Nell’ultimo weekend di Maggio a San Gimignano si è svolta la terza edizione di Regina Ribelle Wine Fest 2026 evento che quest’anno vuole festeggiare i 750 anni della prima attestazione documentata della Vernaccia di San Gimignano (canto del Purgatorio della Divina Commedia) e i 60 anni dal riconoscimento della DOC, la prima in Italia nel 1966.
Un’evento il cui nome vuole esprimere, a detta del Consorzio, “l’unicità e la nobiltà di questo vitigno e il cercare di esser fuori dagli schemi per difenderne la propria unicità”. Sembra che il percorso sia stato intrapreso. Grazie agli assaggi fatti in questi giorni la Vernaccia non vuole essere solo un vino che necessità dello scorrere del tempo per esprimersi al meglio, ma decide di mostrare da subito le sue potenzialità che, naturalmente, raggiungeranno l’apice solo con il passare degli anni. Si presenta come un vino più moderno che sa strizzare l’occhio al consumatore anche nei primi mesi dal suo imbottigliamento
Un Consorzio, quello della Vernaccia di San Gimignano, che ha recentemente rinnovato il proprio Consiglio di amministrazione inserendo figure giovani, vedasi i Vicepresidenti Lisanna Boschini, Andrea Ciappi e Michael Falchini, ma preservandone la storicità grazie il suo presidente Manrico Biagini, figura di notevole spessore in questo territorio.
Compito di questo nuovo Consiglio è di rivolgersi ad un mondo in continuo cambiamento, lasciandosi alle spalle il passato grazie ad un nuovo linguaggio costruito su vini di più moderni, senza però snaturarne le origini.
Il Consorzio ha il compito di tutelare un cambiamento futuro, che prevede l’arrivo di aziende di grande spessore nell’areale della Vernaccia senza preclusioni ma con spirito collaborativo.
Anche l’internazionalizzare di questo areale, oggi meta di una moltitudine di turisti per la stragrande maggioranza stranieri, diviene elemento importantissimo e il vino può esserne quell’aspetto che attraverso la tradizione e l’innovazione, insita in ogni bottiglia, può rappresentare al meglio.
Una tradizione garantita dal rispetto di un disciplinare che si tramanda da centinaia di anni, mentre l’innovazione scaturisce dall’ascolto di tutto ciò che giunge dall’esterno.
Il Consorzio quest’anno oltre alla consueta degustazione per la stampa ha permesso ad ogni produttore di portare all’assaggio “un vino del cuore“, nella stragrande maggioranza si è trattato di vecchie bottiglie che hanno permesso di verificarne l’integrità e l’evoluzione, risultando in generale soddisfacenti con punte di eccellenza.
Come da tradizione l’evento ha avuto il suo culmine nella cena di gala allestita, per il secondo anno consecutivo, nella scenografica Piazza Duomo di San Gimignano e curata dallo chef Nicola Gronchi del Ristorante stellato Romano
Vogliamo ora parlarvi dei vini che abbiamo avuto modo di assaggiare elencando quelli che più ci hanno colpito, evidenziando anche le condizioni climatiche di ogni annata assaggiata.
Partiamo dell’annata 2025, quella attualmente in commercio, risultata estremamente regolare senza particolari problemi legati al clima, il che ha permesso alle uve di maturare in modo regolare. I vini che ne sono scaturiti ne hanno giovato risultando agili e sapidi, incentrati per la stragrande maggioranza su note agrumate e fruttate. Naturalmente in questo contesto si evidenziano eccellenze che hanno messo in risalto la capacità di alcune aziende di interpretare al meglio l’annata.
Di seguito vi proponiamo i nostri migliori assaggi in ordine alfabetico.
Vernaccia di San Gimignano I Macchioni 2025 – Casa alle Vacche
Vernaccia di San Gimignano Madreterra 2025 – Collemucioli
Vernaccia di San Gimignano Acquaiole 2025 – Fattoria La Torre
Vernaccia di San Gimignano Il Nicchiaio 2025 – Fattoria Poggio Alloro
Vernaccia di San Gimignano Selvabianca 2025 – Il Colombaio di Santa Chiara
Vernaccia di San Gimignano 2025 – La Lastra
Vernaccia di San Gimignano 2025 –Mormoraia
Vernaccia di San Gimignano 2025 – Pietraserena
Vernaccia di San Gimignano (etichetta verde) 2025 – Tenuta La Vigna
Vernaccia di San Gimignano 2025 – Tenuta Le Calcinaie
Vernaccia di San Gimignano Isola Bianca 2025 – Teruzzi
L’assaggio dei campioni relativi alla Riserva 2024, molto piovosa, evidenzia la difficoltà che hanno avuto i vini nell’affrontare lo scorrere del tempo. Naturalmente anche in questo casa alcuni produttori hanno saputo ben interpretarla, permettendo ai loro vini di risultare interessanti anche dopo 2 anni.
Ecco l’elenco dei nostri migliori assaggi in ordine alfabetico:
Vernaccia di San Gimignano Carrobacco 2024 – Fattoria La Torre
Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2024 – Il Colombaio di Santa Chiara
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2024 – La Lastra
Vernaccia di San Gimignano Riserva Cretula 2024 – Pietraserena
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2024 Per Bruno – Poderi Arcangelo
Infine la Riserva 2023 risultata più lineare rispetto alla precedente e i vini che ne sono scaturiti ne hanno giovato, naturalmente anche in questo caso il produttore è risultato essere determinante.
Di seguito i vini che ci hanno maggiormente colpiti.
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2023 Crocus – Casa alle Vacche
Vernaccia di San Gimignano Riserva L’Albereta 2023 – Il Colombaio di Santa Chiara
Vernaccia di San Gimignano Riserva 2023 Antalis – Mormoraia
Una citazione fuori dalla degustazione tecnica organizzata dal Consorzio vogliamo farla per un vino che abbiamo avuto modo di assaggiare durante i diversi assaggi propostici, per un’interpretazione fuori dalle righe della Vernaccia.
OPUS bianco di Toscana 2023 (Vernaccia 100%) – Mormoraia
Un vino che affina 6 mesi sulle fecce fini in un anfora di cocciopesto, lo potremmo definire un’orange wine toscano, risulta al sorso dinamico, succoso, sapido e intrigante per terminare su note agrumate di lunga persistenza. Una sorpresa che non ci aspettavamo.
Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enoico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.
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