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GLAMOUR – MATRIMONIO IN CASA DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Rileggevo recentemente alcuni pezzi dello scrittore Hunter Stockton Thompson ideatore del gonzo journalism dove si dà spazio maggiormente alle impressioni personali rispetto alla fedele narrazione della realtà; vorrei utilizzare tale leitmotiv per rendere più agile il racconto dell’evento dell’anno: il matrimonio tra Violante Gardini ed Enrico Pelagatti.
Lei, figlia di Donatella Cinelli Colombini, un simbolo nel panorama enologico italiano; lui invece tutt’altra occupazione e passione, esperto di comunicazione e marketing per una importante multinazionale, nonchè amante fin da bimbo dei giochi di magia.


Una location da favola persa nelle colline della Val d’Orcia (Fattoria del Colle a Trequanda), clima molto estivo, sostenuto da venti di scirocco che avrebbero potuto aumentare la pressione su sposi, organizzatori e commensali. Invece è andato tutto davvero liscio come l’olio, fatto salvo per la palese emozione della sposa nel momento del fatidico “sì” e delle due mamme che ha commosso i presenti. Lo sposo sembrava invece più compassato, ma ha pagato l’inevitabile scotto emotivo al momento dei ringraziamenti di rito, con un discorso da lasciarci letteralmente a bocca aperta. Il sottoscritto ha avuto l’onore (ed il piacere) di essere tra gli ospiti, conoscendo sia Donatella che sua figlia, avendone potuto apprezzare negli anni il continuo salto di qualità dei prodotti, ormai totally Bio dall’annata 2018.
Ad animare l’evento con spirito goliardico ed invidiabili energie fisiche, una nutrita rappresentanza di soci di AGIVI, l’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani di cui Violante è attuale Presidente, che hanno proseguito i festeggiamenti fino al mattino durante la cocktail night.
Provenienti da Nord a Sud dello stivale hanno voluto omaggiare gli sposi con una collezione numerosa di Magnum ed io, che nel cuore tengo sempre allertato un sano spirito degustativo, non potevo esimermi dal raccontare per voi lettori affezionati di Vinodabere i migliori assaggi di giornata.

Partiamo da due prodotti della categoria “bollicine” che sembrano così distanti eppure vicini tra loro (per eleganza)
NODI 2015 BRUT – VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE DOCG – NINO FRANCO – chiacchierando con Silvia Franco, titolare assieme al padre dell’azienda, evidenziavo quanti pregiudizi ci fossero attorno a questo territorio. Per individuare colpe e colpevoli, anche nella nostra categoria di critici, bisognerebbe scrivere un tomo intero, ma nel frattempo vi garantisco che la bottiglia sarebbe bella che finita! Perlage sottile e persistente, insolito per un Metodo Martinotti, che riserva piccolo qualche piccolo segreto (siamo in tema di magia) da svelare soltanto in una successiva visita in cantina. Restate curiosi e lasciamo spazio alle sensazioni olfattive, che parlano del carattere floreale tipico della glera, di biancospino e ginestra, senza dimenticare sbuffi fruttati da mela golden e pera williams piacevolissimi. In bocca si sterza rapidi verso note agrumate rimembranti quasi il fiore della magnolia.
CUVAGE 2016 BRUT ROSÈ – Stefano Ricagno, recentemente premiato da Champagne & Sparkling Wines World Championship per il suo Asti Docg ritenuto il miglior vino al mondo con bollicine da uve aromatiche, qui si supera letteralmente. Nebbiolo in purezza per un prodotto che fa della cremosità il suo marchio di fabbrica. Un filo di seta da percorrere interamente tra piccoli frutti di bosco e petali di glicine e violetta. Il vitigno si presta bene alle spumantizzazioni in confronto ad altri omologhi italiani, ma è difficile da lavorare e bisogna sapere usare grande maestria come fa Stefano. Lunghissimo.
– TITOLO – AGLIANICO DEL VULTURE 2013 – ELENA FUCCI – gira e volta in un modo o nell’altro mi trovo spesso ad assaggiare questo piccolo capolavoro di Elena. Fuori da ogni schema stilistico e di abbinamento, è denso, scuro, tannico e potente. Vale un intero pasto, dall’entrèe fino al dolce, non necessitando di particolari accompagnamenti gastronomici; potrebbe persino essere avvicinato a del cioccolato fondente od un buon sigaro. Amarene sotto spirito “uber alles”.
– BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2006 – CAPRILI – Amarcord. Passi la vita intera a studiare sui libri le potenzialità evolutive di vini simili e poi arriva lui a catapultarti immediatamente dalla teoria alla pratica. Superato il primo impatto sanguigno, rivela sensazioni di cuoio, polvere di caffè e carrube essiccate. Al sorso si esprime in the mood “a coda di pavone”: largo e profondo con una ciliegia ancora vivace e nitida. Il ricordo è ancora lì che mi aspetta nel calice vuoto.
Un po’ di sana mondanità ed allegria ha concesso a tutti un attimo di respiro da mesi davvero difficili, nel ricordo dei bei tempi RECENTI che furono..

Viva gli sposi!!

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Scritto da

Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.

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