La terza edizione di VINALTUM, il Festival dedicato alle eccellenze vitivinicole italiane e internazionali, si è svolto a Bolzano il 17 e 18 maggio nella suggestiva location di Castel Mareccio, un castello medievale costruito nel XIII secolo come fortilizio della famiglia dei Mareccio, diventato oggi un prestigioso centro congressi ed eventi gestito dalla Fondazione Castelli di Bolzano; situato alle porte della città, ma contiguo al centro cittadino, ha una vista panoramica sulla Valle dell’Adige ed è circondato da vigneti di Lagrein, ponendosi quindi come sede “naturale” per questo evento dedicato agli appassionati e professionisti del vino.
Ideato da Danilo D’Ambra e Luciano Rappo, con il supporto di Pietro Cormaci (Brand Ambassador) e Rinaldo Hauser, Sommelier d’esperienza e “Custode del Gusto”, il Festival ha il principale obiettivo di confermare ed incrementare l’immagine di Bolzano come città del vino. A questo scopo la manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Bolzano e il supporto dell’Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano.
Abbiamo intervistato Danilo D’Ambra sulle finalità e i contenuti di Vinaltum, e sulle novità che questa terza edizione ha portato.
“L’obiettivo è fare una manifestazione per tutti, che avvicini anche i neofiti al vino. E per farlo bisogna adottare (o ri-adottare) un linguaggio semplice, non solo per sommelier ed esperti. Anche nella scelta dei vini Vinaltum punta a selezionare non vini superstar, che pochi si possono permettere, ma vini con un ottimo rapporto qualità prezzo, soprattutto di piccoli produttori, anche (o a maggior ragione) poco conosciuti, che abbiano prodotti di qualità, con un forte legame territoriale, magari derivati da vitigni particolari e poco diffusi. Questi principi vengono messi in pratica selezionando le aziende partecipanti. Non tutte le cantine vengono ammesse all’evento: una cantina che richiede o viene contattata per partecipare all’evento, riceve una visita delle persone di Vinaltum, che assaggiano i vini e solo se questi soddisfano i requisiti di cui sopra vengono ammessi alla manifestazione. Come iniziative future Danilo D’ambra ci dice che sono in progetto attività da svolgere durante l’anno, a supporto e prima del prossimo Vinaltum (che avrà frequenza annuale); attività in cui verranno effettuati incontri focalizzati su un numero limitato di partecipanti per promuovere un determinato territorio o un vitigno o una denominazione, oppure incontrare determinati produttori, sempre seguendo i principi suddetti.”
In questa terza edizione è stata introdotta la novità dei Wine Talk, la cui “struttura” è simile ad una masterclass, ci sono vini da assaggiare, un relatore, dei produttori da intervistare; cambia però il modo di interagire con il pubblico e parte dei contenuti. Scopo dell’incontro non è la descrizione organolettica dei vini, che non viene nominata, ma piuttosto indagare/verificare, se esiste, un filo conduttore tra i vini presentati, in base alle informazioni che i produttori forniscono, a richiesta dei partecipanti o su suggestione del relatore, che in questo caso è più un facilitatore; infatti, la sua funzione è quella di favorire, stimolare il più possibile il dialogo diretto tra pubblico e produttori. In definitiva si vuole far conoscere il territorio da cui i vini provengono, gli usi e le tradizioni dei vignaioli di quella zona e quindi tutti i fattori che contribuiscono a determinare gli aromi e i profumi che si trovano nel bicchiere”.
L’evento si è sviluppato attraverso i seguenti appuntamenti
• Banchi di Assaggio. Hanno partecipato oltre 60 cantine selezionate tra le eccellenze italiane e internazionali, per rappresentare la ricchezza e la diversità del panorama enologico nazionale: dall’Alto Adige al Friuli-Venezia Giulia, dalla Toscana al Veneto, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Lombardia, Trentino, Abruzzo, Marche, Lazio e Puglia. Tra i partecipanti anche Roco Winery dall’Oregon (USA), a conferma della vocazione sempre più aperta e cosmopolita dell’evento.
