Nel mese di dicembre, la testata giornalistica Vinodabere ha dedicato uno spazio speciale al vitigno Vermentino, nell’ambito dell’evento La Sardegna di Vinodabere. Maurizio Valeriani, direttore della testata e sardo d’adozione, manifesta da tempo con entusiasmo il suo profondo legame con questa terra. Affiancato da Raffaelle Mosca (collaboratore di Decanter, Luciano Pignataro e Gambero Rosso), dall’enologo Andrea Pala e dai produttori locali, ha condotto un viaggio alla scoperta della Gallura e di altre zone della Sardegna, presentando una selezione di dieci vini nati dall’abilità e dall’esperienza di Andrea Pala.
Nonostante la sua giovane età, Pala è ampiamente apprezzato nel panorama enologico per i numerosi riconoscimenti ottenuti e per le collaborazioni avviate sia con aziende sarde che di altre regioni italiane. Convinto sostenitore della valorizzazione dei territori, il suo approccio si basa su una costante sperimentazione, affrontando con determinazione la sfida di lavorare sui vitigni autoctoni, come il Vermentino, coltivato in aree privilegiate vicine o lontane dal mare. Il tutto senza rincorrere vini estremi né omologare le caratteristiche dei suoi prodotti a quelle di altri territori.
Esplorare la storia di un territorio che, nonostante una produzione vinicola limitata, possiede un potenziale unico è sempre affascinante. La Sardegna, terza regione italiana per dimensioni geografiche, contribuisce attualmente a circa l’1% del totale della produzione enologica nazionale. Negli ultimi quarant’anni, il settore vitivinicolo dell’isola ha subito una trasformazione profonda. Tra gli anni Settanta e Ottanta, le vigne occupavano ben 70.000 ettari, con il Nuragus come vitigno predominante e una produzione principalmente orientata al vino sfuso destinato all’esportazione, trascurando l’opportunità di promuovere il territorio attraverso vini imbottigliati di alta qualità. Fortunatamente, nel tempo questa mentalità è mutata, anche grazie al ruolo cruciale svolto dalle cooperative agricole che, soprattutto negli anni Novanta, hanno avuto un impatto significativo sull’evoluzione del settore, pur con i pro e i contro legati a questo modello.
Successivamente, alcune storiche famiglie sarde hanno investito con determinazione nel miglioramento dei vini locali e nella loro promozione oltre i confini regionali. Tuttavia, ci sono stati periodi in cui incentivi mirati all’espianto dei vigneti hanno ridotto drasticamente le superfici coltivate. In un breve arco di dieci anni, il territorio dedicato ai vigneti è sceso da 70.000 ettari a circa 27.000, comportando un calo significativo nella produzione.
Attualmente, i vigneti della Sardegna si suddividono in un 58% destinato alla produzione di vini rossi, tra cui il celebre Cannonau, che occupa circa 8.000 ettari, e un 43% dedicato ai vitigni a bacca bianca, con il Vermentino come principale rappresentante. Di questi vigneti a bacca bianca, circa 1.500 ettari si trovano in Gallura, un territorio che detiene l’unica Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) dell’isola, riconoscimento che aggiunge valore non solo alla Gallura stessa ma a tutta la Sardegna. Tuttavia, nonostante la qualità elevata dei prodotti, la Gallura rimane ancora poco valorizzata e conosciuta su larga scala.
Il Vermentino di Gallura è senza dubbio il vino simbolo della zona, apprezzato per le sue qualità inconfondibili e strettamente legato alle caratteristiche del suo territorio d’origine. Incarna le bellezze di un paesaggio che spazia tra l’entroterra e una delle coste più affascinanti al mondo. Mentre in passato gran parte della produzione era concentrata nelle mani delle cooperative, oggi il settore sta vivendo un cambiamento significativo grazie all’arrivo di nuovi investitori e alla partecipazione attiva delle giovani generazioni nelle imprese familiari. Questo ha portato a una maggiore attenzione nella creazione di vini ambiziosi e competitivi a livello internazionale.
