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Reportage

Champagne – Cinquième étape – Alla scoperta delle zone vitivinicole e nuove generazioni della Côte des Blancs

Dopo aver visto una delle zone più affascinanti zone della Champagne quella di Le mesnil sur oger (vedi l’articolo: link)  in Côte de Blanc, patria di eccellenza di sua maestà lo Chardonnay, scopriamo gli altri maestosi village dove vige il sottosuolo delle “Craie”.

Credo sia importante ricordare che questa zona ha forza ed intensità ben presenti, tanto che sia in annate calde che fredde riesce a tollerare ogni andamento climatico trattenendo l’acqua, ma non come una spugna, bensì nel modo di favorire una piena maturazione in qualsiasi circostanza climatica avversa alle piante.

Partendo da nord troviamo Chouilly dove vinosità e note di nocciola rendono lo Chardonnay simile per caratteristiche alle note dei Mersault di Borgogna. Qui tra le parcelle (le lieux-dits in Champagne) di riferimento troviamo “Le Fond du Bateau e Les Adventures”. Parliamo dell’unico Grand Cru della Côte de Blanc in cui si coltiva una piccola parte di Pinot Noir classificata come Premier Cru, non dimentichiamolo.

Segue a sud il village di Cramant, in altitudine molto più alto di Les Mesnil sur Oger, che si sviluppa ad anfiteatro situato su colline dolci e sinuose che, beneficiando di esposizioni solari a sud e sud-ovest, ne segnano l’unicità. Luogo noto soprattutto grazie a Maison che attingono da qui per creare le basi delle loro cuvée di assemblaggio più prestigiose, Specialmente in Francia è molto sentita la sua grande rivalità con il vicino Avize.

Proprio quest’ultimo in termini di altitudine risulta intermedio rispetto ai precedenti, tanto da farne emergere vini più austeri, equilibrati ed armonici perché qui la forte componente di belemniti (che non si trova negli altri villaggi) è ricca di ossido di ferro e argilla, pertanto qui molti vigneron hanno fatto la storia della Champagne. Veri precursori di un movimento che per scelte e coraggio, ha tracciato la via a vantaggio di molti altri.

Tra le parcelle più note troviamo: Les Chantereines, Les Malandries du Midi, Le Malandries e Champ-Cain, le cui esposizioni sono molto variabili perché molte guardano a sud, ma ce ne sono perfino alcune orientate a nord, per cui anche le pendenze vanno dalle più ripide, con vigne a ridosso de boschi, a quelle più aperte che risultano essere le più particolari della zona.

Tra le cantine che meritano risalto, credo di dover citare oggi: Etienne Calsac, Lancelot-Pienne e Vazart-Coquart.

Etienne Calsac

Etienne è uno dei nuovi astri nascenti tra i vignérons indipendent, eredità non facile vista la gloria di altri produttori del villaggio di Avize. Dalla sua, grande rispetto per la sostenibilità in vigna visto che per lui il 90% del vino si fa nel vigneto e come dargli torto. Vinifica principalmente per parcelle: cosi da rimarcare la differenza tra i diversi Cru. Lascia svolgere a tutti gli Champagne la malolattica in botte.

Champagne Premier Cru BdB L’Echappée Belle Extra Brut s.a, 100% Chardonnay (cuvée 2016 + 30% vin du rèserve in Solera).

Champagne da suoli argillosi e calcerei, questo Blanc de Blanc gioca sulla profondità delle note saline e tropicali dello Chardonnay dopo la malolattica svolta. Al gusto, gli Champagne di Etienne, prediligono dosaggi bassi pertanto tutti i suoi prodotti sono tra i 2-4 gr. /l. di zucchero, previlegiando freschezza e pulizia di beva.

Abbinamento con Tartare di gambero biondo su crema di bufala, puntarelle, carote e camouflage di bacche.

