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Istituto da Vinha e do Vinho, Rua Mouzinho da Silveira, 5 LISBOA

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Italia-Portogallo seconda puntata

… e dopo il duello (duelo de castas), fu il momento della conversazione…

Si è svolto il 29 Maggio il “ritorno”, di quell’ evento organizzato con slancio da Antonio Rotundo, presidente dell’associazione Italian-Portugal, e sotto il patrocinio del Gruppo interparlamentare del Senato della Repubblica Italiana, rappresentato da Andrea De Simone.

L’obiettivo sempre perseguito è quello di avvicinare i due paesi utilizzando la cultura e l’aggregante per antonomasia: il vino.

Questa volta, siamo stati ospiti a Lisbona nei saloni di rappresentanza dell’Istituto da Vinha e do Vinho(IVV), l’ufficio che sopraintende tecnicamente a tutte le DOC portoghesi, accolti ed intrattenuti dal Presidente Frederico Falçao.

da sx Mario Louro, Maria Conceçao Gato, Antonio Rotundo, Frederico Falçao

L’organizzazione è stata meticolosamente curata da Maria Conceiçao Gato, con il valido supporto tecnico dell’enologo Mario Louro. Le conclusioni sono spettate a Vasco D’Avillez, presidente della Commissione Vitivinícola da Regione di Lisbona, nonchè “metre a penser” del vino portoghese.

L’apertura è stata del Presidente Falçao che attraverso un discorso istituzionale ha incoraggiato lo scambio culturale tra i due paesi intervenuti, partendo dalla cultura enogastronomica, che li accomuna.

A seguire Antonio Rotundo ha portato il saluto del Gruppo Interparlamentare del Senato Italiano, e  Maria Conceiçao Gato ha spiegato i fondamenti della conversazione ed i contenuti dell’incontro organizzato grazie alla collaborazione dei presenti.

Il “gioco” questa volta si è evoluto nel seguente modo:

da dx Mario Louro, Paolo Valentini, Vasco D’Avillez

I “mazzieri”, ovvero lo scrivente e Mario Louro, hanno avuto il graditissimo compito di evidenziare per ogni vino servito, le caratteristiche distintive, in termini di posizione geografiche, terroir, produzione, natura e qualità dei vigneti e dei vini.

Peculiarità queste, che rendono in ogni DOC, un universo a se stante, sia che essa si trovi in Italia, sia che si trovi in Portogallo, esaltandone le precipue diversità.

Nella selezione dei vini italiani, mi sono personalmente impegnato, a prevedere solamente vitigni autoctoni (al netto dello spumante), poichè è vero che il vino unisce i due paesi, ma è bello stimolare la curiosità degli assaggiatori su quanto possa essere ampio lo spettro delle caratteristiche, dal punto di vista ampelografico/varietale, delle vigne presenti nei due paesi.

Ed in questo campo, l’Italia parte con un patrimonio qualitativo e quantitativo, per numero di vitigni, mai abbastanza enfatizzato ed adeguatamente valutato.

In realtà anche il Portogallo, a livello internazionale,  non ha lo spazio adeguato che certi suoi vitigni meriterebbero, uno su tutti il Touriga Nacional.

Questa provocazione lucida e ludica, è stata immediatamente colta dai selezionati winelovers italiani residenti a Lisbona, invitati a prendere parte all’evento.

Sono stati sollecitati ad esprimersi “a briglia sciolta”, sulle sensazioni che i singoli vini, regalavano loro.

Personalmente sono favorevole a questo approccio poichè, per fare “cultura”, è doveroso ripartire dalle diverse sensazioni che un singolo calice di vino suscita in ognuno di noi.

Solo con tale approccio, si riescono ad apprezzare le differenti caratteristiche organolettiche, senza lasciare il sopravvento ai meri indicatori enologici, che caratterizzano un vino.

