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Kilchoman Comraich: i Santuari del Whisky, posti unici dove poter degustare la più raffinata gamma dei single malt Kilchoman

Vi abbiamo già parlato della distilleria Kilchoman (link), l’ultima distilleria aperta (e in produzione) ad Islay, patria del whisky torbato. Kilchoman, aperta nel 2005, ha saputo conquistarsi in questi anni una immagine di tutto rispetto tra gli estimatori del whisky – ma anche tra i produttori suoi concorrenti. La caratteristica dei suoi distillati– un po’ per forza di cose, vista la “recente” apertura, ma molto per scelta stilistica – è la “gioventù” dei suoi whisky, i cui invecchiamenti, per i prodotti attualmente in commercio, si attestano in genere intorno ai 7 anni e non superano i dieci. Nonostante quella che, secondo i canoni tradizionali, potrebbe essere considerata un’età imberbe per un whisky, ai fini di poterlo degustare nella sua pienezza espressiva, Kilchoman è riuscita a realizzare dei prodotti che si caratterizzano per la freschezza ma anche per un corredo aromatico complesso e variegato, che non ha nulla da invidiare a molti whisky di decennale invecchiamento dei suoi più blasonati competitor.

la rete dei Comraich-Bar nel mondo

Oggi vi voglio parlare però di un nuovo progetto avviato da Kilchoman da qualche anno: i “Comraich-Bars”. Kilchoman Comraich è una rete globale – sparsa in tutto il mondo – di bar che si caratterizzano per offrire una vasta gamma di whisky in generale e dei whisky Kilchoman in particolare. Per questi “santuari” del whisky (Comraich in gaelico significa santuario) Kilchoman ha realizzato una linea di prodotti dedicata, chiamati appunto Kilchoman Comraich. Sono edizioni limitate, di alto livello, poche bottiglie che potete degustare solo in questi “santuari” e solo “in presenza”, perché non le trovate altrove e soprattutto non sono in vendita, ma si possono avere solo in mescita.

Il negozio-Whisky Bar “Scotch Roma” di Via dei Colli Portuensi 165 a Roma

Avere la possibilità di degustare in mescita whisky di qualità elevata (e ovviamente di un certo prezzo) non è facile. In Italia di cosiddetti whisky bar ce ne sono pochi, e quelli che ti consentono di degustare in mescita whisky di alta gamma sono ancora meno. I Comraich- Bar in Italia sono 4, di cui uno a Roma, presso Scotch Roma a via dei Colli Portuensi; locale noto per l’ampia selezione di whisky scozzesi in vendita e che da un anno a questa parte ha ampliato l’offerta dando la possibilità di poter degustare in mescita un’accurata selezione di prodotti anche in abbinamento con cibi a tema. È qui che mi sono recato, cogliendo l’occasione di una serata di degustazione Comraich, per assaggiare le prime tre release di questi whisky, che vi vado a descrivere.


Comraich Batch No.1 – Kilchoman. Alcol 55,3%. Presentato nell’autunno del 2017 è un whisky risultante dalla combinazione (vatting) di un distillato invecchiato 9 anni in botte hogshead ex sherry oloroso e due distillati invecchiati 10 anni in botte ex-bourbon. Il livello di torbatura è 50 ppm. 1019 bottiglie prodotte.
Colore oro carico, brillante. Sentori di vaniglia e miele, seguiti da sensazioni marine, emerge poi il rovere e l’affumicato intenso della torba con note balsamiche e speziate. In bocca è secco, alcolico, con il torbato ancora più intenso unito a toni medicinali e sapidi, finisce con un sottofondo dolce di miele, marmellata di fragole e crema pasticcera.


Comraich Batch No.2 – Kilchoman. Alcol 55,5%. Presentato a marzo 2019 è un vatting di 3 distillati invecchiati 8 anni circa in tre diverse botti ex-bourbon first-fill riempite consecutivamente (presumibilmente con il distillato proveniente da un unico batch). Il livello di torbatura è 50 ppm. 772 bottiglie prodotte.
Colore orzo maturo. Profumi delicati, netti e puliti, di albicocca e pera oltre alle note dolci di vaniglia e miele millefiori, seguite da essenze floreali (gelsomino); il tutto ben amalgamato con una torba fine ed elegante. Al gusto emergono i toni floreali e dolci (miele, vaniglia, cocco, melassa) con un finale piccante e di frutta dolce. Sorso di grande armonia ed eleganza, di apparente e godibilissima “leggerezza”, dovuta al perfetto amalgama tra l’alcol, la dolcezza e la torba.



Comraich Batch No.3 – Kilchoman. Alcol 55,7%. Presentato a ottobre 2019 è un Single Farm Single Malt (significa che la catena di produzione del distillato è tutta realizzata su Islay, nella fattoria Rockside che ingloba il perimetro della distilleria Kilchoman, dove si produce l’orzo, si malta e se ne ricava poi il distillato). È un vatting di un distillato invecchiato 9 anni in botte hogshead ex sherry oloroso e un distillato invecchiato 11 anni in botte ex-bourbon. Il livello di torbatura è circa 20 ppm. 1000 circa le bottiglie prodotte.
Colore oro chiaro. Profumi di nocciola fresca, sherry, uvetta, albicocca sciroppata, marasca, crema pasticcera, biscotto al burro, note di acetone; fanno da sfondo una torba leggera e ricordi di carne alla brace. Il sorso è morbido, caldo, consistente e oleoso al palato, con un affumicato elegante. Un finale con vaniglia e ritorni fruttati dolci (uvetta, cachi, arancia). Ottimo bilanciamento che induce altrettanta bevibilità.

Abbinamento ostriche-whisky allo Scotch Roma

La degustazione dei tre whisky è stata anche l’occasione per provare un abbinamento quantomeno insolito (a parte forse tra i whisky lovers): ostriche e whisky. Quando Francesco Ciampa, il gestore del whisky bar Scotch-Roma, me lo ha proposto la mia prima reazione è stata di scetticismo: ma come? accostare la delicatezza di un’ostrica alla potenza di un distillato come il whisky? Ovviamente la curiosità ha prevalso ed è stato un bene, perché il risultato dell’abbinamento è stato di sorprendente piacevolezza, permettendomi anche di verificare le differenze di gusto tra un’ostrica irlandese ed una francese del Languedoc-Roussillon. Diciamo subito che le ostriche erano diverse da quelle che normalmente potete trovare in pescheria: grandi, carnose e di una dolcezza non comune, insomma di qualità superiore. Ho provato per ogni ostrica l’accostamento con i tre whisky e gli abbinamenti migliori, a mio avviso, sono stati i seguenti:

 

ostrica irlandese

Ostrica Irlandese: si presenta al palato con un ingresso decisamente sapido, un sapore di acqua di mare, emerge poi una grande dolcezza e persistenza. Il Comraich Batch No.1 con i suoi toni alcolici e torbati si sposa bene con la sapidità mista a dolcezza di questa ostrica.

ostrica francese

Ostrica Francese: è morbida ed ancora più dolce della precedente, mostra sentori marini e freschi di alga, consistente in bocca, di una sapidità delicata. Alla fine, l’equilibrio dolce-salato è perfetto. La grande armonia e “leggerezza” del Comraich Batch No.2 si integra benissimo con la delicatezza di questa ostrica.







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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ognuno può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e collaboro con la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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