Lancellot-Pienne

Gilles Lancelot è alla quarta generazione di proprietà, lavora dal 1995 in azienda e la gestisce dal 2005. I suoi Champagne sono vibranti ed espressivi e ne guadagnano in longevità per finezza e eleganza. La sua filosofia si basa sull’estrazione di ricchezza del frutto maturo per rappresentare al meglio le caratteristiche del suo villaggio.

Champagne Grand Cru Blanc de Blanc Cuvée Extra Brut s.a, 100% Chardonnay (cuvée 2014 + vin de réserve)

Questo Champagne è creato dall’assemblaggio di uve da Cramant per ricercarne la mineralità, da Avize per esaltarne la freschezza e da Chouilly per definirne rotondità e frutta: ed ecco la ricetta perfetta. Le note di arancio e albicocche dominano una freschezza fine, bilanciatissima dalle morbidezze aggraziate.

Abbinamento con calamarata di Gragnano ai frutti di mare, asparagi e limone

Vazart-Coquard

Jean-Pierre Vazart guida questa piccola azienda di 11 ettari vitati in quel di Chouilly tra le più promettenti della zona; siamo nella parte iniziale della Côte de Blanc quindi molto vicino ad Epernay. Lo stile di produzione tradizionale punta sulla cremosità e freschezza della Chardonnay, soprattutto grazie a lunghe soste “Sur lattes” (sulle fecce fini), al fine di preservarne l’aroma del frutto e estrare delicatamente i profumi varietali.

Champagne Grand Cru Blanc de Blanc Grand Bouquet Brut 2012, 100% Chardonnay

Chardonnay potente in cui si esprime tutta l’anima del village di Choully con fragranti note di burrosità e nocciole, per uno Champagne molto grasso e teso nel palato, il tutto pennellato da tocchi di crema pasticcera, miele, vaniglia e lunga persistenza.

Abbinamento con trota al vapore di erbe su crema di sedano, crumble di pane nero e mela verde grattugiata.

Eccoci già alla fine di questo quinto appuntamento, cui seguira quello sulla Valleé della Marne attraverso una disamina approfondita delle sue tipologie, passando dai territori o le singole parcelle, cercando di trasmettere esperienza e curiosità.

 

Nella foto di copertina: Visione geografica della Côte de Blanc con “Atlas de la France vinicole L. Larmat”

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Sommelier originario della Val Gardena nel cuore delle Dolomiti, a cui gli studi sono stati illuminanti: è da questi che nasce il suo amore per il mondo del vino. Il suo trampolino di lancio è stato il ristorante tristellato St. Hubertus - Rosalpina a San Cassiano in Alta Badia, dove ha ricoperto il ruolo di Capo Sommelier e durante il lavoro consegue il diploma WSET (Wine and Spirits Education Trust) nel 2019. La sua voglia di mettersi in gioco lo ha spinto a partecipare anche ad alcune competizioni, classificandosi 1° al Trofeo del Soave 2019; 1° al Master Chianti Classico 2020 premio comunicazione; 1° al Master dell’Albana 2020; 1° italiano a vincere il Master del Pinot Nero nel 2021 e arrivando tre volte in finale ai Campionati Italiani Sommelier 2018, 2019 e 2021. Oggi, è relatore presso l’Associazione Italiana Sommelier, direttore del GDS e consigliere regionale di AIS Alto-Adige. Docente all’Istituto alberghiero di Merano, giudice per la guida vini Gault & Millau Italia, Concours Internacional Grenache du Monde e partecipa alla stesura della Guida Vitae - I migliori vini d’Italia. Idrosommelier - brand ambassador per Cedea luxurywater della Val di Fassa. Svolge attualmente il ruolo di Wine & Beverage Consultant per molte realtà italiane attraverso: costruzione/assistenza delle carte da vino, formazione del personale ristorativo, recensione vini, guida di masterclass per cantine, consorzi di tutela nelle principali fiere mondiali: Vinitaly e Prowein.

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