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Tenuta di Capezzana presenta le nuove annate nel ristorante stellato Pipero di Roma

Più volte alcuni autori di Vinodabere sono andati a visitare la Tenuta di Capezzana  e ne hanno mostrato gli aspetti che meglio la rappresentano (vedi: Capezzana  Vinsanto di Carmignano)

Stavolta siamo andatii ad assaggiare le nuove annate in uno dei  ristoranti più prestigiosi di Roma, Pipero 

Della storia dell’azienda abbiamo parlato diverse volte, così abbiamo deciso di soffermarci  sulle sensazioni e i ricordi relativi all’assaggio dei diversi vini.

Iniziamo con l’ultimo vino assaggiato che è stato quello che ci ha trasmesso le emozioni più forti:  il Vinsanto di Carmignano Riserva 2014, i profumi di miele e albicocca e frutta secca,  non appena abbiamo avvicinato il naso al bicchiere, hanno aperto uno spazio temporale nella nostra mente, mostrandoci i tralicci dove le uve di Trebbiano facevano bella mostra di sé in una varietà di colori che dall’oro passavano al giallo con sfumature di verde in qualche piccolo caso.

Nasce dalla raccolta selezionate delle uve di Trebbiano attraverso la prima vendemmia aziendale per cogliere appieno quell’acidità che rappresenta il fiore all’occhiello del vino. Lo sguardo di Benedetta, l’enologa, un appellativo che mi sembra riduttivo per come considera i grappoli, che mi osserva quando mi muovevo tra i tralicci, mi spinge a non chiedere di assaggiarne un chicco,  ne  percepisco tutto l’amore e l’attaccamento da essere scortese nel fare una simile richiesta.

Infine il sottotetto dove i caratelli, in alcuni casi centenari, sono posti nei vari angoli  dell’immenso ambiente e qui riposano per 7 lunghi anni,  senza luce diretta e aria condizionata, solo alla mercé delle variazioni climatiche del luogo e della brezza che giunge dalle finestre e che Benedetta si guarda di aprire e chiudere più volte durante la giornata a seconda della necessità.

L’assaggio mi riporta indietro a quel vino  provato anni prima, la Riserva 2012. Stessi profumi, stessa freschezza sorretto da una acidità senza eguali mai scomposta pronta a spingere ad un nuovo sorso. Questa 2014 appare più agile ed elegante rispetto all’altra, con dolcezza e una nota glicerica meno evidenti.

A questo piatto è stato abbinato un sorbetto al mandarino con zabaione e brioche dolce.

È necessario fare un passo indietro  perché non possiamo non parlarvi di uno dei vini che Beatrice e Filippo Contini Bonaccorsi, qui giunti in rappresentanza della famiglia, hanno portato,  il Villa di Capezzana 2012 –  Carmignano DOCG, fratello della nuova annata in commercio la 2018 che abbiamo assaggiato in contemporanea.

Beatrice e Filippo

Il Villa di Capezzana 2018 ci mostra appieno il suo potenziale che troverà il massimo splendore dopo diversi anni e l’annata 2012 ne è la piena espressione. Grandissima eleganza, introdotto da un frutto croccante accompagnato da spezie e da un tannino setoso che guida ogni fase dell’assaggio. Ci mostra la grande capacità di invecchiamento delle etichette aziendali.

Passiamo al Trefiano 2016 – Carmignano Riserva DOCG – altra icona di Capezzana.  Elegante e  di grande spessore con note speziate in evidenza. Dobbiamo aspettarlo come si fa con tutti i grandi vini e siamo molto fiduciosi visti gli assaggi fatti in passato dei suoi fratelli più datati.

Infine  non poteva non essere citato Ghiaie della Furba nella nuova annata 2018 (40% Cabernet Sauvignon, 25% Merlot e 35%Syrah)  che vede aumentare rispetto al passato la percentuale di Syrah a scapito del Cabernet Sauvignon del 10%. La nuova annata in commercio pur  ancora molto giovane, già esprime il suo potenziale, nonostante un finale verde che non ricordavamo nei precedenti assaggi.

Foto di: Simone di Vito

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.

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