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Sicilia en Primeur 2022

Dopo due anni di assenza, è tornata in presenza, l’interessante manifestazione Sicilia En Primeur 2022, che per l’occasione ha coniato il motto “Back to the roots”, un ritorno alle origini, con lo sguardo al futuro. Manifestazione nata nel 2004 e voluta da Assovini per coniugare la voglia di comunicare ai media la qualità dell’annata con il racconto del territorio.
L’evento si è sviluppato in un primo momento con vari press tour che hanno consentito a circa cinquanta giornalisti, italiani e stranieri ed esperti del settore, se mai ce ne fosse stato bisogno, di conoscere il vigneto Sicilia con tutte le sue sfaccettature.

Le sette destinazioni dei tour sono state: Etna Nord, Etna Misto, Province di Sr/Rg, Centro, Provincia di Palermo, Terre Sicane e Mazara, Trapani e Marsala.

Di seguito parleremo del tour al quale abbiamo partecipato quello delle Terre Sicane e Mazara. Alla conclusione di questi press tour l’appuntamento è stato in una località tra le più suggestive dell’isola, Erice, dove si è svolto un interessante convegno promosso da Assovini, al quale hanno partecipato: Laurent de La Gattinais, Presidente Assovini Sicilia, Antonio Rallo, Presidente Doc Sicilia, Alberto Tasca, Presidente della fondazione SOStain Sicilia l’enologo Mattia Filippi, Antonio Zoccoli, Presidente Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Marco Moriondo, Istituto di Bioeconomia del CNR di Firenze, conduttore dell’incontro Massimo Giletti. In veste di padrone di casa il sindaco di Erice, Daniela Toscano, insieme a Lorenzo Zichichi del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana, ricordano la vocazione storica e scientifica del borgo medievale,  centro culturale e scientifico di fama internazionale, laboratorio di idee.
Tre pilastri, tre “case history”, tre “best practices”: Assovini Sicilia, Consorzio Doc Sicilia, Fondazione SOStain, che oggi insieme rappresentano oltre il 94% del settore vitivinicolo siciliano
Assovini Sicilia, nata dall’intuizione di imprenditori illuminati circa 24 anni fa (1998), per promuovere la Sicilia come brand.

Oggi Assovini rappresenta: 90 aziende, 68% aziende familiari, nel 95% presenti donne in azienda, +50% hanno donne al vertice, gli Ettari vitati +16.000 ha, di cui 4.8 mila in biologico; +68 mln di bottiglie, +300 mln di euro di fatturato; +900 etichette. L’export rappresenta +50%, mercati principali Europa, America del nord, l’Enoturismo, il 50% ha un’attività di ristorazione in cantina, il 33% offre ricettività alberghiera.
Il Consorzio Doc Sicilia, che riesce a mettere attorno a uno stesso tavolo la parte privata e il mondo della cooperazione, caso unico in Italia: la Sicilia che procede verso un’unica direzione condivisa, la Sicilia sempre più “brand”.
“Il tema scelto per l’edizione 2022 di Sicilia en Primeur è “Back to the roots. La Sicilia che vive il futuro”, perché vogliamo condividere e sottolineare il messaggio che la Sicilia vitivinicola è pronta alle sfide del domani facendo tesoro delle sue preziose pratiche del passato, molte delle quali si sono mantenute intatte negli anni, compatibilmente con l’innovazione tecnologica” – commenta Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia. “Tutto ciò, ha consentito una evoluzione enologica nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo. La Sicilia, grazie alla sua posizione e alle sue caratteristiche climatiche mediterranee, dimostra grande elasticità ai cambiamenti climatici rispetto ad altri luoghi. Elasticità non solo del territorio ma anche dei produttori, da sempre abituati a gestire le criticità legate alle particolari condizioni climatiche delle annate e a trasformarle in abilità. Questa sua condizione di Isola dalla naturale vocazione sostenibile, le consente di governare le sfide legate ai cambiamenti climatici in maniera più naturale e sostenibile, senza contraccolpi traumatici per l’agricoltura, la vitivinicoltura e il paesaggio. Per affrontare le prossime sfide e un mercato sempre più in rapida evoluzione continua il presidente di Assovini Sicilia – diventa importante la condivisione di informazioni, studi di settore come quello presentato da UniCredit. Da soli difficilmente si può avere accesso a tali dati; uniti, come Assovini insieme ai partner storici che hanno sempre creduto nella nostra realtà vitivinicola, possiamo fare la differenza. La scelta di Erice, per l’edizione 2022 di Sicilia en Primeur, è una scelta consapevole, perchè ha un significato profondo legato al suo profilo e alla sua storia: centro culturale e scientifico di fama internazionale, laboratorio di idee. La città medievale diventa quindi città del futuro, forte sostenitrice di valori in linea con la sostenibilità, come il rispetto dell’ambiente, la scienza, il genius loci, le tradizioni, la continuità con il patrimonio passato e l’idea di un futuro sostenibile, low impact” – conclude de la Gatinais.

