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“SARDEGNA ON MY MIND” – CANTINA IOLEI: IL GIARDINO SEGRETO DEL NEPENTE DI OLIENA

Concludiamo la visita ad Oliena, narrandovi della storia di una giovane e promettente azienda: la cantina Iolei della famiglia Puddu. Una realtà in forte crescita, come l’intero movimento dei viticoltori sardi. Partendo da un piccolo podere con alcuni ceppi di Cannonau particolarmente datati, non una novità per la zona, Antonio Puddu ed i suoi fratelli (in copertina c’è Chiara), hanno avviato l’impianto di altri 5 ettari ed iniziato i lavori per costruire la nuova cantina. Colpisce la bellezza del vigneto storico, recintato come un piccolo giardino, custode della memoria del tempo e dei luoghi. Ad esso vi si accede tramite un piccolo cancello, consentendo agli occhi di chi varca la soglia di ammirare uno spettacolo di natura unico nel suo genere.

Abbiamo potuto osservare la semplicità del modo di amare questa terra ed il frutto del suolo da parte dei suoi abitanti. La stessa volontà si esprime nell’intervenire il meno possibile in cantina, con contenitori in prevalenza di acciaio e cemento appena acquisiti, con ridotto uso del legno. Semplicità fa rima con qualità? L’equazione non è semplice da risolvere e generalizzare non fa mai bene. Diciamo piuttosto che uve sane, selezionate al perfetto stato di maturazione, alleggeriscono notevolmente gli interventi di “manutenzione straordinaria” in fase di vinificazione ed affinamento. Arrivare a tale traguardo è il sogno di ogni agricoltore che lavora con scienza e coscienza, come a Iolei.

A voler trovare il pelo nell’uovo manca una giusta attività di comunicazione per trasmettere la conoscenza al di fuori di vini ben fatti, ma ciò resta un problema diffuso nell’isola. Parlando di cose leggere veniamo alla degustazione di rito, avendo visitato l’azienda con tempi molto risicati nella promessa di rivederci in futuro. Belle le etichette, con ritratti a tema per ogni tipologia e nomi della tradizione popolare sarda.

Vermentino di Sardegna Majga 2021 – lo ammetto, avevo qualche timore sia per la scelta del vitigno, in una zona esterna alla rinomata Gallura, sia per il metodo di produzione: non filtrato e senza solfiti aggiunti. Aggiungo: anche lievemente macerato con sosta sulle fecce, ben visibile dal colore dorato intenso. Devo alzare le mani: il vino è come un quadro di Matisse, rilassante per la mente e l’animo. Note di cedro, ananas maturo e pepe bianco con un finale da erbe mediterranee che non fanno per nulla avvertire la consistenza calorica.

Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Rosato 2021 Juntossenza piaggerie di sorta, anche in una versione atipica, il Cannonau riesce ad essere icona del territorio di Oliena. L’unica difficoltà sta nel domarne un carattere a volte burbero, soprattutto al sorso, dove la mordenza tannica domina nonostante il brevissimo tempo a contatto con le bucce. Chiude salino ed austero.

Cannonau di Sardegna 2020 Iolei un vero spettacolo, lavorato solo ed unicamente in acciaio. Quel succo di mirto ed elicriso che cercavo, sorretto da confetture di mirtilli ed amarene. Al palato avvolge con tanta materia, figlia di terreni calcarei ed argillosi che donano equilibrio al quadro organolettico. L’immagine creata da Sara Bachmann, artista danese, raffigura una sua celebre composizione a tema, le amiche di Freya, con indosso il costume tradizionale di Oliena.

Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Vosté  2021 – la selezione proveniente dai prestigiosi appezzamenti della sottozona menzionata da Gabriele D’Annunzio. Il carattere si scurisce, complice un’annata calda ed asciutta che ha consentito minor produzione ed ottime maturazioni fenoliche. Non vede legno, destinato soltanto alla Riserva Hòspes e per pochi mesi. Vino autentico che si percepisce dalle nuance di macchia mediterranea, dai ricordi di ginepro e ciliege succose. Il bello dei vini di Iolei è che non ti fanno concentrare neppure un secondo sulla potenza, racchiusa in un guanto di velluto come i suoi tannini.

Immaginiamo un futuro radioso per i Puddu, giunti ormai alla quarta generazione e capaci di raccontare con i fatti il meraviglioso terroir di questo piccolo angolo di Sardegna. Al prossimo articolo dunque, quando ci sposteremo verso le coste sabbiose e le acque cristalline di Dorgali.

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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