La straordinaria vista sulla baia sottostante, la penisola sorrentina che si scorge da un capo all’altro nel tramonto meraviglioso dei primi scampoli d’estate. La terrazza sul roof del Mediterraneo Sorrento, recentemente ristrutturata, regala la possibilità di momenti unici tra le brezze del mare e i colori tenui sullo sfondo. Dall’azzurro al verde per virare verso il rosa, l’arancio e il bianco dei tetti, le stesse tonalità delle proposte cocktail divertenti, contenute nell’ampia drink list.
Il Vista Sky Bar & Dining
Comode sedute e servizio attento curato del restaurant manager Alessia Fiorentino, con una cucina contemporanea composta da piccoli morsi tra humus di ceci, gamberi in pasta kataifi e pluma iberica con patate, da condividere tra gli ospiti. Una formula agile dove il vero protagonista resta il miscelato d’autore proposto da Arturo Iaccarino, giovane e già esperto bartender, che propone tanti signature tra cui il “Tentazioni d’Ulisse” da Gin mare Capri edition, Aperitivo Gamondi, estratto d’agrumi e acqua di mare, il “Daluna” rivisitazione dell’intramontabile Paloma con sciroppo di ribes e Cachaca ed infine i classici evergreen Margarita, Manhattan, Old Fashioned e Moscow Mule.
Le diverse offerte per il piacere del gusto
A capo della struttura, che in passato era un hotel tre stelle di proprietà di Antonietta Lauro, sorella dell’armatore Achille, ci sono adesso i nipoti Pietro e Francesco Monti; il primo con mansioni commerciali e strategiche, il secondo più attento alle necessità dei cinque outlet gastronomici presenti. Oltre al Vista Sky Bar & Dining, infatti, ci sono il ristorante gourmet Vesuvio con il resident chef Nicola Celentano per un totale di 55 sedute e poi il pratico bistrot Sfondo Mediterraneo seguito da Alessandro Bisconti, aperti anche agli esterni su prenotazione. Accanto alla hall d’ingresso, il lounge bar l’Attraversarema e il pool lounge per i clienti dell’hotel che possono usufruire della formula light lunch con materie prime a chilometro zero e pizze da forno a legna. L’executive chef Giuseppe Saccone coordina tutte le postazioni e il room service, per garantire la massima celerità e qualità delle pietanze in uscita.
La storia
L’edificio è in stile Liberty datato 1912, anno di costruzione. Il cambiamento di destinazione d’uso avvenne con la Seconda Guerra mondiale, fungendo da rifugio per i numerosi sfollati piemontesi e lombardi provenienti dal nord Italia. Quando il conflitto ebbe termine, nei ricordi di chi aveva sofferto la forzata emigrazione rimase l’affetto per l’accoglienza ricevuta dalla popolazione e così molti di essi tornarono in quei luoghi per trovare riposo da anni di dolore.
Nel 1954 la decisione di creare un vero e proprio hotel con il nonno di Pietro e Francesco che insegnò ai giovani eredi il duro sacrificio del lavoro inserendoli nelle mansioni di base più impegnative. Da tre stelle si arriva alla quarta nel ’99 e quindi alla consacrazione con la quinta stella nel 2021 in piena Pandemia. “Da ogni viaggio porto con me un’idea diversa – dichiara Pietro – Ad esempio da Miami ho introdotto il concetto di ristorante sul tetto al quinto piano, prima dell’attuale terrazza”. Le camere sono state ridotte a 60 con 4 junior suite e 2 family suite per offrire maggior spazio in linea con i canoni internazionali di ospitalità di lusso.
Il gourmet Vesuvio
Attorniati dai quadri di Gennaro Regina che ha ricreato più di 100 eruzioni del Vesuvio tra le sue tele, il piatto firma di Celentano è senza dubbio lo “gnocco Sorrento-Capri”, così come il risone trasformato in pasta con zafferano sostituito da pomodorini del Piennolo. Prima però si parte dagli entrée con mousse di ricotta di bufala con fiore di zucca e finto pomodoro costoluto in parmigiana di melanzane proseguendo in sequenza con gambero rosso di Mazara del Vallo alla pizzaiola e, tra i secondi, il branzino con salsa di acetosella e fiori edibili.
Abbinamento dalla carta vini suggerito dalla sommelier Olimpia Pastore, con alcune eccellenze campane come il Greco di Tufo 2022 di Cantine Di Marzo. Previsti oltre la scelta libera à la carte, un menu degustazione da 4 portate ed una “a mano libera” interpretazione dello chef per 5 soste oltre dessert.
Le esperienze
Tante, infine, le iniziative segnalate per scoprire il territorio: dalle escursioni a piedi e in barca, all’artigianato, alle visite nei musei per finire con le passeggiate tra limoneti e agrumeti o l’agriturismo con lezioni di cucina dalle massaie del posto.
Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.
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