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Masterclass sugli spumanti Nicosia a Cantine Aperte

Dopo due anni, la manifestazione di Cantine Aperte ha assunto di nuovo l’importanza che le spettava, con la folta partecipazione di un pubblico interessato. Presso Cantine Nicosia, è stato possibile fare escursioni in vigna, visita in cantina, assaggi, masterclass, pranzo ed altro ancora. I visitatori hanno potuto trascorrere una domenica piacevole ed istruttiva.

Particolarmente interessante è stata la masterclass sugli spumanti che produce l’azienda. Quattro gli spumanti degustati, il Sosta Tre Santi, l’Etna Brut D. O. C., l’Etna Brut D. O. C. Rosato, il Carricante Brut Sicilia D. O. C. e l’Etna Brut D. O. C. 60 mesi, sei gli assaggi fatti (di cui due annate del il Carricante e due dell’Etna Brut). Il Carricante ed il Nerello Mascalese sono i vitigni utilizzati per la produzione dei vini base per la spumantizzazione. Uno a bacca bianca ed uno a bacca rossa. Entrambi i vitigni sono coltivati nella zona di Monte Gorna ed in Contrada Ronzini, che si trovano nel territorio di Trecastagni (CT). Particolare interesse riveste il Carricante Brut Sicilia D. O. C., per vari motivi. Ancora sono poche le aziende sull’Etna che spumantizzano il Carricante ed a spumantizzarlo con il metodo classico, sono ancora meno. Cosa diversa invece è per lo spumante ottenuto da Nerello Mascalese, che ormai oltre ad essere quello a poter rientrare nella D. O. C. Etna (deve esserci una percentuale di almeno il 60%), è quello che sempre più aziende etnee stanno iniziando a produrre. Stesso metodo (classico), stesso produttore, stesso enologo,  un’ampia panoramica su due vitigni (Carricante e Nerello Mascalese) in versione spumante.

Il Sosta Tre Santi Etna Rosato Brut, annata 2019 permane venti mesi sui lieviti, ed è ottenuto da Nerello Mascalese. Sentori di pietra focaia, note delicate floreali, accenni di liquirizia. Il Sorso è ben equilibrato, con una freschezza ed una corposità che raggiungono un buon compromesso. Chiude con una leggerissima scia sapida. Persistenza discreta. siamo al secondo anno di produzione ed i progressi sono evidenti.

Passare da uno spumante rosato ad uno spumante blanc de blanc, è un azzardo notevole, ma il Sosta Tre Santi Carricante Brut 2019, non sfigura, regalando anche qualche sorpresa. Dal calice emergono delicate note floreali, ricordi di crosta di pane. Con il passare dei minuti affiorano note di erba tagliata. Verticale al sorso con una freschezza notevole. La progressione lo aiuta ad avere una persistenza discreta. Dello stesso spumante abbiamo assaggiato il millesimo 2018. Il perlage del Sosta Tre Santo Carricante Brut 2018 è fine e costante. Un anno in più, fa la differenza, con un bouquet più ricco, con alcune note terziarie che iniziano a farsi sentire ed effluvi di pasticceria e di uva sultanina. Sorso più equilibrato, con una freschezza che è ben presente ed una rotondità in bocca maggiore rispetto al millesimo precedente. Anche in questo la progressione gioca a suo favore. Per il Sosta Tre Santi Carricante Brut, la permanenza sui lieviti è di almeno diciotto mesi.

Si passa ad un blanc de noir, il Sosta Tre Santi Etna Brut ottenuto da Nerello Mascalese. La permanenza sui lieviti in questo caso sale fino a ventiquattro mesi. Abbiamo  degustato due annate, la 2018 e la 2017. Con il millesimo 2018 emergono dal calice note minerali, crosta di pane, un lievissimo e tenue accenno di liquirizia. Freschezza al sorso ed una beva agile e scattante. Buona struttura e persistenza discreta. Con il Sosta Tre Santi Etna Brut 2017 dal calice emergono sentori di polvere da sparo, lievi accenni di pepe che vengono arricchiti da percezioni di pasticceria. Un sorso più ricco e complesso rispetto al millesimo precedente. La freschezza è la componente principale, ma allo stesso tempo dopo qualche secondo si ha anche la sensazione di pienezza al sorso. Lungo.

La conclusione spetta al prodotto di punta, Il Sosta Tre Santi Etna Brut 60 mesi, millesimo 2012. Cinque anni sui lieviti donano a questo spumante sentori di pasticceria che in certi momenti sembrano quasi note ossidative, che dopo si trasformano in uva sultanina. Sorso verticale ed allo stesso tempo ricco e polposo, che lo rendono completo. Progressione e persistenza buone.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, soffermandoci sulle sensazioni e sulle emozioni che può dare.

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