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Il ricambio generazionale nel mondo del vino sardo parte da Mamoiada: l’esempio di Luca Gungui

Ormai, dopo anni che assaggiamo costantemente l’intera (o quasi) produzione vinicola sarda, possiamo dirlo: la Sardegna è una regione emergente con una qualità ampiamente diffusa, che risulta sorprendente per chi si avventura per la prima volta alla scoperta dei vini dell’Isola.

E così possiamo dire di essere a metà dell’opera. Manca infatti ancora la diffusione di questa consapevolezza all’interno della Penisola italiana ed all’estero. E sì perchè la vecchia guardia dei produttori sardi non ha mai avuto tra i punti di forza una grande capacità di comunicazione e di promozione del territorio e dei suoi prodotti.

Ecco quindi che il ricambio generazionale e l’ingresso di giovani nel mondo della produzione del vino diventa realmente importante per il successo della Sardegna enoica nel mondo.

Un brillante esempio è quello di Luca Gungui, 34 anni, che dopo una laurea in Scienze della Pubblica Amministrazione, con il massimo dei voti, e varie esperienze lavorative nel settore pubblico, nel 2015 ha scelto di tornare alle proprie radici nella gestione dell’azienda familiare a Mamoiada.

Luca ha aderito sin da subito all’associazione Mamojà, che riunisce dal 2015 tutti (o quasi) i produttori di Mamoiada con lo scopo di valorizzare e tutelare il patrimonio vitivinicolo di questa straordinaria località della Sardegna.

In effetti parliamo di un unicum nel panorama dell’Isola, con vigne dai 600 ai 900 metri sul livello del mare che danno al Cannonau, vitigno principe del luogo, un carattere incredibile e singolare.

Ed è proprio il carattere a connotare i vini di Luca Gungui che è già riuscito sin dalla sua prima annata (2015) a trovare il percorso della qualità e della riconoscibilità territoriale.

Con 3 ettari di cui mezzo con una vigna di 60 anni ed il resto con vigne giovani, Luca realizza circa 6 mila bottiglie.

Ma veniamo alle etichette che abbiamo assaggiato:

Il Cannonau di Sardegna Berteru (che in sardo significa veritiero) 2017 ha sentori speziati e ricordi di frutti di bosco. Avvolgente ed elegante, coniuga freschezza e potenza, e chiude con un lungo finale di macchia mediterranea.

L’anteprima del Cannonau di Sardegna Berteru Riserva 2016 (non ancora in commercio) mostra da subito delle enormi potenzialità con materia e succosità in evidenza, seguite da dinamicità e ricchezza del sorso.

La super anteprima Cannonau di Sardegna Berteru Riserva 2017 (che uscirà il prossimo anno) è un vero e proprio capolavoro, con note minerali e fumé che si uniscono a ricordi di spezie e macchia mediterranea. Struttura ed eleganza in un connubio fantastico.

Insomma se questi sono i risultati, largo ai giovani!!!!

 

Scritto da

Giornalista enogastronomico, una laurea cum laude in Economia e Commercio all'Università La Sapienza di Roma, Responsabile per l'Italia del Concorso Internazionale Grenaches du Monde, Giudice del Concorso Mondiale di Bruxelles e Giudice del Concorso Mondiale del Sauvignon, docente F.I.S.A.R.. Ha una storia che comprende collaborazioni con Guide di settore. Cito solo le ultime : Slow Wine (Responsabile per la Sardegna edizioni 2015 e 2016), I Vini de L'Espresso (vice-curatore e coordinatore nazionale edizioni 2017 e 2018), I Ristoranti d'Italia de L'Espresso (edizioni dalla 2010 alla 2018). Collabora con le testate: www.lucianopignataro.it , www.repubblica.it/sapori ed Epulae. Ha scritto alcuni articoli sul quotidiano "Il Mattino" e su www.slowine.it. Ha una passione sfrenata per quel piccolo continente che prende il nome di "Sardegna", per le sue terre e per la sua gente.

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