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Eccopinò 2022 – Anche l’Appennino Toscano ha il suo Pinot Nero

L’ultima edizione di Eccopinò 2022, organizzata dall’Associazione dei Vignaioli di Pinot Nero dell’Appenino Toscano  si è svolta nell’incantevole borgo di Barga in Garfagnana, nello stupendo Teatro dei Differenti.

La manifestazione di quest’anno è da considerarsi un punto di ripartenza, dopo gli anni bui del Covid, con nuovi progetti e un numero consistente di nuovi soci (erano 8, sono diventati 15).

Cipriano Barsanti, vignaiolo e Presidente dell’Associazione ci informa che: “Oggi nuovi vignaioli hanno piantato o stanno piantando nelle nostre valli Pinot Nero, sono giovani enologi, agronomi o semplici appassionati ai quali gli esperimenti fatti dai primi associati hanno aperto strade professionali e di reddito che fino a poco tempo fa in questi luoghi non erano prese in considerazione, e questo è da considerare un gran risultato

Parliamo di uomini che coltivano piccoli vigneti, che vanno da poche migliaia di metri quadri ad alcuni ettari, ma tutti pieni di entusiasmo e passione, per un vitigno, il Pinot Nero, che ha trovato in questo territorio il suo habitat ideale, soppiantando il più famoso Sangiovese che non riesce ad esprimersi al massimo, avendo grosse difficoltà nel raggiungere la piena maturazione.

Parliamo di aziende piccole, in alcuni casi piccolissime, che debbono confrontarsi giorno dopo giorno oltre che con il lavoro in vigna e in cantina, con la necessità di  avere visibilità, il tutto non facile di questi tempi.

I vini vengono consumati principalmente nel territorio che li ospita (circa il  90%), soprattutto nei ristoranti e le enoteche che vendono e comunicano il vino ai tanti turisti  presenti durante l’anno.

Il Pinot Nero nel Mugello ha una storia recente. Le prime vigne furono piantate nella seconda metà degli anni ’90 da Paolo Cerrini proprietario dell’azienda agricola “Il Rio”, da cui furono prodotte le prime etichette nel 1996. Convinto che nelle zone pedemontane del Mugello, dove il clima mediterraneo verso gli appennini si fa man mano più continentale e si accentuano le escursioni termiche, il Pinot Nero potesse trovare un habitat ideale con risultati migliori del Sangiovese.

Seguendo il suo esempio e considerando il suo Pinot Nero un punto di riferimento, molte aziende del Mugello decisero d’intraprendere la stessa avventura, fino a che, nel 2012, nacque l’associazione Appennino Toscano – Vignaioli di Pinot Nero, che conta ad oggi  circa 26 ettari vitati a Pinot Nero divisi tra 15 produttori.

Abbiamo avuto modo di assaggiare le diverse interpretazione date a questo vitigno da ogni singolo produttore e vogliamo rendervene partecipi:

Pinot Nero 2021Aliotti (Val Tiberina)

Superficie a Pinot Nero: 3 ettari

Un’azienda molto giovane nata dalla tenacia di 2 giovani che hanno deciso di far diventare una passione lo scopo della loro vita. Un vino che fermenta e affina in vasche di cemento prima di andare in bottiglia. Si presenta su note di frutti di bosco a cui si accompagnano accenni floreali. La freschezza è accompagnata da un tannino ancora indietro, ma ne intuiamo la potenzialità. Aspettiamolo con fiducia.

 

 

Torre di Ponente Pinot Nero 2021 Bacco del Monte (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 2 ettari

Si tratta di uno dei nuovi associati (l’azienda è nata nel 2016).  Ha presentato un vino che fa solo acciaio ed è un’alternativa al passato dove la barrique la faceva da padrona. Si presenta con profumi di frutti di bosco a cui si associa una nota fumé molto intrigante. L’assaggio rimarca tutta la sua gioventù mostrandoci un vino incentrato sulla freschezza e ricchezza del frutto con un interessante finale su note floreali.

 

 

 

Il Borgo Pinot Nero 2020 – Borgo Macereto (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1 ettaro

Un piccolo borgo tra le colline della Valdisieve e del Mugello, circondato dalle vigne e dall’uliveto, in regime biologico, dà vita a un Pinot Nero di facile beva, con profumi di frutti di bosco ed eucalipto che ci introducono ad un sorso dove la freschezza e un tannino mai troppo invasivo ci spingono al riassaggio.

 

 

Pinot Nero 2019 Cantina Bravi (Garfagnana)

Superficie a Pinot Nero: 3 ettari

Nel cuore della Garfagnana a 550 metri di altezza tra Camporegiano e San Romano, la famiglia Grazia conduce con amore e diligenza questa azienda agricola da dove nasce un Pinot Nero che dopo 12 mesi di affinamento in barrique, rimane ulteriori 7 mesi in acciaio prima di essere imbottigliato. Si presenta con note di frutti rossi e spezie, risulta ricco ed elegante, ben accompagnato da un tannino presente ma mai invasivo. Bello il finale su note di more e lamponi.

 

 

Melampo Pinot Nero 2018 – Casteldelpiano (Lunigiana)

Superficie a Pinot Nero: 3.000 metri

L’azienda sposa la filosofia del minor intervento possibile nella vinificazione, con un vino che deve essere specchio del territorio ed espressione delle stagioni. L’assaggio è caratterizzato da freschezza e note balsamiche a cui si accompagna una bella speziatura. Si presta ad essere molto apprezzato dagli amanti di questa filosofia.

