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Verduno Pelaverga DOC, gemma a bacca rossa delle Langhe

Un vitigno raro, un territorio circoscritto, una geologia articolata per un vino moderno, versatile a tavola, di nobile quotidianità.

 

Verduno Pelaverga è una delle denominazioni più piccole e identitarie del Piemonte, legata a doppio filo a Verduno, Roddi e La Morra e al pelaverga piccolo. Un calice di Verduno Pelaverga ti conduce senza tentennamenti nei luoghi in cui nasce.

Il territorio

Il versante sud sud-est del crinale di Verduno è rivolto verso la Langa del Barolo; qui prevalgono le Marne di Sant’Agata Fossili, rocce stratificate, con limo, carbonato di calcio e argilla. L’esposizione verso la Langa protegge dai venti occidentali e la vicinanza del Tanaro assicura più umidità rispetto ad altre zone della Langa. Sul versante ovest troviamo la Vena del Gesso e i Conglomerati di Cassano Spinola, terreni profondi, ricchi di limo, argilla e solfato di calcio. Il microclima vede l’esposizione ai venti umidi e freschi della pianura: un ambiente umido e fresco. In questo complesso mosaico il pelaverga piccolo esprime freschezza, eleganza e la sua firma aromatica: l’identitaria nota di pepe e di spezie.

Dal pelaverga piccolo al Verduno Pelaverga.

Vitigno a bacca rossa autoctono di Verduno, da non confondere con l’altro pelaverga piemontese, detto grosso. Il nome originerebbe dal latino pellis virga, la parziale pelatura dei ramoscelli della vite, tecnica adottata per favorire la maturazione delle uve. Varietà medio-tardiva, normalmente raccolta nella prima decade di ottobre, che sta anticipando la vendemmia alla seconda metà di settembre. Predilige le altitudini di 200-400 metri. Dà origine a vini di colore rubino tenue, con sfumature violacee, e un profilo aromatico dove il descrittore più ricorrente è il pepe, ma può richiamare anche curry e coriandolo. Uno studio condotto dal CREA di Asti, ha rilevato nel Verduno Pelaverga una concentrazione di circa 40 ng/L di rotundone, molecola associata alla nota pepata, che ha una soglia di percezione di circa 16 ng/L. Il vino si presenta equilibrato e snello, con acidità contenuta, tannino lieve, struttura medio-leggera e buon tenore alcolico. La freschezza e la struttura agile ne fanno un vino a spiccata vocazione gastronomica, ideale a tutto pasto, tanto versatile da accompagnare tutte le cucine regionali italiane, e benché sia un rosso può accompagnare preparazioni a base di pesce, come il cacciucco; è inoltre possibile degustarlo a temperature fresche, diventando interessante con le preparazioni estive. Intrigante in abbinamento alle cucine esotiche.

Verduno è Uno

L’Associazione Verduno è Uno, che riunisce i produttori del territorio, tutela e valorizza la denominazione dopo aver salvato il Verduno Pelaverga dall’estinzione. Fino agli anni ’60, solo Comm. G.B. Burlotto produceva mille bottiglie dai pochi filari di pelaverga piccolo ancora presenti nei vigneti dell’azienda e di alcuni viticoltori del paese. Nel 1972, il Castello di Verduno impiantò nuovi vigneti di pelaverga piccolo, seguito da altri produttori. Il Comune di Verduno mise a disposizione un terreno di proprietà nel cru Monvigliero per la creazione di una vigna sperimentale; furono coinvolte le Facoltà di Agraria e gli Istituti di Coltivazioni Arboree delle Università di Torino e Milano, l’Istituto Sperimentale per la viticoltura di Asti, il Seminario Permanente di Luigi Veronelli. Il lavoro portò alla valorizzazione del vitigno, poi alla DOC Verduno Pelaverga nel 1995. Verduno è Uno conta oggi 18 soci. L’aerale di produzione è di 38 ha, contro i 7 del 1995. Il disciplinare prevede solo il rosso fermo-secco, almeno 85% di pelaverga piccolo più 15% delle varietà a bacca nera ammesse in Piemonte, ma tutti i vini in commercio sono in purezza. Non specifica i tempi di affinamento e il contenitore per la maturazione. Oltre 274mila bottiglie prodotte da 25 produttori.

L’annata 2025

Verduno è Uno ha presentato alla stampa specializzata la nuova annata: tutti i campioni di seguito descritti sono 100% pelaverga piccolo. Il 2025 ha registrato un mite inverno e una calda estate: giugno è risultato il mese più caldo dell’estate, conducendo a un forte anticipo fenologico. Le ricostituite riserve idriche, grazie ai 227 mm di pioggia di aprile e l’autunno asciutto e con notti fresche hanno portato la giusta concentrazione di zuccheri e aromi.

 

Arnaldo Rivera – “Sui cristalli”

Rubino scarico. Naso minerale ed elegante di viola, lampone, fragola e pepe bianco. Anche il sorso si mostra con eleganza, fresco, piacevole, moderatamente tannico e sapido, con gradevoli ricordi fruttati. Finale persistente e piacevole.

Bel Colle

Rubino luminoso. Profilo olfattivo di prugne, lampone, viola, geranio, pepe nero. Al palato è fine, delicato, caratterizzato dalla freschezza che assicura la piacevole bevibilità e la persistenza.

I Bre

Rubino brillante. Naso di lampone e fragola macerati, di rosa e pepe verde. Sorso di media struttura, elegante e piacevole, con la freschezza ad esaltare i ritorni speziati ed allungare il finale.

