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Il Sangiovese – Un “purosangue” dalle diverse espressioni territoriali – il Racconto dell’Evento di EnoClub Siena a Roma

Si è svolto l’11 e il 12 gennaio al Radisson Blu Hotel di Roma l’ormai tradizionale evento (nona edizione consecutiva a Roma) “Sangiovese Purosangue”. Realizzato a cura dell’Associazione EnoClub Siena, ha dato modo ad appassionati ed operatori del settore di approfondire la conoscenza con le ultime annate (e rivisitare alcune di quelle passate) di uno dei vitigni di riferimento dell’enologia italiana, il Sangiovese, i cui vini più apprezzati provengono da tre aree in particolare: Il Chianti Classico, Montalcino e la Romagna, ma con alcune piacevoli eccezioni. Da segnalare il seminario “Sangiovese nel Mondo” svoltosi all’interno dell’evento: condotto da Roberto Lepori, ha permesso di percepire le diverse espressioni territoriali di vini a base Sangiovese provenienti da paesi come Sudafrica, Cile, California ed altri.
Entrando nel merito, a livello qualitativo è stata, come da tradizione, soprattutto una sfida tra i vini di Montalcino e i Chiantigiani, con i loro alfieri Brunello e Chianti Classico. D’altronde anche la dimensione delle forze in campo – 21% di aziende Ilcinesi sul totale delle presenti e 33% delle chiantigiane – non lasciava dubbi su dove sarebbero emerse le maggiori eccellenze vinicole del vitigno.
Riporto di seguito una piccola selezione dei vini assaggiati, ovvero le mie impressioni su alcuni di quelli che più mi hanno colpito.

CHIANTI CLASSICO

Chianti Classico DOCG 2015, 13,5% – Podere Castellinuzza. Uve Sangiovese 95% e 5% Canaiolo. Affinato in cemento e bottiglia. Questo vino è un degnissimo rappresentante della sottozona Lamole nell’area di Greve in Chianti. I vigneti, situati a 550 metri s.l.m. in uno dei punti più alti di tutto il Chianti Classico, danno origine a vini estremamente profumati di grande finezza, vini “leggeri” ed elegantissimi. Al naso intensi profumi floreali (viola, giaggiolo, rose rosse) e frutti rossi (ciliegia). Note fruttate che si ritrovano nel palato in un sorso succoso, sapido e “leggero”, risultato di un bell’equilibrio tra dolcezza, acidità e tannini sottili. Un vino di eccellente progressione gustativa.

Chianti Classico Riserva DOCG 2016 Vigna Barbischio, 14% – Maurizio Alongi. Uve Sangiovese 94%, Malvasia nera e Canaiolo. Affinato un anno in tonneaux e 2 in bottiglia: il proprietario, che è anche l’enologo, ritiene che la delicatezza dei vini di queste zone imponga poca maturazione in legno e molta in bottiglia, per conservarne le caratteristiche aromatiche. Questo Chianti Classico è ottenuto da una piccola vigna di solo un ettaro impiantata nel 1973, esposta a sud, a 440 metri s.l.m., nella zona di Gaiole in Chianti, su un terreno sabbioso originato da rocce arenarie. Vino con una struttura elegante e “sottile”. Al naso sentori di ciliegie e fiori rossi, con note speziate. Grande finezza al sorso, mostra sapidità e freschezza con una delicata scia salina. Leggeri richiami fruttati conducono ad un convincente allungo finale che rimarca la coerenza naso-bocca.

Chianti Classico DOCG 2013 Gran Selezione, 13% – Capannelle. Uve Sangiovese 100% provenienti dal vigneto Trebbio in località Gaiole. Affinato in legno grande. Al naso frutti rossi e cacao, balsamico. Finezza e pulizia in bocca, equilibratissimo nelle sue componenti gustative (frutti rossi, tannini setosi, sapidità), ne risulta una beva di grande eleganza.

