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Bolgheri, nelle terre del Carducci un incontro con i vini dell’azienda “Michele Satta”

“… questo il carattere con cui intendiamo fare vino:
la ricerca continua della qualità come espressione della natura unica
ed irripetibile del vigneto e del suo incontro con l’uomo”

Michele Satta

Il 25 novembre, ospiti del raffinato ristorante “Al Ceppo” di Roma, con il validissimo supporto dell’Agenzia “PR Comunicare il vino”, il giovane Giacomo Satta, agronomo/enologo classe ’91, ci ha raccontato la nascita e l’evoluzione dell’Azienda “Michele Satta” in un territorio che, pur non avendo una tradizione vitivinicola, in pochi decenni ha raggiunto una fama mondiale.

Citando Piero Antinori «Bolgheri è un territorio unico al mondo perché il suo vino non è figlio degli uomini di questa terra, come invece accade a Montalcino con il Brunello e nelle Langhe con il Barolo. La famiglia Incisa ha origini piemontesi, noi siamo fiorentini, Michele Satta è lombardo e Meletti Cavallari bergamasco. La storia ha dimostrato che questo mix di culture ed esperienze è stata la carta vincente di Bolgheri e del suo vino».

L’azienda “Michele Satta” nasce nel 1983 a Castagneto Carducci all’interno della DOC Bolgheri, che sarà istituita successivamente, di cui Michele è uno dei fondatori.

“Dopo un primo periodo precario, legato ad affitti frazionati, nel 1987 riesco finalmente a costituire il primo nucleo dell’azienda con l’acquisto del miglior terreno disponibile e la costruzione della cantina”. Michele Satta

 

Nel tempo l’azienda cresce e acquisisce 23 ettari dove attualmente opera con una produzione di circa 150.000 bottiglie, di cui circa il 50% indirizzate al mercato estero, ottenute da uve di propria produzione. Va sottolineata l’innovatività/intuizione di Michele che crea il primo Bolgheri Bianco nonché la sperimentazione con altre varietà di uvaggi, oltre agli storici Cabernet e Merlot, e l’uso di anfore per l’affinamento.

“Nel 1991 pianto il mio primo vigneto con la coscienza di voler produrre un vino che potesse essere fedele alla scia tracciata da Sassicaia e Ornellaia, ma anche alla mia personale visione ed esperienza di vigna. Da qui l’esigenza di affiancare al Cabernet Sauvignon e al Merlot le uve che ritenevo potessero esprimere ancor meglio il terroir mediterraneo di Bolgheri: Sangiovese e Syrah.”. Michele Satta

La conduzione dell’azienda è ancora a carattere familiare, con Giacomo che si occupa della produzione e Benedetta che si occupa di marketing e comunicazione.

Le cultivar presenti in vigna (altitudine 70/80 m s.l.m., età media 25 anni, con esposizione a nord ovest), sono Viognier, Vermentino e Sauvignon per i bianchi e Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Sangiovese e Teroldego per i rossi. L’allevamento è a guyot ed a bassa densità di ceppi per ettaro impiantati su terreni molto drenanti, la vicinanza con il mare permette una piena maturazione delle uve sia nelle componenti aromatiche che fenoliche.

In cantina la vinificazione è classica e con i raspi per Sangiovese e Syrah. Affinamenti sia in barriques sia in anfore sia in botti di cemento (enologi Attilio Pagli e Giacomo Satta). Ampia la varietà dei vini prodotti: “I CASTAGNI Bolgheri Superiore doc”; “PIASTRAIA Bolgheri Superiore doc”; “MARIANOVA Bolgheri Superiore doc”; “COSTA DI GIULIA Bolgheri Bianco doc”; “CAVALIERE Toscana igt”; “SYRAH Toscana igt”; “GIOVIN RE Toscana igt”; “BOLGHERI ROSSO doc”.

