone e Albegna e rilievi del Monte Argentario – favoriscono una maturazione ottimale delle uve, dando vita a vini dal profilo rotondo, con frutto pieno e tannini morbidi già nelle versioni più giovani.
Dal punto di vista tecnico, le tre categorie condividono il medesimo uvaggio – con una presenza minima dell’85% di Sangiovese per Annata e Superiore, e 90% per Riserva – ma si distinguono per rese, grado alcolico e tempi di affinamento. Il Superiore, come il Riserva, si caratterizza per rese più contenute rispetto all’Annata – 8.000 kg per ettaro (pari a 80 quintali) contro i 9.000 kg per ettaro (90 quintali) – e per una gradazione minima richiesta del13% contro il 12,5%.
L’Annata fa pochi mesi in cantina, solitamente in acciaio o cemento, e può uscire sul mercato dal 1° marzo dell’anno successivo alla vendemmia. Per il Superiore è previsto un affinamento più lungo, con passaggio discrezionale in legno (questa una novità significativa, per lasciare libertà di interpretazione alle cantine), e può essere immesso dal 1° gennaio del 2° anno successivo alla vendemmia (quindi è applicabile già per i millesimi che partono dal 2024), delineandosi come espressione intermedia tra la freschezza immediata dell’Annata e la maggiore complessità della Riserva. Quest’ultima richiede almeno 24 mesi di maturazione, di cui minimo 12 in legno, con uscita dal 1° gennaio del 3° anno successivo alla raccolta.
In questo contesto, la nuova categoria Superiore si inserisce come elemento di continuità qualitativa: si passa da un’Annata fresca e beverina, a un vino Superiore più strutturato e complesso, fino alla profondità evolutiva della Riserva. Un percorso che trova ulteriore espressione nella varietà dei suoli, che alternano zone sabbiose e sciolte che non trattengono l’acqua superficiale – capaci di esaltare freschezza e immediatezza – ad aree argillose e calcaree, con una maggiore capacità di trattenere l’umidità negli strati profondi, proteggendo le viti dallo stress idrico durante le estati calde, più adatte a vini di maggiore struttura e longevità.
Il tour tra le cantine
Un tour di tre giornate ci ha offerto un’immersione concreta nel territorio e nelle sue diverse espressioni produttive.
La prima giornata si è aperta tra i curatissimi vigneti della famiglia Terenzi, con un’esperienza immersiva in bicicletta e una degustazione in cantina delle loro espressioni eleganti delle tre tipologie di Morellino, seguita nel pomeriggio da una selezione di etichette rappresentative delle varie tipologie, da parte della delegata ONAV della provincia di Grosseto, Claudia Bizzarri.
Il secondo giorno ha visto la visita alla cantina Roccapesta, dove, tra tradizione e innovazione, vengono impiegate tecnologia e selezione delle uve per preservare freschezza e precisione aromatica, evitando eccessi di maturazione. A seguire, la tappa presso Poggio Brigante, che produce vini territoriali e poi ancora con la Cantina Cooperativa dei Vignaioli del Morellino di Scansano, realtà enologica di riferimento per la Maremma, con circa 170 membri per 700 ettari di vigneti, impegnata in un percorso di crescita qualitativa attraverso innovazione, sostenibilità e un modello meritocratico per i soci.
Il tour si è concluso alla Fattoria Le Pupille, dove la visita dell’azienda è seguita ad una cena in un contesto molto raffinato. Prima e dopo la cena, oltre all’assaggio delle tre tipologie di Morellino dell’azienda, sono state messe a disposizione e confronto diverse etichette dei produttori del Consorzio per le tre denominazioni Annata, Superiore e Riserva, che ci hanno permesso di fare una ricognizione completa nel mondo Morellino. Sono stati inoltre creati due cocktail a base di Morellino di Scansano per l’occasione, nel tentativo di avvicinare alla DOCG anche un pubblico più giovane.
Segue una panoramica dei vini che ci hanno colpito maggiormente. Non tutte le etichette assaggiate ricadevano già nella nuova menzione, ma il confronto tra Annata, Superiore e Riserva ha permesso di capire quanto questa fascia intermedia possa essere credibile solo se sostenuta da una reale differenza stilistica. Nel complesso, le degustazioni hanno restituito un profilo chiaro e riconoscibile: vini dal frutto maturo e rotondo, sostenuti da freschezza ed equilibrio, capaci di coniugare bevibilità e struttura. Un’identità che rende il Morellino di Scansano versatile e accessibile, ma allo stesso tempo interessante anche per un pubblico più esperto, alla ricerca di complessità ed evoluzione.
