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Storia e tradizione di una grande azienda sulle rive del Garda: Cà Maiol

Trovarsi a passare vicino al lago di Garda e non visitare almeno un azienda che produce i vini tipici di questi luoghi, il Lugana e il Chiaretto è un affronto per chi ama il mondo del vino.

Sopratutto per una denominazione quella del Lugana di cui abbiamo parlato da poco tempo (link) e che ci ha stupito positivamente per l’alta qualità raggiunta da un numero sempre più importante di aziende.

Per questo al primo segnale che incontriamo con l’indicazione relativa ad un azienda vinicola, il piede affonda da solo sul pedale del freno e il volante si muove repentino verso il cancello d’entrata.

Siamo nell’ampio parcheggio che si estende lungo la strada che porta nella splendida cittadina di Sirmione, la cantina è quella di Cà Maiol, passata da poco, nel 2017, al Gruppo Santa Margherita ma una storia vinicola lunghissima alle spalle.

le antiche cascine del 1710

Oggi la troviamo alle prese con imponenti lavori di ampliamento che interessano principalmente la cantina, infatti  accanto alle antiche cascine del 1710, sede storica dell’azienda,  una nuova struttura si appresta a sorgere. Sì, avete letto bene, primi del settecento, perché l’azienda nata nel 1667 è stata tra i fondatori del Consorzio del Lugana e ha contribuito a far conoscere e preservare le tradizioni di un territorio bellissimo.

Le viti ricche di grappoli

Cosi i 110 ettari di terreno in gran parte coltivato a vigneto che la famiglia Contato gestisce con cura da innumerevole tempo capace di conquistare un pubblico di turisti affascinato da profumi e sapori da non potersi più limitare ad assaggiare il vino soltanto durante le vacanze.

Purtroppo siamo giunti proprio in un brutto momento per la visita in cantina che non ci viene concessa per motivi di sicurezza, ma l’assaggio di alcuni dei vini prodotti mitiga la nostra delusione.

Potendo scegliere ci concentriamo sui vini rappresentativi per farci un’idea del livello della produzione.

Brut Metodo Classico Lugana D.O.P.

Iniziamo con lo spumante Brut Metodo Classico Lugana D.O.P. Dai 24 ai 36 mesi sui lieviti a seconda dell’annata in cui esce, ci mostra da subito la sua freschezza e verticalità con note di crosta di pane e floreali che fanno da apripista ad un sorso avvolgente e a delle bollicine non aggressive.

Lugana Molin 2018 D.O.P.

Continuiamo con il Lugana Molin 2018 D.O.P. Prende il nome da un antico appezzamento aziendale dove le viti dimorano da oltre 40 anni. Vinificazione e permanenza sulle bucce a bassa temperatura permettono a questo vino di esprimere tutto il suo potenziale. Note  fruttate anticipano un sorso equilibrato e dinamico con un finale molto lungo.

Roseri 2018 Valtènesi Riviera del Garda classico D.O.P. Chiaretto

Non poteva mancare il Roseri 2018 Valtènesi Riviera del Garda classico D.O.P. Chiaretto, che appartiene a una tipologia di vino, che pian piano si sta facendo conoscere anche fuori dal territorio. Setoso, fresco pulito e verticale. Bellissima la nota di pompelmo rosa che chiude l’assaggio.

Fabio Contato 2015 Valténesi D.O.P.

Terminiamo con il rosso che rappresenta al meglio questa tipologia, il Fabio Contato 2015 Valténesi D.O.P.  Ottenuto dal blend di uve Groppello, Barbera, Marzemino e Sangiovese provenienti dalle viti più vecchie presenti nell’azienda, fa un leggero appassimento prima di affinare per 2 anni in barriques di rovere francese di primo passaggio. Frutta rossa matura in evidenza a cui si accompagnano note di spezie e tabacco. Equilibrato, con una buona acidità che in parte riesce a mitigare le note che scaturiscono dall’appassimento. Finale di frutta matura e spezie.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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