 

 

 

Sopra di Sopra Pinot Nero 2018  – Fattoria Brena (Val Tiberina)

Superficie a Pinot Nero: 1,5 ettari

Il vino in commercio è il Sopra 2019 che abbiamo trovato ancora troppo giovane per parlarne. Per questo abbiamo optato per quella che può considerarsi una riserva, il  Sopra di Sopra, che affina una parte in legno e una in cemento. Elegante, con una freschezza che non ti aspetti.

 

 

 

Rossano Pinot Nero 2018Fattoria di Cortevecchia (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1,2 ettari

Un’azienda che ha fatto del rispetto del territorio il suo credo e il suo Pinot Nero si mostra ricco con uno stile che ci riporta al passato dove il legno la faceva da padrone. La speziatura è evidente e ci accompagna durante tutto il sorso con sfumature di piccola frutta rossa che fa capolino qua e là.

 

 

 

Pinot Nero 2017 – Fattoria Il Lago (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1,5 ettari

Le vigne sono state piantate nel 2003. Un vino che dopo una fermentazione in tini aperti matura per 12 mesi in barrique di rovere. Si presenta con note fruttate con lampone ed amarena in evidenza a cui si aggiungono pian piano sentori speziati. Un tannino delicato accompagna equilibrio e pienezza del sorso. Termina su ricordi di ribes e  more.

 

 

 

Pinot Nero 2018 Frascole (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 2 ettari

In prossimità del territorio di Chianti Rùfina. Oltre al Sangiovese l’azienda ha voluto confrontarsi con il Pinot Nero che trova dimora in vigne che si trovano ad un altezza tra i 300 e 500 metri.  Lo abbiamo trovato imponente sin dal primo sorso, come se volesse farsi subito notare, con freschezza in evidenza e un tannino leggermente indietro. Sentiremo parlare molto di questo vino in futuro.

 

 

Pinot Nero 2021 – Macea (Garfagnana)

Superficie a Pinot Nero: 1,5 ettari

Si tratta dell’azienda del presidente di questo Consorzio Cipriano Barsanti, detto Cipo con vigneti ubicati tra 150 e 350 metri di quota, che godono di un microclima legato alla conformazione della valle. Vinificazione in vasca aperta per poi andare in barrique dove rimane per 1 anno. Il vino sosta successivamente in acciaio per 6 mesi prima di essere imbottigliato. Si presenta con note di frutta rossa a cui si accompagna una leggera sensazione balsamica. Appena versato occorre aspettarlo perchè possa esprimere ricchezza accompagnata da una buona speziatura finale.

 

Ornoir Pinot Nero 2020 – Ornina (Casentino)

Superficie a Pinot Nero: 1 ettaro

Cantina giovane che applica metodi di agricoltura biodinamica. Il suo Pinot Nero nasce da una fermentazione spontanea in acciaio per 15 giorni, per poi affinare per 12 mesi in barrique e tonneau, successivamente rimane 6 mesi in bottiglia prima di andare in commercio. Il sorso risulta elegante e ricco allo stesso tempo, per chiudere su note speziate con il pepe nero in evidenza.

 

 

Pinot Nero 2019 – Podere della Civettaja (Casentino)

Superficie a Pinot Nero: 3 ettari

Da vinificazioni separate per ogni appezzamento, con masse assemblate in vasche di cemento dove si completa l’affinamento. Tecniche di coltivazione della vite simili a quelle adottate in Francia e metodi poco interventisti in cantina portano alla nascita di un vino elegante e piacevole al sorso, introdotto da note speziate a cui si accompagnano profumi di balsamici. Termina con ricordi di pepe nero e chiodi di garofano che ci spingono ad un nuovo assaggio.

 

 

Ventisei Pinot Nero 2019 Il Rio (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 1,7 ettari

Paolo Cerrini è il primo ad aver creduto alla bontà del Pinot Nero in questo territorio e i risultati ottenuti confermano il suo pensiero. Fermentazione malolattica in barrique poi affinamento 12 mesi in barrique con costanti bâtonnage, prima di un ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi. Un vino di grandissimo spessore che anticipa la beva con profumi fruttati e speziati molto intensi. Elegante e ricco, caratterizzato da un tannino presente ma mai invasivo, termina con sensazioni speziate lunghissime.

 

Baccarosso Pinot Nero 2020 – Tenuta Baccanella (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 4.000 metri

Una delle aziende già presenti nell’associazione prima del 2020. Una piccolissima vigna nel Mugello dà vita ad un Pinot Nero che si presenta con profumi fruttati a cui si associano note speziate e di pietra focaia, un tannino ancora scalpitante che anticipa un finale fumé.

 

 

 

Gattaia Pinot Nero 2019 – Terre di Giotto (Mugello)

Superficie a Pinot Nero: 3.500 metri

Michele Lorenzetti, enologo e viticoltore biodinamico, dà vita ad un Pinot Nero che esprime appieno la sua filosofia. Da un vigneto a 500 metri di altezza circondato da boschi di castagno deriva un vino che fermenta in acciaio con i propri lieviti senza controllo della temperatura. I profumi fruttati anticipano un tannino ancora scalpitante. Aspettiamolo, saprà dare il massimo con il passare del tempo.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.

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