Il mondo del vino è in crisi?
Questo è un quesito che sempre più spesso attanaglia produttori e distributori.
La risposta è facile e difficile allo stesso tempo. Se si analizzano i macro-trend, senza dubbio ci si imbatte nel segno negativo mentre se si analizzano singoli settori o segmenti di mercato il risultato può essere sorprendentemente interessante.
Ne abbiamo parlato con Edoardo Freddi che con la sua azienda aiuta i produttori italiani ad aprirsi ai mercati stranieri; come consulente si colloca a metà tra il distributore straniero e il produttore (italiano) supportandolo nella selezione e nella gestione del partner commerciale più adatto per il mercato e le sue esigenze.
Edoardo Freddi International attraverso la sua struttura commerciale supporta l’export di 66 cantine su 112 mercati esteri.
Il consuntivo del 2025
Relativamente al perimetro di attività di EFI, i risultati del 2025 si sono chiusi con una crescita del 6% a valore e del 9% a volume che significa un incremento di circa due milioni di bottiglie.
Incrementi a doppia cifra si sono registrate in Germania, Svizzera, Canada, Singapore e Francia, bene anche Stati Uniti, Regno Unito e Giappone.
In particolare, le vendite negli Usa sono state altalenanti sebbene abbiano chiuso sostanzialmente stabili: crescita fino a maggio poi tre mesi di stop e nuova ripartenza.
Le previsioni per il 2026
Secondo Freddi il 2026 sarà un anno non di grande ottimismo ma stabile e meno complesso rispetto al 2025.
Stabile seppure nell’instabilità di alcuni mercati: USA, Russia, Ucraina.
Le prospettive per i mercati latinoamericani sono buone anche se vi sono paesi con problematiche latenti come, ad esempio, l’Inghilterra.

Come combattere la crisi?
Forse non si può dire che il vino è in crisi, si potrebbe dire che sono in crisi alcuni operatori del vino. In un mercato che richiede cambiamenti e veloci adattamenti l’innovazione nel packaging sarà fondamentale. Un esempio è la Danimarca per il cui mercato si sono pensate bottiglie più piccole in quanto il 40% dei consumatori è single. Questo ha portato incrementi del 90% sulle vendite dell’Amarone in formato da mezzo litro.
Occorre poi lavorare sui vini a basso contenuto alcolico e sulle varietà resistenti e climaticamente adattabili.
In un mercato dinamico occorre anche aprirsi a nuovi segmenti di mercato e EFI lo sta facendo sia sul fronte dei vini premium con la società EFI Fine Wines che su quello delle cantine di più piccola dimensione. Grazie a una partnership con Agriment Italia con la quale verranno integrate nuove competenze ed energie.
Il vecchio modello di commercializzazione del vino è in crisi e occorre innovare in vari modi.
Dall’apertura di nuovi mercati a una comunicazione differente e specifica per paese, dalla presenza nelle fiere internazionali a quella in fiere più piccole ma altrettanto importanti. Questi sono le nuove sfide che le aziende sono chiamate a superare.
Rispetto alle tendenze di mercato si nota come il consumatore sia meno fedele rispetto al passato e che la sostenibilità viene ritenuta un valore solo in Europa (in particolare del nord) e Canada. Per i paesi asiatici, escluso il Giappone, non è un valore aggiunto così come per Unione Sovietica e Sud America.
A livello globale il consumo di vini si è spostato a favore di quelli bianchi mentre il trend di incremento dei rosati si è spento. Le bollicine sono in crescita e, buona notizia, il prosecco ha a disposizione ancora mercati da esplorare per continuare a consolidare la propria crescita.
Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.
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