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Fontanafredda presenta il nuovo Barolo Serralunga d’Alba Renaissance 2018

Il tutto parte da una riflessione, spiega Andrea Farinetti nel corso di una conferenza stampa al Villaggio Narrante di Fontanafredda a Serralunga d’Alba.
Una riflessione sul futuro che prende forma e si trasforma in una sorta di manifesto, verde.
Il Rinascimento verde. La terra sarà al centro delle azioni dell’uomo che nel futuro si dovrà concentrare sulla sostenibilità.

Un manifesto in linea con il percorso intrapreso già da anni da Fontanafredda: il Bilancio di Sostenibilità, l’attenzione al vetro, alle etichette, al legno e al cartone, al sughero per poi arrivare in vigna con i trattori a bio metano, il risparmio di acqua e di energia e per finire con la conversione in biologico di 120 ettari.

E poi ancora, trasferire questi concetti, queste attenzioni alle persone, dai conferitori di uve ai consumatori finali. Evidenziando, sviluppando il rapporto fondamentale che il vino ha con il terroir e le persone. Il vino come atto culturale, unico rispetto agli altri beni di consumo.

Matteo Ascheri, presidente del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, evidenzia l’importanza della riconoscibilità: un luogo, un vitigno unico, delle persone che interpretano un connubio unico e irripetibile: un vitigno e una vigna.

Ma si può fare impresa con i sentimenti? Secondo Oscar Farinetti gli imprenditori sono uomini colmi di sentimenti. Occorre tornare ai sentimenti, sentimenti che diventano pensieri e poi parole, e dalle parole azioni, azioni che realizzano un prodotto. Esattamente come capita a una pianta, alla vite che parte dalle radici per arrivare al frutto passando attraverso il fusto, i rami e le foglie.

E da tutto questo nasce la linea Renaissance. Un progetto decennale: 10 anni, 10 sentimenti, 10 vini.

A 30 anni dalla sua nascita, l’iconico Barolo del Comune di Serralunga d’Alba Fontanafredda cambia e diventa Barolo del Comune di Serralunga d’Alba Renaissance 2018, il Barolo della Speranza.

Speranza, come il primo dei sentimenti che risveglieranno anno dopo anno lo spirito critico.

Si parte dalla speranza per proseguire con la fiducia e il coraggio.

Sentimenti che contrassegneranno le annate 2019 e 2020.

E poi, negli anni a venire, altri sentimenti e altri spunti di riflessione.
A stimolare queste riflessioni per una nuova umanità il contributo di grandi scrittori e illustratori italiani. E così il connubio tra l’arte di fare il vino, di raccontare e di illustrare è compiuto.
Ogni anno quindi, ad accompagnare il vino sarà un racconto e un’etichetta dedicata.

Il primo testo, dal titolo “12, gli umani potrebbero chiamarla Speranza” è stato affidato allo scrittore contemporaneo Marco Missiroli, mentre Elisa Talentino, giovane illustratrice e pittrice piemontese ha disegnato l’etichetta che racconta la speranza attraverso la libertà di una Cocorita Blu.

L’annata 2018 si può definire classica, con un inverno ricco di precipitazioni, finalmente arrivate dopo un 2017 particolarmente asciutto. Una primavera con temperature inizialmente sotto la media che hanno provocato un leggero ritardo nell’andamento della pianta; dal mese di luglio l’andamento climatico è stato regolare con poche piogge ma buone escursioni termiche che hanno portato l’uva a maturazione perfetta.

Per Fontanafredda questo è il primo Barolo biologico realizzato a 30 anni della prima menzione comunale di Serralunga.

Raccoglie le uve di sei vigne su ubicate in due MGA differenti. La vinificazione avviene separata per appezzamento in modo da poter apprezzare le differenti sfumature del territorio di Serralunga.
Il vino riposa per 24 mesi in botte e per altri 12 in cemento.

Di un bel rosso granato abbastanza intenso al naso si presenta ancora contratto negli aromi; è austero e lascia trasparire tutta la sua gioventù. Il frutto è ben percepibile accompagnato da nuance di legno (matura solo in legno grande da 50 a 100 ettolitri). Frutto croccante e fresco anche grazie al clima che ha consentito una elevata acidità tartarica e un buon pH. Il tannino è vibrante e supportato dalla freschezza. Buona persistenza con un finale asciutto e note che ricordano la grafite, il minerale e le spezie nere. Un vino che aggiunge alla speranza di una lunga durata anche la certezza che questo avverrà e che reggerà l’affinamento in bottiglia per numerosi anni.

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Dopo una trentennale brillante carriera in ambito amministrativo finanziario all’interno di un noto gruppo multinazionale, dal maggio 2018 si dedica totalmente al mondo del vino del quale è appassionato partecipe da oltre quindici anni. Sommelier dal 2005 e degustatore Associazione Italiana Sommelier, assaggiatore di formaggi ONAF, assaggiatore di grappe e acqueviti ANAG e degustatore professionista di birre ADB, è relatore in enologia nei corsi per sommelier. È stato responsabile redazionale del sito internet della delegazione AIS di Milano e ha collaborato alla stesura delle guide Vitae e Viniplus. È redattore per la rivista Viniplus di Lombardia, per la quale cura due rubriche, è inoltre autore per la rivista Barolo & Co e per le testate on-line vinodabere.it, e aislombardia.it.

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