Il nostro percorso di degustazione parte proprio dalla Gallura per poi estendersi fino a Usini e al sud dell’isola, offrendo l’opportunità di confrontare il territorio principe del Vermentino con altre aree produttive della Sardegna. In Gallura, i vini rispecchiano profondamente il carattere del mare: la vicinanza alla costa imprime una chiara inflessione marina ai sapori. Dalla costa, salendo verso l’entroterra dai 200 ai 450 metri di altitudine, si attraversa un paesaggio costellato di dolci rilievi collinari che creano un mosaico affascinante su terreni prevalentemente granitici.
Usini, d’altra parte, è una terra particolarmente vocata alla viticoltura, in particolare per il Cagnulari ma anche per il Vermentino che in questa zona della Sardegna, infatti, si distingue per la sua longevità, tra le più significative della regione. Questo è un aspetto peculiare per un vitigno che in genere non evolve facilmente nel tempo, sebbene con alcune eccezioni.
In ogni calice si ritrova la forte personalità di ciascun territorio, che si esprime attraverso sfumature uniche: dalla presenza costante di note saline e iodate alla raffinatezza ed eleganza derivanti dalla maestria con cui i vini sono prodotti. Il filo conduttore che accomuna queste realtà enologiche è il profondo legame tra paesaggio e pratica vitivinicola, restituendo vini che rappresentano un’autentica manifestazione dell’identità territoriale sarda.
Le Aziende, i vini e le nostre impressioni
L’azienda Culuccia, situata nel nord della Sardegna, rappresenta un progetto unico. Dopo decenni di abbandono, dodici anni fa un imprenditore visionario trasformò i 300 ettari dell’isola, collocata in un parco naturale, in un luogo di rinascita. L’isola ospita due vigneti di Vermentino vicino al mare (sette e dieci metri dalla riva), che prosperano in un microclima estremo caratterizzato da sabbia, forti venti marini ed escursioni termiche, senza irrigazione d’emergenza, dimostrando grande adattabilità.
Il progetto è frutto di una collaborazione tra l’enologo Pala e Marco Boglione, imprenditore torinese legato al gruppo Basic (K-Way, Kappa, Superga) e appassionato della Sardegna. Include la produzione di tre vini e l’audace esperimento di conservare le uve sott’acqua, ora al quinto anno di sperimentazione.
Ispirandosi a tradizioni greche, le uve vengono immerse in casse per ostriche a un metro e mezzo di profondità per un periodo determinato. Il contatto con l’acqua salata modifica la struttura interna degli acini, aumentando la concentrazione di aromi e sapori, conferendo un carattere al vino più deciso e unico. Dopo l’immersione, le uve sono parzialmente lavate (il 30%) e lavorate con metodi tradizionali. Per la produzione con metodo classico, invece, le uve non vengono immerse sott’acqua.
Donna Lù – Vermentino di Gallura Docg Metodo Classico Brut Nature 2023
Un raro esempio di Vermentino di Gallura ottenuto con metodo classico e affinato sui lieviti per almeno 18 mesi. Ha un colore giallo paglierino e un perlage fine, ma poco persistente, influenzato dalla pruina in eccesso prodotta dalla pianta contro i forti venti marini, che ne limita la durata. All’olfatto emergono fiori bianchi e note biscottate; al palato è fresco, con acidità equilibrata, sentori di cioccolato bianco e scorza d’agrumi. Una sfumatura amara si combina con accenni di ginepro, donando una personalità unica e riconoscibile. Eleganza, precisione aromatica, ricchezza glicerica e una delicata salinità ne completano il profilo.