In alcuni casi si sono riscontrati tannini più spigolosi e meno evoluti nelle Riserve, dovuti principalmente alle annate giovani in degustazione, che lasciano però presagire vini di lunga durata.
I nostri migliori assaggi
Terenzi – Morellino di Scansano 2024
Il Morellino d’ingresso di Terenzi punta tutto sulla piacevolezza, senza perdere il legame con il territorio. È un rosso immediato e piacevole, giocato su ciliegia fresca, piccoli frutti rossi e un richiamo di macchia mediterranea. Il sorso è agile, scorrevole, con tannini gentili e una freschezza che lo rende facile da bere e da riportare a tavola.
Terenzi – Morellino di Scansano “Purosangue” 2022
Un Morellino che interpreta con naturalezza il volto più autentico della Maremma. Il profilo aromatico si muove tra richiami di ciliegia, piccoli frutti rossi e leggere sfumature di erbe mediterranee, con un sottofondo speziato appena accennato che ne arricchisce la personalità. Al palato convince per equilibrio e scorrevolezza: il frutto è nitido, sostenuto da una fresca vena sapida che accompagna il sorso senza appesantirlo. I tannini sono ben integrati e contribuiscono a delineare una trama armoniosa, dinamica e piacevolmente territoriale. La chiusura è pulita, persistente, con un ritorno fruttato che invita immediatamente a un nuovo assaggio.
Terenzi – Morellino di Scansano Riserva “Madrechiesa” 2022
Madrechiesa è il Morellino che alza il passo dentro la gamma Terenzi: non più solo immediatezza ed equilibrio, ma una lettura più profonda e autorevole del Sangiovese maremmano. Nasce da un singolo vigneto e si presenta con profumi di frutti rossi e neri, violetta, spezie fini e una traccia balsamica che dà respiro all’insieme. L’affinamento in botte grande accompagna senza coprire, lasciando al vino energia e carattere. Il sorso è pieno, succoso, con tannini generosi ma ben disegnati, e una chiusura saporita che conferma il ruolo di etichetta simbolo della cantina. Vino di grande eleganza.
Roccapesta – Morellino di Scansano Riserva “Vigna Liuzza” 2022
Con il Progetto Morello, Roccapesta indaga le diverse anime del Sangiovese di Scansano, valorizzando singoli vigneti come veri cru aziendali. Vigna Liuzza è il primo capitolo di questo percorso: un Sangiovese più affilato e verticale rispetto ai classici maremmani, meno largo e solare, più teso nella trama. Il frutto è scuro e nitido, con richiami di ciliegia matura, mora, violetta, terra asciutta e spezie leggere. Il sorso ha polpa ma soprattutto slancio, tannini fitti e ben cuciti, una vena sapida che allunga la progressione e una chiusura seria, persistente. Promette una lunga evoluzione.
Sellari Franceschini – Morellino di Scansano “Etichetta Rossa” 2023
Nome storico dell’area scansanese, dal 2021 sotto la gestione di Roccapesta, Sellari Franceschini firma con l’Etichetta Rossa un Morellino dal passo classico, pienamente maremmano. È un vino maturo, accogliente, già molto godibile, ma tutt’altro che molle: la verve acida e un tannino ben presente riportano con chiarezza alla matrice del Sangiovese. Il profilo aromatico ha qualcosa di old fashion, tra frutto rosso evoluto, spezie leggere e richiami più terrosi, ma proprio per questo risulta affascinante. Pieno, e di ottima fattura: un rosso di sostanza, senza effetti speciali.
Poggio Brigante – Morellino di Scansano 2024
Un Morellino succoso, autentico, che sembra somigliare molto a chi lo produce. Ha un tratto appena rustico, ma di quella rusticità viva e simpatica che rende il vino subito familiare, senza togliere pulizia alla bevuta. Frutto rosso croccante, un accenno di erbe di campagna, tannino semplice ma presente e una freschezza che lo tiene in movimento. È un vino d’annata interpretato con coerenza, senza forzature: schietto, generoso, molto ben bevibile. Da segnalare, nella stessa cantina, anche una sorprendente Ansonica assaggiata fuori programma.
Fattoria Le Pupille – Morellino di Scansano 2024
Fattoria Le Pupille è uno dei nomi che più hanno contribuito a portare il Morellino fuori dai confini locali, facendone conoscere il valore in tutta Italia. Il 2024 conferma la mano sicura dell’azienda anche sul vino d’ingresso: un Morellino d’annata che sembra giocare in una categoria più alta rispetto alla sua collocazione. Frutto nitido, buona energia, sorso pieno ma mai pesante, con una verve acido-tannica ben evidente che richiama subito l’identità del Sangiovese. È curato, serio, centrato: un base solo sulla carta.