Degustazione Donnafugata

Antonio Rallo presidente Doc Sicilia ha voluto sottolineare i dati, “un territorio, che comprende 24.683 ettari di superficie vitata. Quasi 8.000 viticoltori e 530 imbottigliatori sono promotori della Denominazione di Origine Controllata, un riconoscimento utile a rappresentarli ma anche a valorizzare e salvaguardare la produzione vinicola dell’isola. La produzione di bottiglie è imponente: nel 2021 sono 96.255.770 le bottiglie certificate, registrando dunque un +6% rispetto al 2020, quando le bottiglie certificate sono state 90.594.310. Il sistema Sicilia DOC è produttore di eccellenza sostenibile: il vigneto biologico siciliano è il più grande d’Italia, è grande più di tre volte il vigneto biologico del Veneto, è grande il doppio di quello della Toscana e quasi il doppio di quello della Puglia. La Sicilia è la prima regione in Italia per area vinicola biologica, ovvero il 30% della superficie nazionale, e la prima regione in Italia per viticoltura sostenibile, assoggettata al disciplinare del biologico o a quello di produzione integrata, dunque senza uso di concimi chimici e diserbanti, con oltre 42mila ettari”.“La Sicilia è oggi la più grande area vinicola biologica in Italia, continua Antonio Rallo, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia. È un territorio che, per sua stessa natura, identifica nella sostenibilità la chiave di volta del sistema vitivinicolo siciliano. È in questa direzione che si muove l’industria dell’isola, verso vini di qualità, autentici e riconoscibili nella loro identità e sostenibili lungo tutto il processo di produzione”.
Tra le iniziative anche uno speciale focus sul Catarratto con la masterclass condotta dal professore Nicola Francesca “Il Catarratto: Tempo e Altitudine per generare la bellezza di un aroma”, dove sono emerse le grandi potenzialità di questo vitigno.
Durante il convegno è stato annunciato il I° SIMPOSIO “Interazioni sostenibili” della Fondazione SOStain Sicilia, che avrà luogo il 2 Maggio al Regio Teatro Santa Cecilia di Palermo. Albero Tasca Presidente della fondazione SOStain Sicilia, nata dalla volontà di Assovini Sicilia e il Consorzio Doc Sicilia, per trasformare un dato di fatto, vigneto bio più grande d’Italia, in un punto di forza tutto siciliano, un sistema di certificazione di sostenibilità trasparente, robusto, consistente, ha illustrato gli scopi della Fondazione. Promuovere lo sviluppo etico e sostenibile nel settore vitivinicolo siciliano, accompagnando e indirizzando le cantine verso la misurazione costante e la riduzione dell’impatto che le pratiche agricole hanno sul territorio Agevolare la condivisione di best practices finalizzate al rispetto dell’ecosistema. Raccogliere i fabbisogni di ricerca e formazione delle aziende vitivinicole, in termini di sostenibilità, e sollecitare risposte da parte di un comitato scientifico indipendente per innovare il settore vitivinicolo regionale. Caratterizzazione, distribuzione e monitoraggio delle aree naturali, habitat e specie naturali, sia animali che vegetali, per tutelare la biodiversità e conservare il capitale naturale siciliano. Monitoraggio del patrimonio sociale ed economico, chiave per lo sviluppo sostenibile della regione.


Durante la manifestazione i partecipanti hanno potuto degustare più di cinquecento vini.
Il tour al quale abbiamo partecipato ha toccato le seguenti aziende:
Tenuta Repitalà, Cantina Di Giovanna, Feudo Arancio, Tenuta di Donnafugata, Cantine Mandrarossa, Gorghi Tondi, Cantina Assuli, dove abbiamo avuto modo di constatare quanta potenzialità ha questa isola, e quanto gli imprenditori, anche giovani, stanno lavorando al miglioramento della qualità, in un quadro anche dell’efficentamento della sostenibilità, tema molto caro al Consorzio.
Le aziende partecipanti all’evento sono state:


Alessandro di Camporeale, Assuli, Baglio del Cristo di Campobello, Baglio di Pianetto, Barone di Villagrande, Benanti, Cantine Fina, Cantina Horus, Cantina Nicosia, Cantine Settesoli, Caruso&Minini, Casa Grazia, Casa vinicola Fazio, Castellucci Miano, Cottanera, Cusumano/Alta Mora, Di Giovanna, Dimore di Giurfo, Donnafugata, Duca di Salaparuta, Feudi del Pisciotto, Feudo Arancio, Feudo Disisa, Feudo Maccari, Feudo Montoni, Firriato, Fondo Antico, Giasira, Gorghi Tondi,Graci, Gruppo Duca di Salaparuta, Le Casematte, Masseria del Feudo, Montecarrubbo -Vinding, Palmento Costanzo, Planeta, Principi di Butera, Tasca d’Almerita, Tenute Lombardo, Tenute Rapitalà, Terra Costantino, Tornatore, Torre Mora, Vivera, Zisola.

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