Donna Ma’ – Vermentino Isola dei Nuraghi IGT 2024
Questo calice prende vita da un progetto rivoluzionario: la pratica di immergere le uve in mare. Già al primo approccio olfattivo emerge una notevole differenza rispetto al tradizionale Vermentino. Gli aromi colpiscono per un’intensa nota di albicocca, che si esprime con forza anche al palato, ma la sorpresa sta nella sua morbidezza, inaspettatamente combinata a una pronunciata salinità, che richiama il gusto di un sorso d’acqua marina. Emergono sfumature iodate e freschi richiami alla scorza d’arancia. L’elemento più sorprendente è il contrasto tra un bouquet olfattivo molto attraente e un sapore dominato da una spiccata componente sapida. La nota glicerica interviene a bilanciare il tutto, rendendo l’esperienza di degustazione più accessibile senza intaccarne la complessità.
L’immersione sott’acqua contribuisce a una maggiore concentrazione, donando a questo vino una struttura intensa e ben definita, capace di evolversi calice dopo calice. Non si tratta di un Vermentino tradizionale né adatto a tutti, ma piuttosto di un prodotto pensato per chi ricerca autenticità e originalità. Con una produzione limitatissima di sole 500 bottiglie, rappresenta un racconto inedito del territorio da cui proviene. Il suo carattere audace potrebbe dividerne i pareri, ma l’approccio coraggioso dell’enologo rompe con gli schemi convenzionali, spingendo a riflettere sulla vera essenza del Vermentino e sulle emozioni che sa suscitare in chi lo assapora.
LI SIGNORI
È una giovane azienda di Aglientu, nel nord della Sardegna, in una zona particolarmente ventilata vicina alla Corsica. Dieci anni fa, investitori hanno acquistato 600 ettari, di cui 25 dedicati a vigneti circondati dalla macchia mediterranea e influenzati dai venti delle Bocche di Bonifacio. L’obiettivo è produrre vini territoriali e longevi, distanziandosi dall’immagine del Vermentino come vino solo giovane.
Attualmente si lavora su 5 ettari, selezionando le esposizioni migliori e con rese molto basse (50/60 quintali/ettaro). La cantina, costruita con attenzione alla sostenibilità e al territorio, segue pratiche rispettose dell’ambiente ed è in conversione al biologico. Con circa 20.000 bottiglie prodotte, l’offerta include due Vermentino, un rosato di Cannonau, un rosso Cannonau e, prossimamente, un Syrah 2024 in edizione limitata. Il debutto ufficiale sul mercato è previsto con l’annata 2025.
Tandu – Vermentino di Gallura Docg 2024
Tandu, che significa “Allora” in dialetto gallurese, celebra la tradizione locale. La sua produzione prevede una vinificazione in bianco che inizia con una notte di macerazione delle uve in cassette all’interno di una cella refrigerata a 0°, seguita da una breve macerazione in pressa e dalla successiva vinificazione. Presenta acidità vivace, note fruttate esotiche, mineralità spiccata e aromi di macchia mediterranea come mirto bianco e mandarino cinese. Alla beva si rivela fresco, dalla sapidità decisa e una dolcezza glicerica ben equilibrata, che gli conferiscono una struttura elegante e una forte personalità.
Emmu – Vermentino di Gallura Superiore Docg 2024
Le uve, provenienti da un’altra parcella, subiscono criomacerazione per estrarre aromi intensi: vengono refrigerate e macerate prima della fermentazione a basse temperature per preservarne la qualità. Il vino matura principalmente in acciaio, con l’1.5% affinato in botti di rovere nuove rivestite di acacia non tostata per mantenere la freschezza. Gli aromi richiamano gelsomino, agrumi e menta di montagna. In bocca risulta complesso, corposo con un finale lungo e un ottimo potenziale di invecchiamento. Anche dopo oltre un anno dalla vendemmia, Emmu conserva una struttura eccellente e aromi fruttati intensi con la tipica nota amarognola del Vermentino.