• Masterclass curate da sommelier, enologi e produttori. Di seguito l’elenco.
o Secolo Novo: L’Evoluzione del Tempo. Loris Biatta ha guidato una verticale del Millesimato d’eccellenza dell’azienda Le Marchesine.
o Caggiolo: L’Orgoglio del Montepulciano d’Abruzzo. Luciano Rappo ha presentato la Riserva simbolo di Cantina Tollo attraverso una storica verticale.
o La Vignassa: L’Aristocrazia della Barbera d’Asti. Massimo Pastura ha illustrato il potenziale evolutivo della Barbera Superiore di Tenuta La Ghersa.
o Trappolini: L’Identità Vulcanica della Tuscia. Paolo Trappolini ha esplorato il carattere minerale di Castiglione in Teverina attraverso il Grechetto “L’Insolente” e il Sangiovese “Tordimonte.
o Oltre il Tempo: La Sfida del Solaris a 1250 metri. Werner Morandell ha presentato una verticale di sei annate di Solaris (vitigno PIWI).
• Wine Talk, uno spazio presentato da FISAR Alto Adige e condotto da Raoul Ragazzi (Delegato Alto Adige). Tre gli eventi presentati.
o Roco: L’Anima del Pinot Nero in Oregon. Heritå Wine Estate ha presentato l’eccellenza della Willamette Valley attraverso la visione di Rollin Soles, pioniere e leggenda della viticoltura americana.
o Isole Minori: L’Energia della Viticoltura Eroica. Andrea Girardi ha presentato una selezione esclusiva dalle piccole isole italiane, custodi di una viticoltura estrema e ancestrale.
o Il Consorzio di Fiè: un viaggio tra montagna e identità altoatesina. Fiè allo Sciliar è uno dei luoghi più suggestivi dell’Alto Adige: un territorio sospeso tra vigneti, masi, boschi e la presenza monumentale dello Sciliar.
• La serata di domenica si è conclusa con il Big Bottle Party. In collaborazione con Chalet Franz Kraler e Club Moritzino, sono state aperte bottiglie di grandi formati e dando vita a una serata in cui il vino si è fatto festa, racconto e condivisione.
• Il lunedì è iniziato con una masterclass riservata agli addetti ai lavori: Champagne Le Mesnil. Un’esperienza immersiva e riservata per esplorare in profondità uno dei territori di riferimento assoluto per la spumantistica mondiale.
Abbiamo partecipato ad alcuni degli eventi del programma, di seguito le nostre impressioni.
Masterclass La Vignassa: L’Aristocrazia della Barbera d’Asti. Una verticale di Barbera D’Asti della Cascina La Ghersa, condotta da Massimo Pastura, che svela la longevità della Barbera. I vigneti aziendali si trovano a Moasca, sulle colline tra Nizza e Monferrato. Vignassa è un vigneto centenario, situato a 300 metri di altitudine, su terreni di argilla, calcare e tufo. I vini maturano in legni nuovi ed usati di varia dimensione, fino ad un massimo di trenta mesi. Abbiamo degustato le seguenti etichette.
• Nizza “Vignassa” 2016
Olfatto: Frutti di bosco, anche in confettura, china, prugne.
Gusto: alla frutta dolce (more, amarene) si abbina un sorso sapido, agile e fine, di ottima bevibilità.
• Barbera D’Asti Superiore “Vignassa” 2013
Olfatto: toni scuri, di bacche nere, sottobosco, liquirizia e china.
Gusto: tornano le erbe amare (genziana, china), sorso dalla tessitura fine, di media persistenza.
• Barbera D’Asti Superiore “Vignassa” 2007
Olfatto: sentori evoluti, di frutta scura, muschio, con note ematiche.
Gusto: sorso amaricante, di spiccata acidità, con ricordi di rabarbaro e genziana.
• Barbera D’Asti Superiore Nizza “Vignassa” 2004
Olfatto: frutta rossa matura (prugna, ciliegia), note di sottobosco e pelliccia.
Gusto: corpo sapido e tattile, acidità equilibrata, conserva freschezza e bevibilità.
