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Ristoranti Gourmet – Cinque Foglie a Battipaglia: il “Sogno” della famiglia Adinolfi

Il “sogno” è quel carburante che permette all’essere umano di non fermarsi nel suo processo di crescita anche quando gli sembra di averlo raggiunto, perché si può sempre crearne uno nuovo ed avere nuovi stimoli per impegnarsi.

Questo è quello che ha vissuto Giovanni Adinolfi e prima di lui il padre Giuseppe e il nonno Antonio coltivatori e commercianti nel settore ortofrutticolo sin dal secondo dopoguerra, che hanno creato un’azienda molto importante in questo ambito.

Giovanni e Francesca Adinolfi

Hanno iniziato con 5 ettari, ricavati dalla cessione terreni a seguito della riforma fondiaria, fino a giungere agli attuali 270 ettari, che diventano oltre 500 se si tiene conto di quelli dei conferitori dell’agro pianeggiante del Sele, tra Pontecagnano e Paestum.

Ma, come detto all’inizio, i sogni permettono sempre una continua evoluzione e Giovanni, da sempre legato all’amore per la rucola ne ha già realizzato uno, anche grazie al papà Giuseppe che gli ha concesso di utilizzare dei campi per coltivare la sua amata verdura. Ma i sogni nel cassetto erano tanti e tra questi il più ambizioso la gestione di hotel e strutture di prestigio.

Così decise di investire energie e risorse nel recupero dello storico Hotel Commercio a Battipaglia e nella ristorazione di qualità con il ristorante Le Radici e la sala gourmet Experience oggi divenuta Cinque Foglie, con due versioni differenti della proposta gastronomica per i clienti dell’hotel e per gli ospiti esterni.

Abbiamo avuto modo di visitare questa nuova proposta nata dall’annessione alla struttura iniziale di ben 500 mq che hanno permesso di dar vita ad una mostra permanente di scatti fotografici del territorio, che introduce i clienti del Cinque Foglie ad una sala di degustazione riservata dove scaffali in legno accolgono migliaia di bottiglie provenienti da varie regioni italiane e diversi continenti. Questa enorme disponibilità di referenze stupisce e affascina il visitatore ignaro invitandolo a provare una delle tante etichette presenti, con la possibilità di prenderla dallo scaffale e quando questa vasta scelta crea difficoltà l’intervento di Ivan Mendana Fernandez, il marito della figlia di Giovanni, Francesca, permette di rassicurare l’ospite indirizzandolo in quello che è per lui più consono.

Roberto Allocca

I menu curati dallo chef Roberto Allocca hanno il compito trasformare i prodotti di questi luoghi in assaggi emozionali e l’elegante saletta gourmet con cucina a vista, sembra esserne il luogo più adatto.

Due le degustazioni proposte, una che vuole rendere merito a tutti i prodotti di eccellenza reperibili in loco, l’altro incentrato su quell’Orto di Francesca, un ettaro e mezzo di terreno condotto esclusivamente con metodologia biologica, dove si producono rigorosamente verdure di stagione che vengono in gran parte consumate dai vari format ristorativi dell’Hotel.

Vi vogliamo ora parlare degli assaggi fatti che ci hanno permesso di valutare positivamente le diverse proposte fino a farci sussultare con piatti di grande maestria.

Dopo un’assaggio nella sala-cantina di una selezione di prodotti tipici del territorio dove una menzione va fatta per il prosciutto beneventano di Petraroja e di finger-food con un millefoglie di anguilla con mousseline alle erbe mediterranee, pesto di rucola bio, pistacchi di Bronte e marmellata di sfusato amalfitano a farla da padrone, siamo passati a due pietti espressione dei 2 menu proposti nel locale.

Umami Vegetale

Iniziamo con Umami Vegetale, spaghetti di zucca con il suo dressing fermentato, funghi e mandorle. Descrivere questo piatto ci risulta veramente difficile, lo chef ha saputo annullare le note dolci della zucca spadellandola nella forma di spaghetto (veramente ben fatto) con un dressing di zucca che ha fermentato ben 20 giorni e aggiungendo solo pepe e spezie. L’assaggio ci lascia di sasso, è intrigante, saporito, della giusta consistenza. Un piatto che merita l’applauso.

Ricordo di casa

 

L’altro piatto è: Ricordo di casa, spaghettoni aglio olio e peperoncino, cavolo riccio bio e zuppa forte di lumache di terra e mare.

Una pasta dove l’utilizzo del peperoncino non vuole essere incisivo per dar spazio all’utilizzo dei due tipi di lumache danno al piatto sapidità, grazie alle lumachine di mare, e quel sapore di “terra” tipico delle lumache classiche. molto interessante.

Terminiamo il tutto con un’alzata di piccola pasticceria che allieta il finale della nostra cena.

Una menzione va fatta al cocktail bar dell’hotel dove l’estratto dell’amata rucola è spesso protagonista in molte creazioni del barman.

cocktail bar

 

 

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