Fondata nel 2019, questa cantina ha segnato il suo debutto con una sola etichetta: il Campianatu Superiore. Fin da subito, si è fatta portavoce dell’idea che il Vermentino non debba essere necessariamente consumato giovane, ma possa invece affinarsi e invecchiare negli anni, acquisendo complessità. La passione per la vinificazione affonda radici profonde, un’eredità delle generazioni precedenti di viticoltori che hanno plasmato il presente della cantina.
Situata nelle vicinanze di Cannigione, a Arzachena, l’Azienda ha preso vita nove anni fa grazie al progetto di valorizzazione del territorio avviato insieme all’enologo Andrea Pala. Dai primi 5 ettari coltivati, oggi conta 7 ettari complessivi, dove vengono sperimentati nuovi cloni e varietà diverse. In particolare, da tre anni è in corso un progetto pilota su un vigneto sperimentale che raccoglie otto differenti cloni di Vermentino, con l’obiettivo di selezionare quello che meglio rispecchia le peculiarità locali, influenzate dalla vicinanza al mare. Questo vigneto si distingue anche per una singolare caratteristica: è situato sotto il livello del mare, una condizione che favorisce una maturazione delle uve ottimale. Le gradazioni alcoliche dei vini non sono basse, partendo da 13,5°C per l’annata.
Attualmente vengono prodotte quattro etichette: la linea “Junior” è dedicata ai vini d’annata, mentre le altre si focalizzano sull’espressione del terroir e mostrano un potenziale di invecchiamento più marcato.
Campianatu Junior – Vermentino di Gallura Superiore DOCG 2024
La vendemmia 2024 ha portato alla nascita di “Junior“, una nuova proposta fresca e immediata affinata esclusivamente in acciaio. Si tratta di un vino che incarna vivacità e complessità grazie alle caratteristiche delle vigne da cui provengono le uve. Questi vigneti sono tra i primi della regione a essere vendemmiati, spesso già a partire dal 16 agosto o prima, grazie a un terreno particolarmente precoce. Inoltre, la zona gode di condizioni climatiche favorevoli con una minore esposizione ai venti rispetto ai territori circostanti.
Al naso si presenta con un bouquet intrigante che combina delicate note di frutta esotica, a polpa bianca, fragranze di erbe aromatiche della macchia mediterranea e un tocco di salinità, diretto omaggio al legame con il mare. Al palato si distingue per intensità e complessità: note nocciolate e decise si fondono in un finale lungo e persistente, rivelando uno straordinario potenziale di invecchiamento.
Campianatu – Vermentino di Gallura Superiore DOCG 2023
La seconda etichetta sottolinea un progetto altrettanto ambizioso. Grazie alla criomacerazione prefermentativa, il vino acquisisce un profilo aromatico giovane e intenso, ma con una promettente capacità evolutiva che gli consente di mantenere freschezza e ricchezza per almeno 4-5 anni.
Nonostante la sua giovinezza, Campianatu Superiore già evidenzia una struttura importante e una notevole complessità. È un vino capace di raccontare l’evoluzione che il Vermentino attraversa nel tempo. Pur non essendo un vitigno estremamente longevo, riesce nei suoi primi 4-10 anni a sprigionare sfumature sorprendenti. Tra queste spiccano le note di TDN, una molecola che richiama i sentori di idrocarburi tipici dei grandi bianchi come il Riesling. Elegantissimo e armonioso, presenta una miriade di aromi floreali e fruttati, arricchiti da un marcato carattere mediterraneo. Un vino straordinario.
