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I Vin Doux Naturel presenti alla serata di benvenuto di Grenaches du Monde 2020

Se ne parla davvero poco, per non dire quasi nulla. Eppure esiste una categoria di vini chiami “dolci naturali” come il Moscato di Rivesaltes, Rivesaltes, Maury, Banyuls e Banyuls Grand Cru, che sanno creare vere emozioni.
Per capire cosa sia un Vin Doux Naturel bisogna partire dal lontano 1285 quando la Regione del Languedoc Roussilon era sotto il controllo del Regno di Maiorca.

Da allora ad oggi il procedimento è sempre lo stesso: la fermentazione viene arrestata grazie ad aggiunta di alcol, similmente ad altre tipologie del mercato internazionale.

Prima viene effettuato il “mutage” del mosto e più il vino sarà “naturalmente dolce” per la presenza di zuccheri residui. È possibile avere anche delle varietà ossidative come per lo spagnolo Sherry, dotate di grande freschezza gustativa.
Ieri sera ho potuto assaggiare, all’evento di apertura del Grenaches du Monde a Montpellier, dei campioni risalenti alla scorsa edizione del Concorso, per voi lettori di Vinodabere.


Rivesaltes Ambré – Arnauld di Villenueve: il capolavoro della serata, bello grasso e dal lunghissimo sapore di fico secco e dattero. Una complessità presente al sorso, dolce ma non stucchevole, di pesca melba e cannella. Millesimo 1988..e stop.


Clot d’Encis Rancio – Agricola Saint Joseph: è una piccola digressione sul tema. Un ossidativo in stile “rancio” ossia maturato in botti scolme poste alla luce del sole. Dal naso penseresti subito ad eccessi di mandorla amara e mallo di noce. Invece il gusto vibra tutto su scorze di mandarino. Vi abbuono anche il tanto abusato Kumquat per queste essenze più amarostiche del nostrano agrume.


Rivesaltes Ambrè – Don Bernard d’Oms 2014: sembra più giovane il collega dell’88. Piacevole ma corto, forse troppo sia nelle zone morbide che in quelle più aspre. Resta molta salinità.
Maury 2017 – Domaine Pouderoux: bel tabacco iniziale, seguito da liquirizia e qualche richiamo di mirto. Gradevolissimo al sorso, denso, scuro, caldo. Cassis a volontà. Da manuale.


– l’Étoile Grand Cru Banyuls 2010: i Rimage presenti appaiono surclassati da questo fuoriclasse della Cooperativa Produttori di Banyuls. Elegante nel frutto marmellatoso di amarene, more e mirtilli. Chiosa su note balsamiche e speziate di vaniglia, pepe nero in grani e cinnamomo. Persiste e non desiste.

Un ottimo inizio in dolcezza, in vista dell’inizio degli assaggi ufficiali, che prenderanno il via domani.

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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