• Monferrato “La Ghersa” 1999
L’uvaggio di questa annata oltre alla Barbera comprende un 30% di Cabernet Sauvignon e Merlot.
Olfatto: note evolute di frutta scura, sottobosco ed erbe amare.
Gusto: evoluto ma bevibile, sensazioni tanniche, con ricordi di prugne e amarene.
• Vermouth Torino Rosso – Pietro Barbero
Un “intruso” che ha chiuso la degustazione di Barbera. Un Vermouth ricavato da una botte di circa 70 anni fa.
Olfatto: sentori di genziana, altre erbe officinali e note agrumate, speziate e dolci.
Gusto: sorso coerente, amaricante, con aromi di rabarbaro, artemisia e un fondo dolce.
Masterclass Champagne Le Mesnil. Un’esperienza immersiva e riservata per esplorare in profondità una delle zone di riferimento assoluto per la spumantistica mondiale. Le Mesnil è una cooperativa di 800 soci e 300 ettari di vigneti a Le Mesnil sur Oger, nella Côte des Blancs, terra di Grand Cru in uno dei territori più pregiati della Champagne, dove domina lo Chardonnay. Florian Cernel (referente della cooperativa), Luciano Rappo (co-organizzatore Vinaltum) e Ivano D’Alicandro (referente di Cantina Tollo, che importa e distribuisce Le Mesnil in Italia) ci hanno presentato tre prodotti della cantina. Tutte le etichette sono Grand Cru e 100% Chardonnay.
• Champagne Le Mesnil Grand Cru Blanc De Blancs Brut
Una cuvée che rappresenta lo stile Le Mesnil. 43 mesi sui lieviti, vino base annata 2017, 6,5 g/L di zucchero. Fermentazione malolattica.
Colore: giallo carta/oro pallido, con perlage fine e persistente.
Olfatto: sentori di fiori bianchi, agrumi (limone, lime) e zucchero a velo.
Gusto: esprime freschezza e mineralità, il sorso ha tensione, finezza e buona persistenza.
• Champagne Le Mesnil Grand Cru Blanc De Blancs Extra Brut
Cuvée con vino base annata 2015, 5 g/L di zucchero, 93 mesi sui lieviti. Fermentazione malolattica.
Colore: dorato, con un delicato perlage.
Olfatto: note tostate, di brioche, gesso, agrumi, nocciola e zafferano.
Gusto: sorso cremoso, ha materia, aromi di zucchero di canna e frutta secca ben bilanciati da acidità e sapidità. Finale agrumato, lungo ed elegante.
• Champagne Le Mesnil Grand Cru Blanc De Blancs Vintage 2012 Brut
Champagne ottenuto dalle vigne situate nel cuore di Le Mesnil. Annata 2012 con sboccatura 2025. 7,8 g/L di zucchero, 91 mesi sui lieviti. Non fa malolattica.
Colore: oro pallido e brillante, perlage molto fine.
Olfatto: sentori intensi e verticali, nuance vegetali, di frutta secca, zafferano e pietra pomice.
Gusto: lievi cenni di evoluzione, note di orzo, marzapane e agrumi; acidità e sapidità equilibrate, finale elegante ed armonico, di lunga persistenza.
Wine Talk – Il Consorzio di Fiè: un viaggio tra montagna e identità altoatesina.

Alcuni dei produttori di Fiè allo Sciliar e Raoul Ragazzi (ultimo a destra)
Fiè allo Sciliar è un Comune della provincia di Bolzano, il cui territorio si estende tra l’altopiano dello Sciliar e la Valle Isarco. Qui sei produttori vitivinicoli – Grottnerhof, Bessererhof, Gump Hof, Wassererhof, Prackfol e Fronthof – si sono associati per promuovere i loro vini e la conoscenza di un territorio il cui potenziale non è ancora stato adeguatamente valorizzato. Raoul Ragazzi, con la partecipazione di Danilo Dambra, ha condotto il Wine Talk, interloquendo con il pubblico ed i produttori, che hanno condiviso l’idea e gli obiettivi che animano il loro progetto. Questi i vini assaggiati: 
• Pinot Bianco “Pica” 2023 – Grottnerhof
Olfatto: minerale, gesso, pietra pomice, mela gialla, erbe selvatiche e fiori.
