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“SARDEGNA ON MY MIND” – CANTINA BERRITTA – IL SAPORE DEI VINI DI DORGALI

La Valle di Oddoene con i suoi terreni composti in prevalenza dal disfacimento granitico, colpisce per una bellezza fiera e genuina: ripartiamo da qui nel nostro lungo viaggio in Sardegna, con i vini della Cantina Berritta. La famiglia Fronteddu, il cui capostipite Antonio è conosciuto come “Berritta” (in sardo berretto), gestisce varie attività tra cui una catena di supermercati e, naturalmente, l’azienda vinicola.

Poco più di 10 ettari di vigne sparse tra Oddoene, Colle di Sant’Elena, Iloghe ed Isalle, amene località del comprensorio di Dorgali. Molto differenti dal punto di vista morfologico, con suoli che vanno dal disfacimento granitico a vere e proprie vene calcaree per sfumare verso richiami basaltici. La maggior parte di essi è destinata al Cannonau ed al Vermentino, ma non mancano sorprese, come una piccola coltivazione di Syrah e, soprattutto, Panzale. Rara varietà autoctona a bacca bianca, originariamente destinata per il consumo come uva da tavola e riscoperta dalla geniale intuizione proprio di Berritta, che gli ha dato anche il nome ufficiale nell’iscriverla al Registro Nazionale (indicato come Pansale B.: link). A partire dagli anni Ottanta è così iniziato un lungo ed attento lavoro di recupero e selezione, con l’obiettivo, possiamo dire pienamente raggiunto, di trasformarne i frutti in un vino dal sapore inconfondibile. Proprio da qui vogliamo iniziare i nostri assaggi, in compagnia dell’enologo interno Giuseppe Serra.

Isola dei Nuraghi Igt Panzale 2021 – la sua prima etichetta risale a giusto venti anni orsono. Naso da susine mature e note terragne pari ad alcuni Trebbiano del centro Italia. Al palato è largo ed avvolgente, atipico tra i bianchi sardi fin dal suo colore oro rosa. Finale tropicale di ananas e papaia. Non conosce tensioni.

Vementino di Sardegna Doc Tziu Martine 2021  – eccolo il Vermentino, identitario, verticale (non è strano data la zona più fresca di altre), ricco di erbe mediterranee, pesca gialla e mandarino. Finale salino molto stuzzicante.

Cannonau di Sardegna Doc Nostranu 2020 – bello conoscere le espressioni di un Cannonau senza i lunghi affinamenti tra numerosi contenitori. Solo acciaio dove a prevalere sono le sensazioni acerbe da frutta di bosco appena colta e salgemma in chiusura. Un vino dinamico, aderente al vitigno di provenienza e che non stanca davvero mai.

Cannonau di Sardegna Doc Vigna di Oddoene Thurcalesu 2019  – lavora in fusti inox ed affina in botte grande di rovere. Buonissimo, di grande carattere, declinato interamente su macchia mediterranea (mirto ed elicriso), confettura di amarene e canoniche scie salmastre marcatori dei vini di Dorgali. Il punteggio di 90/100 lo supera agilmente.

Chiudiamo questa splendida visita con lo strepitoso assaggio del Cannonau di Sardegna Doc 2019 Baillanu da un piccolo appezzamento del 1968, la vigna più vecchia di Berritta posta su terreni basaltici, sabbiosi e calcarei. Solo cemento per 12 mesi, dalla spiccata acidità corredata da petali di rosa rossa. Sorso piccante e fine, espressione di quanto di meglio possa raccontare quest’uva meravigliosa in questo territorio.

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale

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