Le Rogaie – Morellino di Scansano “Forteto” 2024
Un Morellino di estrema piacevolezza, di quelli che tornano volentieri nel bicchiere senza bisogno di troppe spiegazioni. Lo abbiamo bevuto a più riprese, tra degustazioni e cene, e ogni volta ha confermato la sua buona affidabilità. Ha un profilo un po’ old style, ma serio e ben concepito, con frutto rosso molto espresso, sorso solare e quella generosità immediata che fa tanto Maremma. Vino schietto, godibile, molto convincente: una piacevole sorpresa.
Cantina 8380 – Morellino di Scansano 2024
Giovane realtà artigianale nei pressi di Montemerano, Cantina 8380 firma un Morellino d’ingresso davvero centrato. Bellissimo frutto, sorso agile, grande scorrevolezza: tutto va nella direzione giusta, senza sovrastrutture e senza inutili ambizioni. È un rosso divertente, immediato, ma tutt’altro che banale, con quella freschezza che tiene vivo il bicchiere e invita al riassaggio. Piace perché fa esattamente quello che un Morellino d’annata dovrebbe fare: farsi bere bene, con gusto e naturalezza.
Vignaioli del Morellino di Scansano – Morellino di Scansano “Roggiano Bio” 2023
La Cantina dei Produttori di Scansano è la grande cooperativa di riferimento della zona, oggi rinnovata nell’immagine e sempre più attenta alla qualità delle uve conferite dai soci, con un protocollo di meritocrazia da prendere a modello. Il Roggiano Bio 2024 racconta bene questo percorso: ha tutto al posto giusto, con un carattere mediterraneo, solare, piacevole, ma anche con quello spunto acido-tannico del Sangiovese che dà contrasto e allunga la beva. Frutto generoso, sorso pulito, ritmo facile ma non banale. Un Morellino ben fatto, da una cooperativa che sta lavorando davvero bene.
Provveditore – Morellino di Scansano “Irio” 2025
Il saldo di Ciliegiolo gli regala una marcia in più: rende il vino più simpatico, spensierato, immediatamente godibile. L’abbinamento con il Sangiovese funziona benissimo e costruisce un Morellino giovane, fresco, scorrevole, tutto giocato sul frutto e sulla facilità di beva. Il 2025, annata giovanissima, ne accentua ancora di più il lato vivace e divertente. Un rosso da bere senza troppe cerimonie, con grande naturalezza. Buono anche il il “Sassato” 2025 , “fratello” in purezza tutto sangiovese.
Mocali – Morellino di Scansano Riserva “Suberli” 2020
Una Riserva dal passo maturo, avvolgente, con un profilo autunnale e un po’ old fashion che però ha fascino da vendere. Non è il Morellino della verticalità a tutti i costi, né quello costruito solo su frutto croccante e acidità: qui il sorso si allarga, si fa morbido, cedevole, pieno, senza però perdere freschezza e naturalezza di beva. Le note di ciliegia matura, spezie dolci, sottobosco e leggere sfumature terrose accompagnano una trama saporita e rassicurante. Qualche purista potrebbe storcere il naso; noi, invece, ci siamo lasciati conquistare dalla sua generosità.
Podere 414 – Morellino di Scansano 2023
Podere 414 è da anni uno dei riferimenti più credibili della Maremma biologica, con un’idea di vino autentica, seria, mai addomesticata. Il Morellino 2023 rispecchia bene questa impostazione: è rigoroso, quasi severo, lontano dalle facili piacionerie. Il frutto c’è, ma resta composto, sostenuto da una trama tannica ancora evidente e da una tensione che dà profondità al sorso. Non cerca l’applauso immediato, preferisce costruire passo dopo passo una bevuta asciutta, verticale, di carattere. Un Morellino serio, con buona prospettiva di crescita.
Fattoria San Felo – Morellino di Scansano “Lampo” 2022
Un Morellino di buona complessità, ben piantato nella Maremma grossetana ma senza mai farsi pesante. Il Sangiovese dà struttura, profondità e carattere territoriale, mentre il saldo di Ciliegiolo porta un guizzo più fresco e vivace, rendendo il sorso più dinamico. È un vino armonico, bilanciato, costruito con misura: frutto maturo, buona freschezza, tannini ben maturi e una progressione piena ma ordinata. Ha sostanza, ma anche equilibrio. Di buona fattura.
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