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Le nuove annate Quintessenz di Cantina di Caldaro, con una variazione sul tema Schiava

Di Kellerei Kaltern, o Cantina Caldaro, la più grande azienda vinicola cooperativa dell’Alto Adige, scriviamo da molto tempo (ad esempio qui o qui, solo per citare i due casi più recenti). La realtà è che i vini proposti da questa seria ed efficiente realtà altoatesina ci convincono sempre, assaggio dopo assaggio: sono vini realizzati con scrupolo ed intelligenza, capaci di strizzare l’occhio al mercato, ma anche, nelle migliori espressioni, di restituire l’essenza dei luoghi più vocati da cui traggono origine. Non staremo, quindi, di nuovo a raccontare la storia delle cinque cantine che si sono fuse, dei quasi 600 soci che coltivano oltre 400 ettari nel cuore della regione, delle tante linee di vini che sostengono un colosso (per l’Alto Adige senz’altro) da circa 4 milioni di bottiglie. Sono informazioni che potrete trovare ovunque, anche qui su Vinodabere. Ci pare più sensato, invece, approfittare dell’occasione di un bell’invito a Bologna per parlare delle ultime annate della linea più rappresentativa dell’azienda: Quintessenz. Un nome che è già una dichiarazione: i vini che ne fanno parte scaturiscono dalle uve dei migliori vigneti, con rese di gran lunga inferiori rispetto al disciplinare, declinati in 5 tipologie di vini monovarietali: Pinot Bianco, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Kalterersee (da uve Schiava) e Moscato Giallo passito. L’obiettivo è chiaramente quello di selezionare le uve dai vigneti più vocati, con l’intento di tradurre nel calice l’essenza del terroir locale. Il risultato è una sottile linea rossa che conduce il bevitore lungo il tracciato della piacevolezza e della convivialità.

 

 

Quintessenz Pinot Bianco 2021
I vigneti giacciono a 550-600 metri di quota a St. Nikolaus e sono rivolti verso Est. Il terreno è in prevalenza calcareo con conoidi di origine glaciale, spezzoni di roccia dolomitica. Terreni sciolti e ben aerati che vanno dal neutro al basico. Nel bicchiere si presenta con un bouquet delicato, di frutta matura a polpa gialla, con note di camomilla. All’assaggio è cremoso, di buon equilibrio, ma resta non perfettamente grintoso, con sentori di legno ancora in evidenza.

 

Quintessenz Sauvignon 2021
Vigneto collinare in località Pianizza di Sopra. È esposto verso est a 500 metri di altitudine, ben soleggiato e con grande escursione termica durante il periodo di maturazione; terreno argilloso calcareo con strati di porfido e granito. Qui si parte già con un profumo varietale accattivante, ben riconoscibile, fresco ed intenso, come ci si aspetta dalle migliori versioni di un Sauvignon. La parte verde marca l’impatto iniziale e strizza un po’ l’occhio ad un pubblico ampio, che cerca questa tipologia di bevuta. Il vino nel complesso ha un ottimo equilibrio e regala sicuramente una beva piacevole. Tra l’altro, man mano che si scalda nel bicchiere, la parte fruttata emerge più nettamente, rendendolo sempre più interessante…

 

Quintessenz Cabernet Sauvignon 2021
Vigneto con leggera pendenza verso sud-est tra 220 e 260 di quota, con microclima particolarmente caldo, terreno ciottoloso calcareo con argilla. La cantina ha deciso di puntare su questo vitigno internazionale da tempo, alla ricerca di un vino rosso più strutturato e ricco della Schiava, ma meno rustico e robusto del Lagrein. Intenso, varietale, pulito e con un quadro olfattivo molto ben espresso, è un rosso di gran carattere, ma anche di buona bevibilità, che fa dell’equilibrio complessivo e della “croccantezza” del frutto i suoi punti di forza.