Chianti Classico DOCG 2015 Chielle, 13,5% – Podere L’Aja. Uve Sangiovese 100% provenienti dall’omonimo vigneto Chielle, situato a 450 metri s.l.m., nell’areale di Radda. Affinato in legno grande, in questo vino si riconoscono i tratti territoriali caratteristici della zona: profumi di fiori rossi e spezie, cacao. Al palato evidenzia una vena salina e una bella acidità che si sposano con il fruttato donando freschezza al vino. Mostra un ottimo potenziale di invecchiamento.

MONTALCINO

Rosso di Montalcino Doc 2016, 14% – Le Ragnaie. (Sangiovese Grosso 100%). Affinato in botte grande. I vigneti aziendali sono tra i più elevati del comprensorio, distribuiti nella zona centrale e sud est di Montalcino. Molto profumato, bacche, spezie rosse, prugna, balsamico. In bocca spezie, liquirizia, tannini molto fini e fitti. Sorso pulito, sapido, finale amaricante. Vino molto elegante e fine, somiglia molto più ad un Brunello che ad un Rosso di Montalcino.

Brunello di Montalcino Docg Riserva 2010 Dieci Anni – Le Chiuse. (Sangiovese Grosso 100%). Le vigne giacciono nella parte orientale di Montalcino su terreni di origine oceanica, ricchi di materiale fossile e argille. Affinato 4 anni in botte di rovere. Profumi intensi di confettura di piccoli frutti rossi, ciliegia, cacao e rosa, con una bella nuance balsamica. Beva di grande complessità e piacevolezza al tempo stesso. In bocca ritorni di frutti rossi e vaniglia; il sorso, succoso e fresco, evidenzia grande equilibrio gustativo. Gran bel vino che celebra nel nome i dieci anni di vendemmia di questo Brunello.

Brunello di Montalcino Docg Franci 2015, 15% – Tassi. (Sangiovese 100%). Affinato 3 anni in tonneaux. Frutto di una selezione delle migliori uve provenienti da una parcella di vigneto a “bassa” densità d’impianto – 3000 piante per ettaro rispetto a 6500 per ettaro delle altre vigne – situato a 240 metri s.l.m. su terreni in prevalenza argillosi con presenza di galestro, in località Castelnuovo dell’Abate. Profumi intensi di fiori e frutti rossi, erbe officinali. Grande coerenza naso-bocca, aromi di frutti rossi, cacao. Tannini avvolgenti, frutto e acidità convergono in un sorso di grande struttura e complessità.

Brunello di Montalcino Docg Riserva 2013, 14% – Terre Nere. (Sangiovese Grosso 100%). Affinato 4 anni in botte grande. Prodotto con uve selezionate, provenienti dai cru “Vigna Del Sasso” e “Vigna del Capriolo”, vigneti situati a 280 metri s.l.m., vicino il fiume Orcia e il monte Amiata. Dal terreno particolarmente scuro, composto da galestro, quarzite e altri minerali, deriva il nome all’azienda. Profumi avvolgenti di frutti rossi abbastanza maturi, bacche e spezie. Sorso di grande finezza ed eleganza. La beva denota un’apparente leggerezza frutto della grande armonia delle componenti gustative. Ottimo già adesso, promette grandi sviluppi futuri.

MAREMMA – GROSSETO

Morellino di Scansano Docg Brumaio 2017, 14,5% – Tenuta Pietramora. (Sangiovese 100%). Affinato in acciaio. Da uve selezionate, provenienti da vigneti siti a 300m s.l.m. esposti a sud-est su terreni a composizione mista galestro-argilla. Sentori di macchia mediterranea, frutta scura, rabarbaro arricchiti da toni iodati e minerali. Bocca coerente, con aromi di erbe officinali, vermouth. Sorso succoso, fresco e beverino.

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ogni “bevitore” può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e con la “Guida Flos Olei“ 2019 di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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