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Alto Adige – Santa Maddalena: quando tradizione e storia incontrano la modernità

È quantomeno singolare che uno dei vini dallo stile più consono al bevitore contemporaneo, oggi alla ricerca di freschezza e bevibilità, sia uno dei più antichi prodotti in Italia.

Il Santa Maddalena, il vino più tradizionale dell’Alto Adige, può vantare infatti di aver formato per primo un “consorzio” di tutela di una denominazione, esattamente cento anni fa, precedendo di un anno i produttori del Chianti. Il 19 marzo 1923, nella locanda Untermoser, fu fondata la Cooperativa dei viticoltori del Santa Maddalena per proteggere e sostenere la produzione vinicola locale. Già allora, il compito principale di questa organizzazione era proteggere la commercializzazione dei vini con il marchio del Santa Maddalena. La DOC arrivò solo molto più tardi, nel 1978.

La zona classica da cui nasce il Santa Maddalena, un uvaggio di Schiava in prevalenza (minimo 85%) con piccolo saldo di Lagrein (che di solito oscilla tra il 5 e il 10%), e a volte qualche grappolo di Pinot Nero, è situata all’immediata periferia di Bolzano, in direzione nordest, all’inizio della via che dalla Valle d’Isarco conduce fino al Brennero. Comprende le località di Santa Giustina, Costa, San Pietro e Rencio. Fino a poche decine di anni fa, la Schiava (coltivata per lo più col sistema della pergola altoatesina e suddivisa in vari cloni: grossa, grigia e piccola o gentile i principali) rappresentava quasi il 70% del vigneto della provincia di Bolzano, mentre oggi, dopo gli espianti a favore dei vitigni internazionali rossi e soprattutto bianchi, non arriva al 20%. Col risultato, però, di aver resistito soprattutto nelle zone più vocate, come la collina di Santa Maddalena e Caldaro, dove si fa un altro ottimo vino da uve Schiava. Le bottiglie prodotte annualmente oscillano tra 1,5 e 2 milioni, da un vigneto di circa duecento ettari (di cui la metà iscritta alla DOC Santa Maddalena “Classico”).

Il Santa Maddalena è un rosso dalla silhouette snella, beverino, dal frutto croccante in evidenza, con tannini docili e seducenti, adattissimo alla tavola, fedele compagno di sbicchierate spensierate, senza però sacrificare complessità e sfumature. E con una sorprendente capacità di invecchiare bene per qualche anno, come vedremo. È preferibile servirlo a temperature più basse rispetto a quelle solitamente in uso per i rossi. È il vero vino della tradizione altoatesina, che per decenni è stato commercializzato soprattutto sfuso e anche qui, come in tutta la Penisola, rappresentava uno degli alimenti più preziosi, perché economico e diffuso, della società contadina.

Per celebrare al meglio i cento anni del consorzio, dopo una serie di eventi nella zona di produzione, i produttori del Santa Maddalena, con la collaborazione di DoctorWine, hanno deciso con lungimiranza di organizzare un evento al Trimani Wine Bar di Roma per far conoscere meglio il loro vino in una piazza sempre più appassionata e curiosa. Oltre ai vari banchi d’assaggio, io mi sono concentrato in particolare sulle Masterclass guidate da due autorevoli firme del mondo del vino come Daniele Cernilli e Dario Cappelloni. Eccone il resoconto.

 

PRIMA SESSIONE

 

Santa Maddalena Classico Vigna Premstallerhof Select 2021 – Hans Rottensteiner

Sostanzioso, tannino più ricco rispetto agli standard della tipologia. Probabilmente influisce la percentuale non piccola di Lagrein (10%).

 

Santa Maddalena Classico Vigna Premstallerhof 2016 – Hans Rottensteiner

Più tipico, classico, lineare, evoluzione da manuale e dimostrazione eloquente della capacità del Santa Maddalena di invecchiare con grazia senza perdere le sue caratteristiche.

 

Santa Maddalena Classico Vigna Rondell 2019 – Franz Gojer – Glögglhof

Affumicato, naso e bocca esplosivi, dinamico, cresce nel bicchiere in modo fantastico, non ha nulla da invidiare a uno Chambolle Musigny. Non a caso proviene da uno storico cru.

Santa Maddalena Classico Vigna Rondell 2021 – Franz Gojer – Glögglhof

Conferma tutte le doti del bicchiere precedente, con due anni di affinamento in meno. Grande agilità, goloso. Tra qualche anno potrebbe raggiungere il livello stratosferico del 2019.

Santa Maddalena Classico Annver 2020 – Pfannenstielhof

Da una vigna alla periferia di Bolzano. Naso balsamico e di frutta secca, morso tannico considerevole, chiusura amaricante.

Santa Maddalena Classico Der Pfannenstiel 2016 – Pfannenstielhof

Altro campione che conferma le capacità del Santa Maddalena di evolvere felicemente. Bella progressione, da bere a secchi, fresco e succoso, alla cieca non gli daresti sei anni e mezzo.

Santa Maddalena Classico Antheos 2021 – Ansitz Waldgries

È il frutto del recupero genetico di vecchie varietà di Schiava ed è dichiaratamente il tentativo di fare un vino simile a quello della tradizione. Vinificazione coi raspi per il 20% della massa. Profumatissimo, more, pepe e terra bagnata. Buona struttura e una certa austerità, per ora, confermata da un finale di mandorla amara.

