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Viña del Pedregal Carta Vieja Kidia Chardonnay 2017 Gran Reserva – Grande Medaglia d’Oro al Concorso Mondiale di Bruxelles 2020

Grazie al Concorso Mondiale di Bruxelles, che ci ha permesso di spostarci per il mondo attraverso l’assaggio di una serie di vini che sono stati premiati.

La scorsa volta siamo andati in Messico, oggi ci spostiamo virtualmente dall’America Centrale a quella del Sud e più precisamente in Cile.

Ci troviamo a 300 chilometri a sud di Santiago del Cile, nel cuore della zona del Maule, più precisamente a San Javier, nella valle Loncomilla. una valle che attraversa le Montagne delle Ande a est fino all’Oceano Pacifico a ovest.

Qui è ubicata la cantina Viña Del Pedregal  (il primo nome dell’azienda è stato Carta Vieja, che oggi rappresenta una linea di vini) di proprietà della famiglia Del Pedregal Aldunate, oggi giunta alla settima generazione, una famiglia spagnola emigrata in Cile nel 1825 con quasi solo viti come bagagli.

I vigneti coprono 550 ettari nella Valle del Maule.  La parte principale  (l’80%) è costituita dalle varietà rosse Cabernet Sauvignon, Carmenère, Malbec, Merlot, Mission, Pinot Noir, Shiraz, il restante 20% sè rappresentata da Chardonnay e Sauvignon Blanc.

I vini sono prodotti nelle linee Varietals, Selección, Blend e (dalle migliori uve di ogni annata) Reserva.  Ogni anno vengono prodotte undici milioni di bottiglie di vino, la stragrande maggioranza delle quali viene esportata in tutto il mondo.

Il nome della cantina proviene da una storia familiare che si tramanda da padre in figlio, si dice che un membro della famiglia, decise di concretizzare gli anni di esperienza maturati nella coltivazione delle vigne e di produrre un vino di classe mondiale con l’intento di alzare gli standard qualitativi e posizionare la cantina tra  le più rinomate in Cile.

Prima di morire, si narra, abbia lasciato una lettera con i dettagli di come immaginava che fosse questo vino. Purtroppo quel documento è andato bruciato in un incendio, ma è divenuto lo spunto per il nome iniziale della cantina e proprio di quel primo vino: Carta Vieja.

Oggi i vigneti si adagiano su un terreno fertile di argilla e sabbia contenente humus della Valle de Loncomilla,  una delle valli vinicole più antiche e tradizionali del Cile che, come il resto del paese, è priva della maggior parte dei parassiti e delle piaghe che attaccano le viti da decenni in tutto il mondo.

Infatti il Cile è privo di fillossera, il che consente alle viti di crescere con le proprie radici senza bisogno di innesto.  Per questo  le viti cilene hanno una vita più lunga rispetto a qualsiasi altra vite di altri paesi con  produzioni vinicole evidenti, più complesse ed equilibrate.

I terreni di natura sedimentaria si sono creati dai fiumi e dai ghiacciai presenti nel lontano passato in questo territorio e hanno strutture che vanno dal terriccio al terriccio sabbioso con ghiaia abbondante quando si scende  in profondità.  Inoltre sono presenti suoli di origine vulcanica con tessiture franco-argillose e di colore bruno scuro in superficie e ghiaia più in basso.

Nella valle il clima predominante è “Basso Temperato Mesotermico Stenotermico Semiarido Mediterraneo”.  Con un estate calda e secca, mentre durante l’inverno l’ambiente è freddo e umido.  La sua vicinanza all’Oceano Pacifico consente l’ingresso di una leggera brezza marina (il mare dista solo 75 km dalla valle).  Questa brezza rinfrescante entra durante le calde serate estive fornendo un clima ideale per una lenta e corretta maturazione delle uve.

Vi parliamo ora del vino che abbiamo avuto modo di assaggiare:

Carta Vieja Kidia Chardonnay 2017 Gran Reserva – (prezzo inferiore a € 10,00), Grande Medaglia d’Oro al Concorso Mondiale di Bruxelles 2020.

Francamente non ho mai amato i vini bianchi dove le note di legno, sicuramente provenienti dall’affinamento, risultano essere evidenti, ma questa volta devo ricredermi perché diventa in questo caso parte integrante del vino ben sorretto da una freschezza quasi inaspettata e una sapidità evidente.

Si presenta con note di miele e fiori gialli, la Camomilla è dominante, poi note fumé, vaniglia e spezie dolci. L’assaggio, come anticipato prima ci entusiasma con struttura e freschezza che trovano il giusto equilibrio per sorreggere quell’affinamento in legno che diviene il “timbro” di questo vino. Finale lungo e intrigante tanto da spingerci a riempire nuovamente il bicchiere.

Ultimo aspetto, e visti i tempi, non il meno importante, il prezzo lo troviamo il vendita a meno di € 10,00 e oggi è difficile fare una ottima bevuta a questi costi.

Ricordiamo che l’edizione 2021 del Concorso Mondiale di Bruxelles si svolgerà in Lussemburgo (link),  e che le iscrizioni dei campioni sono possibili fino al 18 marzo 2021 (ed al 18 febbraio per la Rosé Selection) : link.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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