Mentre scrivo ho di fianco a me Nala, la mia compagna di camminate lungo le arterie della mia città d’adozione: Brescia.
Brescia offre scorci nascosti, palazzi dai soffitti stupendi, piazze che celano resti romani, monumenti e corti che io spesso spio camminando per le vie del centro. Ci sono intere zone che fagocitano il mio sguardo, come Via Musei. Lungo questo asse, per esempio, si trovano il Museo Santa Giulia, il Foro Romano, il Capitolium e Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino. È proprio nel cortile di questo palazzo seicentesco che sabato 19 settembre si è svolta la terza edizione di “Cortile di… Vino”.
La manifestazione ha portato nel cuore di Brescia le migliori cantine della Strada del Vino Colli dei Longobardi permettendo di poter dialogare direttamente con i vari produttori e di poter anche acquistare direttamente i vini. Ad affiancare la parte enoica c’erano dei produttori di eccellenti prodotti del territorio come i formaggi, l’olio, i lievitati e il miele.
La Strada del Vino Colli Longobardi è nata nel 2001 con l’obiettivo di valorizzazione in senso turistico le produzioni vitivinicole ed agricole, le attività agroalimentari e la produzione di specialità enogastronomiche valorizzando anche le attività naturalistiche, storiche, culturali e ambientali presenti nei comuni facenti parte dell’associazione.
Dal punto di vista vinicolo, ci sono tre macroaree di suddivisione: Botticino DOC, Capriano del Colle DOC e IGT Ronchi di Brescia.
Il Botticino DOC è la seconda area che conobbi appena arrivata in città. Iniziai a scoprirla perché mi trasferii proprio a vivere al confine con il comune di Botticino e ogni mattina ammiravo le stupende cave di marmo. Inutile dirvi che ci misi poco a scoprire le aziende produttrici di vino. Il Botticino Doc, per l’appunto, è un vino che nasce su un terreno ricco di marmo. È caratterizzato da un colore rosso pieno che, nella versione Riserva, si arricchisce di lunghi affinamenti in legno.
Il Capriano del Colle DOC, invece, si trova nei comuni della periferia sud della città di Brescia, proprio nel cuore del Parco Regionale del Monte Netto ed è caratterizzato da un terreno prettamente argilloso. Qui si producono sia vini bianchi che rossi, prettamente da uve Trebbiano e Marzemino. Qui trovo vini freschi e sapidi.
I vini IGT Ronchi di Brescia sono i primi che ho scoperto proprio il primo giorno che arrivai in Lombardia perché, per chi non lo sapesse, il Castello di Brescia (posto sul monte Cidneo alle porte del centro storico della città) accoglie il Vigneto Pusterla, ovvero il più grande vigneto produttivo d’Europa (circa 4 ettari), praticamente l’unica coltivazione estesa al mondo di solo uva Invernenga (uvaggio a bacca bianca).
All’evento svolto proprio alla base del monte Cidneo hanno partecipato alcune delle realtà facenti parte di queste tre espressioni di vini bresciani. Cantine che ormai conosco da tempo e che, di anno in anno, vedo crescere e prendere sempre più valore diffondendo un’area vitivinicola ancora poco conosciuta.
A fine serata Flavio Bonardi, presidente di Strada del Vino Colli Longobardi dichiara: <<È stata una serata che ha visto la partecipazione di 143 persone e 12 produttori, in un clima di grande entusiasmo, convivialità e attenzione alle eccellenze del nostro territorio. Un risultato importante, reso possibile dalla grande collaborazione tra Colli dei Longobardi Strada del Vino e dei Sapori e Fondazione Provincia di Brescia Eventi, che insieme hanno saputo costruire un appuntamento capace di valorizzare vino, territorio e cultura.>>
Le dodici cantine
San Michele
La cantina San Michele è nata nel 1982, si trova a Capriano del Colle, ha sedici ettari divisi in otto appezzamenti e ha iniziato una svolta con nel 2011 con il cambio generazionale. Si tratta di un’azienda rappresentativa del territorio, composta da persone accoglienti e appassionate. Negli anni ho assaggiato tutti i suoi vini e ho sempre trovato alta qualità, raffinatezza e freschezza. A quest’evento ho degustato “Equilibrista” annata 2025, un vino rosato luminoso, intenso, fresco e dalle note agrumate. Ho proseguito poi con “Belvedere”, un blanc de blancs extra brut, sboccatura 2025, fresco ed inaspettato. Infine “Otten 6” Capriano del Colle DOC Bianco Superiore, dal colore giallo delicato e i sentori di pesca e ananas. Un vino gastronomico che mi entusiasma sempre.
Cantine Scarpari Felice
Situata nel paese che dona il nome alla DOC, la cantina Scarpari produce vino da tre generazioni. Ho iniziato con il suo “Chardonnay,” annata 2024, ovvero un vino Ronchi di Brescia, dal color giallo paglierino e dalla nota di freschezza e leggerezza. Ho terminato con “La Petraia”, un vino Botticino DOP composto da un 40% di Barbera, un 30% di Marzemino e una parte di Sangiovese e Schiava Gentile. Un calice dal colore intenso che lascia il palato pieno e asciutto.
Peri Bigogno
La famiglia che dà il nome all’azienda inizia a produrre nel 1946 a Castenedolo. All’interno della cantina vi è anche un museo del vino dove poter osservare vecchi attrezzi da lavoro e, proprio intorno alla sede, si può godere della bellezza di una parte dei loro vigneti. In occasione dell’evento, Andrea Peri ha portato tre versioni differenti di suoi vini nati da uve chardonnay. “Regina di Cipro”, annata 2024, fa sei mesi di affinamento in botti di rovere. Il nome rende omaggio a Caterina Cornaro che soggiornò presso la casa di famiglia. Un vino fresco e sapido. Ho continuato poi con “Talento Brut Millesimato”, annata 2022, 6 grammi/litro e due anni di affinamento sui lieviti. Qui la parte dolce arriva delicatamente al palato, ma non lo comprime. Infine, “Talento Pas Dosé MB”, annata 2020. Un vino asciutto, verticale e sapido. Richiama la beva e lascia il palato fresco.