 

Quintessenz Passito 2022
Moscato Giallo raccolto a piena maturazione e lasciato appassire fino a febbraio, coltivato su una collina con esposizione sud-ovest a 300 metri di altezza, dal microclima particolarmente mite ed arieggiato. Terreno ciottoloso calcareo con argilla e sabbia. Olfattivamente ti seduce con i classici sentori di miele, albicocca disidratata, frutta secca e succo di pesca. Al sorso offre una beva equilibrata e piacevole, dove il deciso apporto zuccherino è comunque ben bilanciato da una verve acida che gli dà il necessario allungo.

 

Quintessenz Schiava 2022
Selezione di vigneti di vecchie vigne a St. Josef con esposizione a sud e ad altezza tra i 230 e 500 metri. Terreno argilloso, ciottoloso calcareo, ben drenato e caldo. Lasciamo la Schiava per ultima non a caso: se vi fosse, oggi, un “oscar” ad una tipologia di vino rosso contemporaneo, capace di intercettare le nuove tendenze di consumo, in Italia come nel resto del mondo, la Schiava meriterebbe una nomination sicura. A Caldaro lo hanno capito bene, e ne producono varie versioni. Qui mi concentro sulla versione Quintessenz, la più “nobile”, ma ho avuto il piacere di provare anche le altre (di cui lascio qualche commento dopo). Tornando alla Schiava Quintessenz, viene da vigne di oltre 40 anni, con una bassa resa naturale. È un rosso gioioso, croccante, pieno di frutto e di acidità. Il suo pregio è coniugare questi aspetti “giovanili”, con una struttura ben palpabile, ottenuta grazie a tannini maturi e materia estratti con una macerazione lunga per la tipologia (un paio di giorni). Il classico vino che mette d’accordo il neofita e il bevitore più scafato…

P.S. – Varietà tipicamente altoatesina, sempre più attuale ed apprezzata in tutta Italia, la Schiava trova nelle colline del Lago di Caldaro una delle sue terre di elezione, e proprio qui si fregia della DOC “Kalterersee Classico Superiore”. Tre sono le declinazioni che Cantina Kaltern presenta sul mercato con le rispettive nuove annate: Kalterersee DOC per la linea Classica, Leuchtenberg per le Selezioni ed infine, top della gamma, il già citato Kalterersee Classico Superiore DOC Quintessenz.

  • Kalterersse Classico Superiore DOC 2023 della linea Classica è il calice che permette l’accesso all’universo delle Schiava di Kaltern.  Brillante e leggero, ti traghetta direttamente sulle sponde del lago, con la sua ventata di profumi e sapori freschi e accattivanti. “È una espressione pura della varietà e della peculiarità dei terreni produttivi che circondano il lago di Caldaro”, spiega l’enologo Scarizuola.
  • Leuchtenberg Kalterersee Classico Superiore DOC ha debuttato sul mercato con l’annata 2023. Pieno, vibrante, elegantemente floreale, dal finale sapido, ha un peso specifico superiore a quello della linea Classica, dal quale si distingue soprattutto per consistenza e durata. “È una  Selezione che regala un vino pieno di carattere, meravigliosamente complesso e piacevole alla beva. È  ottenuto da uve della migliore qualità raccolte a mano, maturate in vigneti storici con vecchi ceppi a bassa resa” ha spiegato sempre il Kellermeister di Kaltern.

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Abruzzese, ingegnere per mestiere, critico enogastronomico per passione, ha iniziato a scrivere nel 1998 per L’Ente Editoriale dell’Arma dei Carabinieri, con cui ancora collabora. Vino, distillati e turismo enogastronomico sono la sua specializzazione. Nel tempo libero (poco) prova a fare il piccolo editore, amministrando una società di portali di news e comunicazione molto seguiti in Abruzzo e a Roma. Ha collaborato per molti anni con guide nazionali del vino, seguendo soprattutto la regione Abruzzo (ma va?), e con testate enogastronomiche cartacee ed online. Organizza eventi e corsi sul vino...più spesso in Abruzzo (si vabbè...lo abbiamo capito!).

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