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Vini delle Feste : uno lo vivi ed uno lo ricordi. L’eleganza del Barolo e la leggiadria del Pinot Nero di Borgogna

Ogni volta che penso ad un grande vino bevuto nel passato mi ritorna in mente Lui, come un flashback: eravamo nel 2008, primavera inoltrata anzi quasi estate, ma per me e il gruppo di appassionati bevitori con cui mi accompagnavo il clima esterno e la stagione erano dettagli ininfluenti: eravamo concentrati (ed estasiati!)  nel partecipare ad alcuni incontri monotematici sul Nebbiolo, vino certamente più adatto ad essere degustato nelle fredde sere invernali che ci stanno accompagnando in questo periodo natalizio.

Quella sera si parlava in particolare di Barolo e della zona di Serralunga. Degustammo sei Barolo di Serralunga e cominciammo subito alla grande, Massolino, Giacosa, Oddero…ma in ultimo arrivò Lui, per me il fuoriclasse assoluto di quella serata, a cominciare dal formato: una magnum di Barolo Cascina Francia 2000 di Giacomo Conterno.

   

Un bel colore rosso tra rubino e granato, rivelava al naso tanti e diversi profumi:  fiori e bacche rosse, funghi, lampone, melograno, rabarbaro..ma sopra a tutti spiccava un nettissimo sentore di anguria matura. Per me fu una sorpresa assoluta, non avevo mai sentito quel profumo così evidente in un vino. In bocca non era da meno e mostrava aromi di legno di liquirizia insieme a ritorni di anguria e lampone, con un finale molto lungo in cui l’alcol ed i tannini, setosi ed eleganti, chiudevano appaiati la fase gustativa del vino. Per me questo vino è stato l’immagine tipo, il modello delle sensazioni che un grande Barolo può comunicare a chi lo beve.

E’ sempre stato un mio pallino mettere a confronto le due tipologie di vino che amo di più, una (lo avrete capito) è il Barolo e l’altra è il Pinot Nero della Borgogna. Sono vitigni e zone diverse ma li accomuna un complessità sensoriale e una eleganza di profumi e aromi difficilmente riscontrabili in altri vini. Poche volte sono riuscito a realizzare questo confronto ad alto livello (data l’entità dei prezzi e la non facile  reperibilità dei Pinot Nerio Borgognoni).

Nel tempo sono riuscito ad accomunare un certo numero di bottiglie di Barolo di  pregio quindi, visto che con Babbo Natale non faccio più in tempo, chiederei senz’altro alla Befana di portarmi in regalo una bella Bottiglia di Pinot Nero della Còte de Nuits, per esempio un Clos de Tart Grand Cru – Monopole 2001.  Vino di cui ho solo potuto avere un fugace assaggio anni fa in un evento promozionale di un grosso distributore di vini francesi in Italia.

Colore rosso granato, profumi floreali (fiori rossi) e di piccoli frutti di bosco (mirtillo, ribes rosso,fragoline..) . In bocca denota una struttura potente ma equilibrata ed elegante con tannini vellutati e un finale persistente.

Speriamo bene e auguri a tutti!

 

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ogni “bevitore” può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e con la “Guida Flos Olei“ 2019 di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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