Comm. G.B. Burlotto

Rubino scarico. Profilo olfattivo di viola, lampone, pepe nero; chiudono gli accenni mentolati. Il piacevole sorso propone ricordi fruttati e si alimenta della decisa freschezza, della trama speziata e del soffice tannino. Lungo sul frutto e le spezie.

Cadia

Rubino medio. Olfatto fine di pepe bianco, rosa, lampone, abbracciati dai cenni di salvia. Il sorso è bilanciato, di buona struttura, con la trama acido-sapida in sinergia con il tannino e il retrogusto pepato. Molto persistente.

Castello di Verduno – “Basadone”

Rubino medio. Bouquet olfattivo di pepe nero, viola, poi la ciliegia, le fragole e l’arancia. Sorso caldo, di buona struttura, con il vellutato tannino a dare il giusto volume e il tessuto acido-sapido a garantire la piacevole bevibilità e la pepata persistenza.

Diego Morra

Rubino medio. Bouquet olfattivo di lampone, rosa e viola sull’intrigante sfondo di pepe e curry. Sorso elegante, in armonica compenetrazione tra l’alcol, la freschezza, la sapidità e la trama speziata. Lungo finale speziato.

Fratelli Alessandria – “Speziale”

Rubino brillante. Olfatto di violetta, ciliegia, lampone, pepe bianco e cumino. La freschezza dona agilità e dinamicità al sorso, e assieme al tannino lieve e setoso, donano ricca persistenza gustativa al palato. Piacevole finale speziato.

Gian Luca Colombo – “Segni di Langa”

Rubino luminoso. Olfatto di viola, rosa, frutta rossa croccante e pepe rosa. La decisa sapidità e la vivace freschezza trasportano con eleganza le altre componenti gustative, con doverosa citazione per la calda morbidezza. Finale lungo e pepato.

Gian Carlo Burlotto Cantina Massara

Rubino medio. Profumo intenso di frutta rossa, geranio e viola, pepe verde. Sorso setoso, piacevole sui ricordi pepati, cui la decisa acidità e il fitto e gradevole tannino donano progressione dinamica e agile. Persistente con richiami pepati.

Poderi Roset

Rubino medio. Naso di viola e geranio, pepe nero, ciliegia croccante e melograno. La piacevolezza che accarezza il palato è guidata dalla dinamica freschezza in equilibrio con il tannino e il calore dell’alcol. Persistente sulla speziatura.

Poderi Luigi Einaudi

Rubino luminoso. Bouquet olfattivo di fragole, lampone e melograno, poi il geranio e la viola, in chiusura il pepe bianco. Sorso armonico, dinamico, con ricordi fruttati e pepati, freschezza decisa e piacevole, e tannino moderato. Finale lungo e speziato.

Gianni Ramello

Rubino luminoso. Olfatto di mirtillo, lampone, rosa, geranio e pepe verde. Il piacevole sorso richiama la frutta rossa, si fa trainare dalla decisa acidità e dal fitto e gradevole tannino. Lungo finale pepato.

Reverdito

Rubino scarico. Naso di ciliegia, ribes, rosa, pepe rosa. Sorso di discreta struttura, dinamico per la gradevole freschezza e la discreta ma ferma presenza tannica. Finale lungo e speziato.

San Biagio di Giovanni Roggero

Rubino luminoso. Olfatto di cannella, pepe nero, ciliegia, rosa, violetta e una lieve nota erbacea. Sorso verticale che si alimenta dei ricordi olfattivi, in equilibrio tra l’alcol, la decisa acidità e la sapidità. La persistenza richiama il pepe.

Antica Casa Vinicola Scarpa

Rubino medio. Olfatto di rosa, piccoli frutti rossi, pepe bianco. Spunti ematici. Il sorso è di medio corpo, slanciato, pone in evidenza la piacevole freschezza, la pungenza pepata, il tannino leggero. Finale speziato.

Giovanni Sordo

Rubino medio. Eleganti profumi di frutta rossa, geranio, viola e pepe verde. Sorso caldo, diretto, con ricordi di spezie e pepe. La piacevole bevibilità è assicurata dalla gradevole acidità e dalla setosa tannicità. Il pepe è padrone del finale.

Cascina Massara

Rubino medio. Quadro olfattivo di ciliegia, ribes, geranio, viola, pepe nero. Sorso diretto, di grande piacevolezza portata avanti dalla decisa freschezza e dal gioioso tannino. Persistente.

 

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Nato a Gragnano, capitale della pasta, in seguito vive in provincia di Napoli, per poi trasferirsi a Torino, con lunghe frequentazioni di Milano e Roma: in definitiva un cosmopolita. Benché la passione per il vino lo colga giovanissimo, alla prima vista delle bottiglie e dei bottiglioni che circolavano in casa, si dedica ad altro. Esperto economico e finanziario, giornalista di economia e finanza, l’aver tenuta viva la fiamma della bevanda di Bacco lo conduce in AIS Piemonte, dove consegue il diploma di Sommelier e, in seguito, di Degustatore. Vicepresidente dell’Associazione Stampa Subalpina, Consigliere del Centro Studi per il giornalismo Gino Pestelli, Presidente del Collegio Sindacale del GEI Gruppo Economisti d’Impresa, scrive di vino su varie testate, con l’obiettivo di far conoscere i territori, le persone e le culture del nostro Bel Paese.

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