Botti
Torniamo a Capriano del Colle, tra le vie del paese, in una cantina storica che ha 8 ettari di vigna gestita con passione da due fratelli. Anche da loro ho assaggiato il loro chardonnay in purezza, “Adamante”, dal colore giallo intenso e un sentore di vaniglia. Ho concluso con il rosé “Bollé” fatto utilizzando il metodo charmat, un blend di chardonnay e pinot nero. Dal colore rosa acceso e dalla bolla decisa.
Ca’ Del Mut
Rimaniamo nello stesso paese e ci spostiamo di pochi metri per arrivare in questa cantina che ha fatto da poco un rebranding cambiando nome ma rimanendo della famiglia Peroni che si tramanda da generazioni la passione per l’agricoltura e il vino. Paolo, sesta generazione della famiglia, mi ha fatto scegliere e, consapevole di conoscere già tutti i suoi prodotti, ho voluto assaggiare due rosati. Il primo, annata 2025, è stato “Imbarazzato” composto da uve sangiovese e un 5% di syrah in sovramaturazione. Un vino fresco e leggero, con sentori di fragola. Ho proseguito con “Luma”, annata 2023, 24 mesi minimo sui lieviti, composto da un blend di sangiovese, barbera e merlot ottenuto da vigne di circa 30 anni. Un vino persistente, fine e gastronomico. Non da meno il suo “Montelungo”, un vino rosso 100% marzemino che è una delle migliori espressioni di questo territorio.
Azienda San Bernardo
A pochi chilometri da Capriano del Colle, si trova Poncarale, altro territorio vitivinicolo di grande spessore in quella zona. Qui è ubicata la cantina San Bernardo, fondata nel 1933, in una casa padronale con anche la sua chiesetta. Composta da circa 18 ettari risulta essere una tra le più grandi aziende del territorio. Tra tutte le sue referenze di prestigio ci tengo a citare “Alma Maria”, annata 2022, dosaggio zero. Un vino 90% pinot bianco e 10 % chardonnay. Un vino fresco, sapido, dal finale con sentori di mandorla. Un vino sia per uvaggio che per palato, davvero inaspettato in quest’area.
Tenuta La Vigna
Tra la campagna di Capriano del Colle, tra curve e stradine, si trova questa cantina dove Anna ti accoglie sempre con il sorriso e passione. L’azienda, ormai due anni fa, ha dato nuova vita alle etichette in modo da dare ancora più valore ai vini che producono. Per l’occasione ho riassaggiato alcune sue referenze tra cui “Anna Botti” composto da un 20% di chardonnay annata 2017 e l’80% chardonnay annata 2018. Tiraggio 2019. 66 mesi sui lieviti. Un vino di spessore e carattere davvero sorprendenti. Un calice vivo, tenace e che ben si adatta ad un percorso gastronomico. Ho proseguito con “Ugo Botti”, uno chardonnay che fa anche una parte in legno. Qui troviamo un 20% di annata 2018 e il restante annata 2019 con tiraggio 2020. In questo caso Anna utilizza solo le uve proveniente dalle vigne più vecchie e ormai dal 2011, è un must della sua azienda. Come rosso trovo molto espressivo e di carattere il suo “Montebruciato”, il Capriano del Colle DOC Rosso Riserva. Un blend di marzemino, merlot e sangiovese vinificati separatamente e con una maturazione delle fecce nobili per circa 12 mesi in botti di legno. Il vino risulta di colore rosso vivace e sentori di frutta rossa; per me ideale con le carni e gli affettati.
Lazzari
Sita proprio in centro al paese, questa è forse una delle realtà portabandiera del Capriano del Colle DOC. A dirigerla ci sono due fratelli che, ormai alla quarta generazione che lavorano circa 14 ettari di vigneto. Tra le sue etichette spicca costantemente “Fausto”, in onore al nonno, un 100% turbiana che fa solo acciaio e che ha preso con l’annata 2021 anche il premio Tre bicchieri sulla guida del Gambero Rosso. Ieri ho assaggiato l’annata 2025 dalla freschezza e sapidità davvero spiccate. Il successivo è stato “Adamah”, annata 2022, millesimato dosaggio zero. Uno chardonnay dalla bolla fine e dalle note fresche. Infine, ma non per importanza, un calice di “Riserva degli angeli” annata 2022. Un blend in prevalenza di marzemino, tagliato poi con merlot (20%), sangiovese e cabernet sauvignon. Un vino dal colore rosso intenso e dai sentori marcati di frutta rossa.
Ora torno a passeggiare con il cane lungo le vie della mia amata Brescia e chissà, magari mi fermo in un bar a brindare con un altro calice dei vini di Strada del Vino Colli Longobardi.
Nata in mezzo alla vigna, cresciuta con la passione per la scrittura e la curiosità di scoprire ogni aspetto e ogni peculiarità dei vini. Veneta d'origine, trapiantata da quasi diciotto anni in Lombardia tra vino e cibo. Ho scritto per una guida gastronomica locale e per la rivista "Vini e Cucina Bresciana". Il vino non manca mai nella mia quotidianità e penso che sia arte di condivisione e passione. Sui miei canali social tratto di ogni aspetto enogastronomico che mi appassiona e che trovo affine al mio modo di percepire queste realtà.
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