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V.i.T.I. – Vignaioli in Terre d’Irpinia, una associazione di piccoli produttori ad altissima specializzazione.

 

V.i.T.I. (Vignaioli in Terre d’Irpinia) è una piccola associazione di vignaioli che comprende tre produttori artigianali irpini: Cantine dell’Angelo di Tufo, Cantina del Barone di Cesinali e Il Cancelliere di Montemarano. Oltre a risiedere in una delle zone vitivinicole più vocate della Campania, dove si producono alcuni dei più pregiati vini bianchi (Greco di Tufo e Fiano) e rossi (Aglianico e Taurasi) d’Italia, queste aziende condividono una filosofia produttiva volta a valorizzare il territorio, in modo che i vini prodotti ne siano il riflesso olfattivo e gustativo, nel rispetto di ciò che la natura offre. Quindi metodologie orientate al biologico, senza l’utilizzo di nessuna sostanza di sintesi chimica né in vigna né in cantina, con uso minimale di solfiti e solo di lieviti indigeni. Ma il loro fattore distintivo e aggregante è che sono tutte e tre aziende monovitigno, ognuna specializzata sulla coltivazione di un unico diverso vitigno, quello che nella microzona di appartenenza consente tradizionalmente di raggiungere i più alti livelli qualitativi dei vini prodotti. Questa diversità consente loro di mettere in comune esperienze e conoscenze atte a produrre e comunicare nel miglior modo possibile i loro vini, senza alcuna barriera commerciale/concorrenziale che ne possa ostacolare la condivisione.

Ho avuto l’occasione di assaggiare una selezione dei vini dei Vignaioli in Terre d’Irpinia. Di seguito le impressioni sui vini assaggiati.

CANTINE DELL’ANGELO (AV)
Angelo è la terza generazione della famiglia Muto, che dalla vendemmia 2008 ha deciso di vinificare in proprio il suo Greco di Tufo. La zona delle vigne di famiglia si chiama Campanaro (a Tufo in provincia di Avellino) e sono 5 ettari coltivati con metodologie a basso impatto ambientale e piantati sopra ad antiche miniere di zolfo. I suoi sono vini molto originali ed esuberanti ed hanno nella spiccata mineralità la loro caratteristica distintiva.

Greco di Tufo DOCG Miniere 2017, alcol 13%. Affinato in acciaio. Colore giallo dorato. Notevole progressione olfattiva, forti note minerali e sulfuree, profumi di mandorla, pesca bianca matura, erbe aromatiche. Buona struttura, sorso morbido, sapido e minerale; nota agrumata al centro del palato, finale avvolgente. Lo zolfo emerge dai terreni dove giacciono le viti e caratterizza in modo deciso questo vino.

Greco di Tufo DOCG Torrefavale 2016, alcol 13%. Affinato in acciaio. Proviene da vigne vecchie e poste in altezza a 550 metri s.l.m., che danno origine a un vino fine ed elegante. Colore giallo dorato. I sentori di zolfo sfumano in note di zafferano, vaniglia, albicocca matura e leggero agrume. Sorso fresco ma anche morbido, delicatamente sapido dal finale lunghissimo.

CANTINE DEL BARONE (AV)
Cantina del Barone si trova a Cesinali (AV), ed è un’azienda artigianale a conduzione biologica, dove viene coltivato e vinificato solo Fiano di Avellino. Appartiene alla famiglia Sarno da metà anni 90. I terreni, circa 2 ettari vitati, sono di origine vulcanica, ricchissimi di minerali, esposti a mezzogiorno e protetti dai monti Terminio e Partenio. Luigi Sarno, titolare dell’azienda, è un enologo molto capace, ed ha vinto l’edizione 2018 del premio Giulio Gambelli (link).

Campania Fiano IGP Paóne 2018, alcol 12,5%. Affinato in acciaio. Profumi agrumati (cedro), di fieno, erbe aromatiche, nocciola fresca, con note fumé. Sorso rotondo, ricco e fresco, ricordi di agrumi, pera; finale minerale.

Campania Fiano IGP Particella 928 2014, alcol 13%. Affinato in acciaio. Colore giallo verde denso. Sentori floreali (camomilla) ed erbacei (fieno), con leggere note agrumate e fumé. In bocca ha un sapore deciso, minerale con una scia acida e salata. Vino con molte sfaccettature e un finale molto persistente.

Il CANCELLIERE (AV)
L’azienda vitivinicola Il Cancelliere è situata nel cuore di Montemarano, in una zona particolarmente vocata per la produzione dell’Aglianico e della sua massima espressione: il Taurasi. L’azienda è stata fondata da Soccorso Romano, da cui eredita il soprannome, ed è a conduzione familiare. L’Aglianico è l’unico vitigno coltivato su terreni che si estendono ad un’altitudine compresa tra i 450 ed i 630 metri s.l.m. In cantina non viene applicata nessuna filtrazione, chiarifica o stabilizzazione.

Campania IGP Aglianico “Vendemmia” 2017, alcol 15%. Affinato in acciaio. Colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Profumi di frutta scura (prugna, arancia amara, visciola), humus, componenti ematiche, cuoio, note minerali, spezie scure. In bocca aromi di frutta scura, bacche nere; tannino deciso e acidità spiccata, ma ben amalgamati con il frutto. Sorso corposo, molto succoso, fresco e piacevole. Vino che si beve con molta facilità, nonostante il tenore alcolico e la struttura potente.

Irpinia Dop Aglianico “Gioviano” 2017, alcol 15%. Affinamento in acciaio e legno grande. Colore rosso porpora denso. Al naso note intense di frutta nera matura, spezie scure, sfumature balsamiche, cuoio e liquirizia. Il sorso è vivo, carnoso e fragrante. Vino quasi irruento, di grande estrazione e potenza, richiama l’abbinamento a cibi speziati, carne in particolare.

Taurasi Dop “Nero Né” 2015, alcol 14,5%. Da vigne di 35 anni, affinato in legno grande. Colore rosso porpora intenso. Sentori intensi di frutta nera (arancio moro, prugne), mirtillo, ribes nero, spezie scure, tabacco, note balsamiche, cuoio e liquirizia. Il liquido entra nel palato energetico e avvolgente, si sente la struttura imponente ma al tempo stesso raffinata, con acidità ed alcol che si fondono con un tannino vivo e levigato in un finale persistente. Vino che riesce ad equilibrare la molteplicità di sapori e a domare la potenza alcolica; lascia in bocca una genuina impronta di territorialità.

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Sono un appassionato del mondo del vino, mi piacciono i profumi e i sapori che ogni bottiglia di vino racchiude, le sensazioni e le emozioni che trasmette e che ogni “bevitore” può interpretare in base alle proprie percezioni sensoriali. Ho frequentato diversi corsi di degustazione sul vino in ambito AIS, Slow Food, Gambero Rosso, Enotime; ho preso il diploma di sommelier AIS nel 2001. La passione per il vino mi ha indotto a svilupparne altre, in particolare per l’Olio: ho acquisito il diploma di sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO nel 2007 e quello di assaggiatore dell’olio vergine di oliva dell’UMAO nel 2014. Mi piacciono molto anche i distillati, in particolare la grande varietà e specificità del mondo del whisky. Ho collaborato per l’edizione 2018 con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso e con la “Guida Flos Olei“ 2019 di Marco Oreggia. Sulla testata Vinodabere mi occupo di Vino, Olio e Distillati; inoltre collaboro con le testate www.lucianopignataro.it ed Epulae.

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