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I vini dell’azienda Carpineto e la capacità del Sangiovese di affrontare il tempo

5 le Tenute immerse nel verde della Toscana, 1 il vitigno, il Sangiovese, che assume forme diverse (piccolo o grosso) 4 le Denominazioni di Origine Controllata e Garantita ( Chianti – Brunello – Vino Nobile di Montepulciano – Morellino di Scansano), 1 il più grande vigneto contiguo ad alta densità  d’Italia con 8630 ceppi per ettaro.

Queste le note principali che ci descrivono in breve  l’azienda Carpineto, che della qualità e della capacità di affrontare con successo lo scorrere del tempo ha fatto la sua filosofia.

Partendo da queste semplici ma significative premesse affrontiamo le due mini verticali organizzate da FISAR Roma e  proposte ad un pubblico di esperti e appassionati.

Un viaggio nel tempo con 2 dei vini più rappresentativi dell’azienda Il Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG e Il Chianti Classico riserva DOCG.

da destra Antonio Michael Zaccheo Jr. e Paolo Pietromarchi

A farci da guida in questo meraviglioso viaggio Antonio Michael Zaccheo Jr. dell’azienda Carpineto e Paolo Pietromarchi che ci hanno illustrato con maestria le diverse sfaccettature dei vini assaggiati mettendo in evidenza anche le caratteristiche di ogni singola annata.

i vini degustati

Iniziamo dalla tenuta dove nasce il Vino Nobile di Montepulciano riserva DOCG, situata ad una altitudine di 250 metri con ben 184 ettari che accolgono vigneti, oliveti e campi adibiti a seminativo. Di questi, 84 ettari sono vigneti a Sangiovese ed altre varietà.

Trattasi di  impianti, tecnologicamente all’avanguardia,  con cloni e portainnesti che variano a seconda della qualità del terreno. La densità di impianto è di oltre 8500 piante per ettaro che producono vini di grande concentrazione e finezza.

Passiamo  alla Tenuta che dà vita al Chianti Classico Riserva DOCG

Sopra un colle a 300 metri sul livello del mare, nei pressi del villaggio Etrusco di Gaville, questa antica proprietà,  guarda la valle dell’Arno verso sud e la regione del Chianti Classico verso nord ed est.

13 ettari di vigna, dove si coltiva per la maggior parte Sangiovese ed altre varietà sperimentali che danno vini destinati a un lungo invecchiamento.

Iniziamo a parlarvi dei vini che abbiamo assaggiato partendo dal Vino Nobile di Montepulciano Riserva DOCG che ha saputo mostrarci con 3 vini le sue capacità di evoluzione, mantenendo freschezza e un elegante tannino come tratti caratterizzanti l’intera degustazione.

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2013 DOCG

L’annata 2013 pur risultando ancora in piena gioventù riesce comunque a mostrare tutte le sue potenzialità. Prugna, spezie, cacao e note balsamiche, aprono la strada ad un vino che ha nella dinamicità ed in un tannino irruento ed elegante allo stesso tempo  i suoi punti di forza. Bello il finale su note di frutti di bosco. 90/100

vino Nobile di Montepulciano Riserva 2010 DOCG

Nell’annata 2010 note agrumate (arancia rossa) si fanno spazio tra profumi di viola, spezie e amarena sotto spirito. Si mostra nel pieno delle forze con freschezza e un un’elegante tannino che non ti aspetti. 94/100

Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2007 DOCG

Terminiamo con la Riserva 2007 che non sembra avere gli anni che effettivamente ha.

I profumi floreali (viola) si fondono con note di frutta matura e balsamiche. Tanta ricchezza nell’assaggio per un vino che rispetto agli anni sa ancora esprimere appieno tutto il suo fascino. 95/100

Passiamo al Chianti Classico Riserva DOCG che ritenevamo non riuscisse a reggere il confronto con il precedente vino, visti gli assaggi fatti, ma puntualmente siamo stati smentiti.

Chianti Classico Riserva 2015 DOCG

Si parte con l’annata 2015 che si presenta con note di gioventù e mostrandoci la sua grinta. Il tannino è ancora indietro ma non troppo irruento con un finale persistente e per certi versi accattivante. 89/100

Chianti Classico Riserva 2010 DOCG

Saltiamo all’anno 2010:  note di radice, rabarbaro e macchia mediterranea accompagnano un tannino che non ha ancora trovato un suo equilibrio. 87/100

 

Chianti Classico riserva 1990 DOCG

Terminiamo con l’assaggio dell’annata 1990,  29 anni e non sentirli,

Un vino che ci avrebbe stupito ancor di più se non avessimo saputo il suo anno di nascita, perché ci appare ancora giovanissimo.

Le note terziarie che ci aspettiamo di trovare in questo vino sono quasi inesistenti surclassate da profumi di frutti rossi e note balsamiche. L’assaggio ci stupisce ancor di più con una freschezza che spesso non troviamo neppure in vini giovani  e ben  accompagnata da un tannino presente ma elegante e da tanta ricchezza. Bellissimo il finale di spezia e frutto. 97/100

Farnito 1999 Vinsanto del Chianti

Terminiamo con un bellissimo regalo offertoci da Antonio Michael Zaccheo Jr. Un vino che è nato per caso. Infatti in azienda ritrovarono un vecchio Vinsanto nascosto in un angolo della cantina e, come succede in questi casi, ci si accorse di tutte le sue potenzialità.

Parliamo del Vinsanto del Chianti Farnito nell’annata 1999.

Le note di albicocca, miele millefiori, e frutta secca la fanno da padrone non appena avviciniamo il naso al bicchiere. Note dolci e una buona acidità accompagnano il nostro sorso con un finale lungo. 91/100

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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