La degustazione si è aperta con il bianco “Giovin Re” Toscana igt del 2020, una “scommessa” su un Viognier in purezza. In genere assemblato con altre uve e alla base dei bianchi di Condrieu (Valle del Rodano), il Viognier si caratterizza per un’acidità contenuta e notevole intensità olfattiva. Fermentazione per metà in barriques e per metà in cemento fino a gennaio, assemblaggio in acciaio dove sosta per circa due mesi per poi passare all’imbottigliamento, senza alcuna chiarifica, dove si affina ancora per un anno prima di procedere alla commercializzazione. Colore dorato, al naso lieve mineralità con note fresche di agrumi e floreali che richiamano il tiglio e l’acacia; al palato ricordi di albicocca sovrastati dalle note agrumate, dovute forse alla sua “giovinezza”, finale persistente. Ottimo l’abbinamento con piatti di pesce molto strutturati (es cacciucco, baccalà), piatti speziati e carni sapide alla griglia.

Secondo vino in degustazione un “Piastraia” Bolgheri Superiore del 2019 doc. Blend che richiama la grande espressione dei vitigni bordolesi Merlot e Cabernet Sauvignon nonché la toscanità del Sangiovese e la mediterraneità del Syrah. Fermentazione separata per ciascuna varietà in botti di rovere, svinamento, assemblaggio e passaggio in barriques dopo circa 20 giorni dove sosta dai 18 ai 24 mesi. Di colore rosso rubino profuma di “estate”, richiami alla mora, al mirtillo e al fieno. Vino di corpo e struttura, al palato la conferma del percepito al naso. Ben integrati, equilibrati, armonici e ricchi i tannini. Si abbina ottimamente con cacciagione e grandi piatti di carne.

Si è passati poi a un “Syrah” Toscana igt del 2019 in purezza. Macerazione e fermentazione in botti di rovere per circa 20 giorni, passaggio poi in barriques per circa 18 mesi e almeno un anno in bottiglia. Nonostante la sua “giovinezza” esprime un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei e già si percepiscono sentori di piccoli frutti di bosco, pepe e spezie. Al palato morbido, di media tannicità, fruttato avvolgente, di buona struttura e persistenza, richiama sentori di confetture di susine. Si accompagna perfettamente con formaggi stagionati e carni alla griglia.

A seguire un “Cavaliere” Toscana igt del 2019. Sangiovese in purezza, proveniente da una selezione delle uve migliori, con macerazione e fermentazione in tini aperti di rovere che può durare anche mesi, quindi affinamento in cemento per 18 mesi. Colore di un luminoso rosso rubino, sprigiona sentori eleganti di macchia e spezie dolci. In bocca fresco e sapido di ottimo corpo nella sua complessità, con tannini morbidi e integrati che lo rendono una delle espressioni più interessanti del Sangiovese toscano. Abbinamento consigliato con carne rossa arrosto o grigliata, fiorentina, formaggi stagionati.

E per finire un “Marianova” Bolgheri Superiore doc del 2018, blend in parti uguali di Syrah e Sangiovese. Vinificato in botti di legno, fermentazione in barriques e affinamento in anfore per 18 mesi. È il primo Bolgheri Superiore che non presenta alcuna uva bordolese nel blend. Di colore rosso rubino, molto complesso e strutturato con sentori persistenti di piccoli frutti rossi, spezie dolci e tabacco. Al palato si manifesta rotondo e di gran corpo, con tannini integrati e una lunga persistenza. Si abbina con carni rosse alla griglia, ovini al forno, cacciagione e formaggi stagionati.

Tutta la degustazione è stata accompagnata dalle eccellenti portate, in abbinamento ai vini, quali il Gran misto di salumi marchigiani con crostini ai fegatini, olive ascolane e cremini fritti; i ravioli all’amatriciana con guanciale croccante, le Costolette d’abbacchio a scottadito con broccoletti ripassati; i pecorini stagionati da Beltrami in fossa e alle vinacce di Rosso Conero con salame di fichi.

 

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