Lasciamo la Gallura per esplorare due altri territori. Il primo è Usini, un paese vicino a Sassari, nel nord-ovest dell’isola. Questo territorio, ancora poco conosciuto, colpisce per il suo straordinario potenziale e la qualità eccelsa dei suoi prodotti: vino, olive (e quindi olio) e carciofi. I suoi terreni, a differenza di quelli granitici della Gallura, sono più ricchi e fertili, offrendo condizioni ideali per la coltivazione del Cagnulari, vitigno principe della zona. Anche il Vermentino e il Cannonau qui acquistano caratteristiche distintive, con una combinazione di acidità, struttura e vitalità che li rendono inconfondibili rispetto ad altre aree. Nel bicchiere si percepisce una complessità diversa: aromi più fruttati al naso, maggiore corpo e un’acidità marcata ma perfettamente equilibrata.
CANTINA GALAVERA REVELATION
La cantina si trova sul lato destro di una tranquilla vallata chiamata Badde Ruos, non lontano dal comune di Usini, immersa in un paesaggio incantevole e suggestivo, in un territorio ancora incontaminato, dove la vegetazione selvaggia si integra armoniosamente con uliveti e vigneti coltivati con grande dedizione.
Il Vermentino è ottenuto dalle uve del vigneto omonimo di Pirapeglias, impiantato diversi decenni fa su una superficie di sei ettari. Dallo stesso vigneto si producono anche un Cannonau, caratterizzato da peculiarità uniche e rare, frutto di un terroir che conferisce al vino un sapore e un profumo distintivi ed il rinomato Cagnulari di Galavera, la cui intensità è il risultato di una terra particolarmente vocata.
Promissa – Vermentino di Sardegna Doc 2024
Il passaggio alla DOC amplia il territorio a tutta l’isola. A differenza della DOCG, che ammette il 5% di altri vitigni bianchi non aromatici, la DOC consente fino al 15%. Promissa, classico Vermentino di Usini, è un vino promettente con un carattere più continentale, meno minerale, ma con evidenti sfumature di gesso. Offre ottime capacità di invecchiamento, simili a quelle della Gallura. Aromi di frutta bianca, frutta secca, erbe, agrumi e fiori bianchi, come l’anemone, accompagnano un gusto strutturato ma energico e fresco.
Beranu – Isola dei Nuraghi Igt Cagnulari 2023
Il Cagnulari beneficia delle frequenti piogge durante la maturazione e della vegetazione che bilancia il clima. Ricco di tannini e polifenoli, richiede una gradazione alcolica elevata (oltre il 14,5%), che si armonizza perfettamente con l’acidità. Vendemmiato a metà ottobre e affinato un anno in legno grande da 1000 litri, il vino rivela una struttura agile e aromatica con finezza e freschezza. Al naso emergono visciole sotto spirito, liquirizia fresca, dattero e sottobosco, riflessi anche al palato. Imbottigliato di recente, questo vino mostra già morbidezza e promette un’ottima evoluzione.
CANTINE NURAGHE ANTIGORI
Situata nella baia di Cagliari, vicino ai resti del Nuraghe Antigori, la cantina prende ispirazione dalla cultura micenea. Fondata nel 1932 da Giuseppe Cardile, raggiunse il massimo splendore negli anni ’50 con 400 ettari di vigneti per poi subire un declino negli anni ’60. Nel 2015 la nuova gestione ha rilanciato l’azienda con quasi 20 ettari di vigneti, mandorleti, produzione biologica di miele e olio. Con 600 ettari totali, offre anche un orto botanico, bio-lago balneabile, museo a cielo aperto e albergo diffuso, oltre a strutture innovative per agriturismo, spa, lavorazione di mandorle e frantoi. L’azienda punta non soltanto sui vini d’eccellenza ma anche sull’enoturismo con degustazioni e incontri per valorizzare tradizioni e bellezze della Sardegna.
Cardile – Vermentino di Sardegna Doc 2024 Biologico
Ci troviamo di fronte a un Vermentino del sud Sardegna che si distingue nettamente per le sue specificità rispetto alle altre aree della stessa DOC, ma coltivato in ambienti completamente diversi, in particolare a quote quasi estreme per questo vitigno. Queste condizioni altimetriche causano cambiamenti significativi da un punto di vista agronomico. La vendemmia, eseguita in anticipo il 30 agosto, ha rivelato, in alcune parcelle, sviluppi di sovramaturazione già evidenti.