 

Santa Maddalena Classico Antheos 2019 – Ansitz Waldgries

Paradossalmente sembra più indietro del fratello minore. Balsamico, spezie orientali, ciliegie. Tannico, strutturato. Dovessi scegliere, tra i due berrei prima il 2021.

 Santa Maddalena Classico Hub 2021 – Untermoser

Più semplice di altri esemplari ma di grande succosità e bevibilità.

 

Santa Maddalena Classico Hub 2016 – Untermoser

Questo è un signor vino, che si espande e allunga con carattere da metà bocca in poi, e chiude con ottima persistenza. Perfetto da bere ora, ma dà perfino l’impressione di avere ancora margini di evoluzione.

 


SECONDA SESSIONE

 

Santa Maddalena Classico Schloterpöck 2019 – Kandlerhof

Mandorla fresca e frutti scuri, ha succo e scorre bene sul palato. Sembra più giovane dei suoi quattro anni.

 

Santa Maddalena Classico Schloterpöck 2016 – Kandlerhof

Molto strutturato per la tipologia, decisamente più complesso del precedente. I profumi sono caratterizzati dalla frutta secca e da un bel tono balsamico. In bocca il tannino batte bei colpi. Vecchio stile e decisamente “gastronomico”.

 

Santa Maddalena Classico Moar 2022 – Cantina Bozen

Fragola netta sia al naso che in bocca, è succoso, fresco, di buon equilibrio, magari un po’ meno complesso dei vini assaggiati fin qui. Delizioso.

 

Santa Maddalena Classico Moar 2013 – Cantina Bozen

Stupefacente se confrontato con il fratellino. Il frutto, un po’ caramellato, è ancora presente, affiancato dalla frutta secca, i tannini sono inaspettatamente vivaci. Bellissimo finale di frutta rossa matura.

 

Santa Maddalena Classico Isarcus 2021 – Griesbauerhof

Da Rencio, la zona più bassa in termini di altitudine. Uno dei pochi esemplari a fare un passaggio in barrique. Mandorla e note vegetali all’olfatto. Succoso, colore scarico, grande estrazione, non complesso ma molto bevibile.

 

Santa Maddalena Classico Isarcus 2018 – Griesbauerhof

Probabilmente il vino più evoluto della giornata. Piacevole da bere, ma ora o mai più.

 

Santa Maddalena Classico Heilmann 2019 – Unterganzner

Barrique. Molto avvolgente, strutturato, ricco, dalle grandi potenzialità di invecchiamento. Diventerà un gran vino.

 

Santa Maddalena Classico 2017 – Unterganzner

Sente molto l’annata calda. Sa di frutta schiacciata, molto matura, spezie e sottobosco. Sorso sapido e bel tannino, ma si tiene su un equilibrio sottile.

 


TERZA SESSIONE

 

Santa Maddalena Classico 2022 – Larcherhof

Note floreali e balsamiche, sembra già pronto e non dovrebbe, alla sua tenera età. Proviene dalla zona più calda e si sente…

 

Santa Maddalena Classico 2017 – Larcherhof

Naso di frutta matura, buona acidità, tannino ricco e stratificato. Più interessante del precedente vista l’annata. Ha ancora margini di miglioramento.

Santa Maddalena Classico 2022 – Max Thurner – Perholf

Azienda giovanissima nella zona di Costa. Molto fresco, di grande bevibilità e scorrevolezza al palato, non molto complesso e semplice anche in chiusura.

Santa Maddalena Classico 2021 – Max Thurner – Perholf

Prima annata. Più ricco del precedente. Profumi scuri, minerali, tra i meno fruttati della giornata. Finale molto intenso e speziato. Da seguire.

Santa Maddalena Classico 2022 – Eberlehof

Naso di frutti di bosco e frutta secca, molto asciutto in persistenza. Sembra ancora compresso e inespresso, ma occorre pazienza.

 Santa Maddalena Classico 2020 – Eberlehof

Più centrato e goloso, buona accelerazione a centro bocca, finale fresco, dinamico. Il classico vino da merende.

 Santa Maddalena Classico 2022 – Muri Gries

Buono, già pronto, molto ricco, si direbbe per una percentuale non indifferente di Lagrein (che invece, a dispetto del marchio, è solo il 5%).

 Santa Maddalena Classico 2020 – Muri Gries

Ha un di più di equilibrio, freschezza e tipicità del fratellino minore. Forse dipende dall’annata. Decisamente buono, non particolarmente complesso.

Nato nel Luglio del 1969, formazione classica, astemio fino a 14 anni. Giornalista professionista dal 2001. Cronista e poi addetto stampa nei meandri dei palazzi del potere romano, non ha ancora trovato la scritta EXIT. Nel frattempo s’innamora di vini e cibi, ma solo quelli buoni. Scrive qua e là su internet, ha degustato per le guide Vini Buoni d’Italia edita dal Touring Club, Slow Wine edita da Slow Food, I Vini d’Italia dell’Espresso, fa parte dal 2018 della giuria del concorso Grenaches du Monde. Sogna spesso di vivere in Langa (o in Toscana) per essere più vicino agli “oggetti” dei suoi desideri. Ma soprattutto, prima o poi, tornerà in Francia e ci resterà parecchi mesi…

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