Gusto: frutta bianca, cedro, acidità e sapidità equilibrate, ottima bevibilità.
• Chardonnay “Fellis” riserva 2022 – Bessererhof
Olfatto: sentori eterei (vernice) e minerali (cemento, pietra), che sfumano in fiori e frutta bianca.
Gusto: sorso consistente, molto equilibrato, pulito, con ricordi fruttati e un finale fresco, armonico, di grande bevibilità.
• Sauvignon Blanc “Praesulis” 2024 – Gump Hof
Olfatto: iniziali note di salvia, ortica ed erbe alpine evolvono in profumi agrumati e minerali.
Gusto: toni erbacei coerenti con l’olfatto, sapido, con una spalla acida che induce bevibilità. Stile tipico del Sauvignon altoatesino.
• Sauvignon Blanc 2022 – Wassererhof
Olfatto: profumi di media intensità di bosso, salvia e ortica, seguiti da decise note di frutta esotica.
Gusto: sorso succoso, acidità vivace, molto sapido, quasi salino, con un finale persistente.
• Sauvignon Blanc “Rachtl” riserva 2020 – Prackfol
Olfatto: bouquet di grande eleganza, con erbe selvatiche, fiori bianchi, spezie fini, nuance agrumate e minerali.
Gusto: succoso, di buon corpo, spiccano acidità, sapidità e freschezza, tornano le note erbacee ed una prorompente vena minerale.
• Pinot Nero 2022 – Fronthof
Olfatto: sentori di frutti di bosco freschi, prugne e ciliegie, seguiti da viole e rose rosse.
Gusto: scorre morbido e sapido nel palato, l’acidità si sposa con ritorni di frutti di bosco e frutta scura, finale di buona bevibilità.
Tra i vini degustati nei banchi di assaggio ci sono particolarmente piaciuti:
• Terre di Leone, con i suoi vini Valpolicella Superiore 2019 e Amarone 2013.
• Il Chianti Classico 2022 e La Gran Selezione 2021 di Vecchie Terre di Montefili.
• Il Pinot Nero 2021 di Dalzocchio.
• Alcuni vini delle “Isole Minori”: l’Assyrtiko 2024 di Volcania Winery (isola di Kos, Grecia), il Biancolella Ischia 2023 “Kalimera” di Cenatiempo, il Carignano del Sulcis “Russu” 2022 di Tanca Gioia.
• Il Pinot Bianco “Leopoldine” 2023 di Castel Sallegg.
• Il Cabernet Franc “Jean” riserva 2023 di Max Thurner
Più di 1000 visitatori hanno partecipato al Festival, segnando un incremento importante rispetto all’edizione precedente. La giornata di lunedì, dedicata agli operatori professionali, ha registrato un +30% rispetto all’anno precedente: un segnale che racconta di un evento sempre più capace di intercettare l’attenzione del trade e di costruire occasioni di incontro concrete tra produttori e filiera. Le Masterclass sold out hanno confermato l’attenzione e l’interesse del pubblico per l’evento. Dichiara inoltre Luciano Rappo, co-ideatore e responsabile dei contenuti tecnici: “la selezione delle aziende è stata ancora una volta il nostro strumento principale: poche cantine, scelte con cura, capaci di raccontare territori e identità con autenticità. È questa la formula che vogliamo preservare anche in futuro: un evento che vale per ciò che esclude, oltre che per ciò che include”.
Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Laureato in Fisica, con un passato di marketing manager nel settore Servizi e Innovazione di una società leader di telecomunicazioni, oggi critico enogastronomico per passione. Scrivo di Vino, Distillati ed Olio sulla testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it). Collaboro anche con le testate di settore “Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it)”, "Wining (www.wining.it)" e 20 Italie (www.20italie.com)”. Giudice per il concorso internazionale Grenaches du Monde. Assaggiatore per la “Guida Flos Olei“ di Marco Oreggia. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso. Sommelier AIS dal 2001, Sommelier AISO dell’Olio e degustatore iscritto all'albo per la Regione Lazio.
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