Al contrario delle zone vitivinicole della Gallura e di Usini, nelle aree meridionali il termometro può toccare picchi di 50-53 gradi in vigna, condizioni estreme che mettono a dura prova la vite. Anche con l’irrigazione di supporto, la pianta va in stasi termica e diventa complesso proseguire il normale ciclo di maturazione delle uve. Tuttavia, grazie a soluzioni innovative, si è riusciti a gestire le criticità in modo efficace, nonostante le restrizioni imposte dalla coltivazione biologica.
Diversamente dai Vermentino provenienti dalle zone granitiche del Nord della Sardegna, il Sud, nonostante le difficoltà causate dalla siccità e dalla limitata ventilazione, offre un vino sorprendentemente fresco e fruttato. Qui non si riscontrano sentori verdi o vegetali né le note amarognole tipiche di una maturazione incompleta. Al naso emergono profumi invitanti di frutta secca, liquirizia bianca, spezie aromatiche, mandorle e miele di castagno. Al palato risulta estremamente equilibrato, con una struttura ampia, profonda e ricca, caratterizzata da ritorni di frutta secca che accompagnano una piacevole acidità perfettamente bilanciata. Il finale è lungo, armonioso e impeccabilmente calibrato.
Il Bovale sardo è un altro vitigno autoctono che mostra unicità, anche nel design della bottiglia, e viene spesso utilizzato per creare blend con il Cannonau grazie al notevole contributo cromatico che è in grado di offrire come uva tintorea.
Presenta caratteristiche estremamente interessanti, mostrando un eccezionale potenziale per realizzare un mono-varietale con tratti che richiamano il gusto internazionale. Il tannino, già evoluto e morbido, denota una piacevole maturità, grazie anche a un breve affinamento in botti di legno da 6.000 litri per meno di un mese. Il risultato finale si contraddistingue per una tonalità cromatica ben definita e un profilo aromatico di grande eleganza. Tra gli aspetti unici spicca l’acidità, accompagnata da un pH leggermente elevato (4), una caratteristica territoriale che, pur potendo essere considerata una lieve anomalia tecnica, si rivela sorprendente e positiva per la qualità complessiva del vino nel bicchiere.
Altro elemento degno di nota è l’alcolicità. Sebbene la presenza tannica risulti meno intensa rispetto a vini rossi più robusti come il Cagnulari (che può raggiungere i 16 gradi alcolici), si percepisce una maggiore sensazione alcolica, dovuta alla più bassa acidità e alla minore incisività dei tannini. Il profilo olfattivo si orienta verso frutti scuri come ribes nero e more, impreziositi da sottili sfumature di liquirizia e legno armoniosamente integrato. Il sorso è avvolgente e morbido, caratterizzato da una struttura elegante, una potenza ben bilanciata e un livello evolutivo già promettente.
Sono un'Archivista Digitale nel campo editoriale, dedico la mia vita ai libri perché come dice Kafka "un libro rompe il mare ghiacciato che è dentro di noi". Così lo è anche il vino. Lui mi ha sempre convinto in qualsiasi occasione ed è per questo che dal 2018 sono una Sommelier Fisar, scrivo e racconto con passione sui miei canali e in varie testate giornalistiche la storia dei territori, gli aneddoti e il duro lavoro dei Produttori in vigna e in Cantina. Ho seguito un corso Arsial al Gambero Rosso Academy sulle eccellenze enogastronomiche del Lazio e presto servizio in varie eventi per il Consorzio Roma Doc e per il Consorzio Tutela Vini Maremma. Inserita con orgoglio in Commissione Crea Lab. Velletri come membro esterno per le degustazioni, sogno e aspiro a diventare con il tempo una vera giornalista.
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