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Dai residui dell’uva ai cosmetici: si conferma la tendenza enobeauty

Sembra fantascienza, invece è quanto riesce a fare una realtà come la Nobil Bio Ricerche, azienda della provincia di Portacomaro (Asti).

Il progetto si chiama Innuva ad ha visto la luce  in un laboratorio di ricerca basso Monferrato.

Grazie alle sostanze che contiene, infatti, difende la pelle dagli agenti inquinanti che ci circondano. L’uva, come tutta la frutta fresca, è costituita da tanta acqua, zuccheri, vitamine e sali minerali. Ciò che rende, però, questo frutto prezioso è il fatto che contiene importanti polifenoli. In particolare, l’uva rossa è ricca di resveratrolo: un polifenolo, potente antiossidante. Conosciamo perciò nel dettaglio i benefici dell’uva per la pelle.

Molti studi hanno evidenziato come ogni acino sia ricco di componenti che fanno bene alla salute.
Alcune delle sostanze da essa estratte sono utilizzate in formulati nutraceutici, assolvendo a ben specifiche funzioni per la nostra salute, La stessa minuzia riservata alla produzione dei vini doc e docg, viene utilizzata per la creazione di scrub e lozioni corpo dal forte potere idratante.

Eno cosmesi

Eno cosmesi

I primi test hanno portato alla formulazione di una pasta dentale con polifenoli estratti dagli scarti di lavorazione dell’uva grazie al lavoro di Giorgio Iviglia, ingegnere biomedicale che ha contribuito a fondare Poliphenolia, impresa che sfrutta i polifenoli per creare prodotti farmaceutici.

Abbiamo iniziato a lavorare sulle biomolecole presenti nelle vinacce che esercitano un’azione antinfiammatoria e di contrasto dei radicali liberi e quindi all’invecchiamento. Viste queste grandi potenzialità, ci siamo chiesti se non sarebbe stato interessante provare ad ampliare il focus anche in ambiti diversi da quello odontoiatrico”, racconta Giorgio Iviglia, co-fondatore dell’associazione insieme ad altri membri del team dell’azienda: Marco Morra, Daniele Bollati e Clara Cassinelli.

crema all'uva

Da qui si è sviluppata l’idea di Una no profit di cui oggi fanno parte sette aziende: oltre alla Nobil Bio, le imprese agricole Cascina Ronco e Fratelli Durando, lo spin off accademico Grape, che effettua analisi di laboratorio sulle uve, l’azienda di cosmetici Lica, l’impresa di dispositivi chirurgici Angiologica e la società di consulenza PGG Scientific.

Oggi le vinacce spesso vengono mandate alle distillerie per la produzione di grappa, oppure utilizzate come fertilizzanti nei campi, o ancora conferite agli impianti di produzione di energia da biomasse. Tutti usi che non sfruttano minimamente le potenzialità dei polifenoli antiossidanti e che allo stesso tempo producono scarso valore per le aziende vitivinicole.

“Il nostro obiettivo è dar vita a una nuova economia partendo dagli scarti, in grado di creare ricchezza, sviluppo e lavoro per il territorio”, continua Iviglia.

Questo è il caso dei cosmetici con polifenoli da vinacce, sviluppati in pochi mesi grazie alla collaborazione tra tre imprese a cavallo tra le province di Torino e Asti, ne è un esempio pratico. L’uva, grazie proprio alla sua ricchezza, si sposa perfettamente con la crescente “bioeconomia”, sono sempre più le aziende agricole e vinicole che chiudono il ciclo e riducono gli scarti, rendendoli disponibili a essere trasformati in nuove soluzioni di recupero.

In sei mesi siamo passati dall’idea al prodotto finito. Ci siamo inventati tutto: abbiamo dovuto studiare un modo per conservare le vinacce salvaguardandone le proprietà e un metodo di essiccazione adeguato”, spiega Alessandro Durando, titolare dell’omonima azienda vitivinicola, che ha fornito le vinacce.

Lo scrub, il bagno doccia, la crema mani e la crema corpo a base di estratti di vinaccia di Ruchè e Grignolino, vitigni autoctoni della zona, sono arrivati nello spaccio aziendale della Fratelli Durando il 15 dicembre, e l’accoglienza dei clienti è stata subito buona.

Recenti studi hanno messo in evidenza anche le capacità schiarenti ed anti-macchia degli estratti d’uva. Dalla linfa della vite è stata estratta la Viniferina. Questa molecola ha mostrato una capacità schiarente superiore sia all’acido cogico sia alla vitamina C.

“Innuva – riflette Alessandro Durando – è anche una ricetta anticrisi. Per superare le difficoltà in cui ci troviamo, bisogna guardare dove nessuno si era mai soffermato e cercare modi originali per risolvere i problemi. Guardate la nostra linea di cosmetici: in sei mesi, con investimento e sacrificio, siamo riusciti a inventarci qualcosa che funziona”.

 

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