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Life of wine 2023 – Sardegna – Il carattere del Carignano di Santadi alla prova del tempo

Siamo ormai giunti alla XII edizione di Life of Wine, evento atteso con particolare interesse da tutti coloro che, attratti dalla magia che un calice di buon vino può regalare, amano anche essere sedotti dal suo potenziale evolutivo e dalla capacità di durare nel tempo.

Sala degustazione

Anche per questa edizione il viaggio nell’età del vino si è svolto all’Hotel Villa Pamphili a Roma, con 56 aziende protagoniste provenienti da tutta Italia che hanno portato in assaggio, tra l’altro, delle micro verticali delle loro etichette più significative, per far apprezzare al pubblico l’evoluzione in bottiglia di vini dal lungo cammino.

Life of Wine è un evento ideato da Studio Umami e Roberta Perna con la collaborazione del giornalista di settore e Direttore della testata giornalistica Vinodabere, Maurizio Valeriani, che ha contribuito alla selezione delle aziende partecipanti.

Quest’anno il nostro viaggio nel tempo si è particolarmente concentrato su un vitigno a noi particolarmente caro, il Carignano, l’uva regina del Sulcis, capace di donare vini armonici ed eleganti, apprezzati per la profondità gustativa, spiccata complessità e piacevolezza di beva.

E quando si parla di Carignano in questo areale non si può non far riferimento al Terre Brune con cui la cantina Santadi, da sempre, «racconta» la grazia e l’eleganza di questa varietà ed al fratello minore dalla decisa personalità: il Rocca Rubia. Quest’ultimo è ottenuto da uve provenienti dal basso Sulcis, raccolte manualmente, allevate ad alberello franco di piede da terreni sabbiosi e argillosi e viene affinato in barrique di rovere francese di 1° e 2° passaggio per circa 10-12 mesi.

Santadi è una realtà vitivinicola che forse non ha bisogno di particolari presentazioni essendo riuscita ad imporre uno stile ed una filosofia produttiva capace di raccontare le tante sfaccettature del proprio territorio. Siamo nel basso Sulcis, zona sud-occidentale della Sardegna, in linea d’aria a pochi chilometri dalle meravigliose spiagge e dune bianche di Porto Pino. Nata nel 1960, superate le difficoltà iniziali, l’azienda si prefigge da subito l’obiettivo, ambizioso per l’epoca, di puntare sul vino imbottigliato per “tracciare” l’identità dell’uva regina del territorio, il Carignano, per l’appunto, senza tuttavia trascurare i vitigni a bacca bianca tradizionali della Sardegna, quali Vermentino, Nuragus e Nasco. Il tutto mirando anche al “timbro” enologico del grande Giacomo Tachis, il cui arrivo dà una svolta significativa all’azienda.
Dalle uve dei vigneti ad alberello (vigna latina), attualmente si ottengono vini a base Carignano che colpiscono per l’intenso contenuto estrattivo, l’elegante percezione tannica ed il ricercato equilibrio tra componente acida, grado alcolico e ricchezza polifenolica.

Rocca Rubia mini verticale 2020-2017-2015

Abbiamo degustato il Carignano Riserva Rocca Rubia nelle annate 2020, 2017 e 2015 rimanendo sorpresi dalla morbidezza del tannino e dalla struttura piena ed appagante del sorso contornata dalle diverse sfumature evolutive nei tre assaggi.

Visciole, spezie, toni balsamici, macchia mediterranea caratterizzano la 2020 che spicca per un sorso succoso ed equilibrato sorretto da una vigorosa spinta acida. Toni più scuri per la 2017. Mirto, cuoio e liquirizia anticipano un assaggio ampio e vellutato, di grande struttura e persistenza aromatica. La 2015 evidenzia tutta la potenzialità espressiva di tale uva. Frutta sotto spirito, tabacco, sottobosco precedono un sorso corposo di spiccata morbidezza che chiude su lunghissime finiture fruttate e speziate.

 

 

 

“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.” In queste parole la condivisione di una nostra passione e la voglia di comunicarla. Salvatore Del Vasto, laureato in Giurisprudenza e da sempre appassionato di vino, diventa prima sommelier, poi frequenta il Bibenda Executive Wine Master di Fis e poi consegue il diploma di Master presso l’Università di Tor Vergata in “Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche”. Sabrina Signoretti, laureata in Scienze Politiche, coltiva la sua passione diventando sommelier del vino, assaggiatrice di oli di oliva vergini ed extra vergini e sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO. Una delle qualità nascoste, la spiccata attitudine per la fotografia.

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