Ma rimettiamo al centro della disputa, l’oggetto di conversazione, i Vini.

locandina-29-maggio-mappe

Sono stati scelti 6 vini per ogni paese, iniziando da 2 bianchi, 1 spumante, 2 rossi, 1 vino dolce, pervenendo alla composizione di 4 batterie ed intervallando i DOC portoghesi con i DOC italiani; il tutto per mantenere serrato il confronto e le comparazioni tra paesi.

Tra i bianchi hanno ricevuto il gradimento della platea:

  • il Vinho Verde, di vitigno Avesso, dell’azienda Covela, anno 2016, proveniente dal nord del Portogallo, valorizzato per la sua freschezza, l’aromaticità e le note saline presenti
  • il Furore Bianco Costa d’Amalfi, dell’azienda Marisa Cuomo, anno 2015, che bilancia la freschezza all’attacco di beva con una ampiezza caratterizzata da aromi di frutta gialla a centro bocca e buona profondità nel sorso

Sullo spumante, questa volta la platea ha apprezzato l’agilità e la freschezza del Touriga Nacional, Casa de Santar Vinha de Amor anno 2014 Blanc de Noir, comparato con l’Alto Atesino Kettmeir Athesis 2014 Rosè, che giocava su note un pò più intense ed evolute, magari dovute anche all’annata, ma forse per questo percepite come meno dinamiche.

Il colpo di scena è avvenuto durante la batteria dei vini rossi, in cui la parte del corsaro l’ha fatta il Brunello di Montalcino di Corte dei Venti anno 2012, considerato, in maniera unanime, il miglior vino della “conversazione”, grazie alle caratteristiche di tannini ben presenti, che ne fanno percepire plausibile longevità, una inaspettata ampiezza a metà bocca che dona armonia alla beva ed una persistenza che ha fatto esclamare agli stupefatti enologi portoghesi “sem fin“(traduzione “senza fine”).

Ci ha provato a tenere il passo un eccellente Touriga Nacional, Quinta do Ponte Pedrinha anno 2014, caratterizzato da note di pepe nero nella parte olfattiva, buona acidità sostenuta da un buon corpo ed un finale tra il balsamico ed il mentolato.

L’assaggio dei vini dolci si è rilevato un po’ divisivo, in quanto il Muscatel Roxo della penisola de Setubal (Brejinho da Costa anno 2012), gioca su una buona freschezza, ma ha una carica zuccherina che rende meno agile la bevuta, mentre il Picolit di Vigna Petrussa (annata 2010), si rivela più equilibrato con sentori di miele di acacia e mandorla, con ottima persistenza presente, ma mai stucchevole.

Armazen de Almareirim Anno 1957

In chiusura il presidente Falçao, ringraziando gli ospiti promotori dell’iniziativa, ci ha voluto omaggiare di un “fuori concorso”, selezionato dalla sua particolare cantina, un vino fortificato con alcol (Armazen de Almareirim) dell’anno 1957. Timbro molto pulito, evidenziato dalla “fortificazione”, che mi ricorda uno dei migliori Marsala fortificati mai assaggiato, il Vintage Riserva Superiore Ambra Dolce 1980 di Intorcia.

Vini in degustazione

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Approccia il mondo del vino seguendo corsi di avvicinamento nel 2003. Già da quegli anni partecipa a manifestazioni enologiche come visitatore assiduo. Inizia poi a collaborare nei panel di assaggio della guida "vini buoni d'Italia" per varie regioni, per poi passare per un paio di anni in Slowine per la regione Sardegna. Nel biennio 2016/2017 entra nell'organizzazione e nel panel di assaggio dei "I vini dell'Espresso". In questi anni ha partecipato alle più importanti anteprime di vini per la stampa. Negli ultimi anni partecipa come giurato in vari concorsi quali Grenache du Monde, Radici del Sud, Lucio Mastroberardino. Dal 2018 partecipa al progetto di alcune testate giornalistiche. Oltre che cultore del mondo del vino lo è anche del mondo dei whisky

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