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Trentino – La regina delle dolomiti “Cedea” sfida la acque mondiali nel prezzo e nella qualità

Vi voglio raccontare la storia dell’acqua Cedea (il nome deriva dalla leggendaria dea dell’acqua e della vita di antichi miti ladini) i cui obiettivi, missione e sogno possono essere ricondotti ai miei. Entrambi abbiamo in comune il destino di essere figli delle Dolomiti e fieri rappresentanti delle vallate abitate dai ladini di cuore.

Questo è un liquido salutare al nostro corpo ma che ben presto sarà il prossimo petrolio liquido.

“Respiro quest’aria, la conosco sono nato qui come Lei la dea delle Dolomiti”

Il nostro pianeta è ricco di acqua, tuttavia ci sono dei fattori che la rendono a livello di purezza, espressività, qualità e salute merce sempre più rara e la rarità soprattutto se associata a qualità occorre pagarla.

Così nel mondo l’acqua non è indifferente alle leggi di mercato e talvolta alla sua scarsità insieme alla speculazione può influenzarne il prezzo.

Possiamo imbatterci in acque con un costo molto alto,  non dipendente dal suo grado di purezza, che indica la sua provenienza  da falde e sorgenti naturali,  tanto da elevato ad elemento aggiuntivo per un acqua presente in una ristorazione gourmet di livello.

Inoltre una bottiglia di acqua può arrivare a costare anche diverse centinaia di euro se immessa in un contenitore che diviene un simbolo di ricchezza, con il design della bottiglia o il materiale con cui è costruita, elemento più importante dell’acqua stessa,  da far aumentare il prezzo vertiginosamente.

Così tra le acque più costose al mondo, non accessibili a chiunque,  il packaging diventa fondamentale, come la bottiglia ricoperta di cristalli Swarovski, o quella con tratti d’oro oppure quella disegnata da artisti di fama mondiale. Possiamo avere esempi di ciò leggendo l’articolo dell’amico Daniele Moroni (https://vinodabere.it/la-classifica-delle-bottiglie-di-acqua-piu-costose-al-mondo/).

Talvolta i prezzi stratosferici per una bottiglia d’acqua non seguono neppure la logica del contenitore di grande pregio tanto che grande scalpore ha destato la cifra di 8,00 € per una bottiglia d’acqua che la Evian ha realizzato, in passato, in collaborazione con Chiara Ferragni.

Si trattava di una semplice operazione di marketing tanto che le caratteristiche organolettiche dell’acqua in questione erano le medesime di altre bottiglie prodotte dall’azienda e vendute a prezzi molto più bassi a dimostrazione, che una semplice operazione di marketing, può spingere il consumatore a pagare per un prodotto una cifra smisurata solo perché pubblicizzata da una persona con un grosso seguito.

Ma torniamo alle nostre acque, quelle che provengono dalle Alpi, in particolare dalle Dolomiti, immediatamente pensiamo ad acque molto note e di buona qualità come Plose, Meraner, Kaiserwasser ecc., ma da qualche anno, si sta affacciando con forza e decisione, puntando immediatamente sui mercati esteri, dove risulta essere un punto fermo: (Medio Oriente, Hong Kong…..) l’acqua Cedea.

Ai piedi della Marmolada, detta anche “la Regina delle Dolomiti”  nasce la sorgente dell’acqua Cedea, ben millecinquecento metri sul livello del mare, ubicata dove Madre Natura ha creato un angolo di paradiso, e proprio in questo paradiso è nato il sogno dei proprietari  Monica Menozzi e Lizio Rizzi.

Luoghi  abitati per oltre quindici secoli da un’etnia locale: i Ladini, indipendenti, oggi come allora, che hanno a cuore la salvaguarda e la cura del territorio dolomitico.

La loro lunga storia ha generato una cultura locale, che oltre alle tradizioni, ai costumi e alla lingua (ufficialmente riconosciuta nel mondo), fa delle sue leggende e miti,  tramandati alle nuove generazioni per oltre un millennio e mezzo, un punto cardine della loro cultura.

A tal proposito l’acqua Cedea vuole esserne l’emblema, tanto che a queste antiche leggende si è ispirato Nicola Pitscheider, nel creare l’accattivante linea delle bottiglie.

Proprio su una leggenda ladina, che racconta la storia di Re Laurino e del suo amore, per la sorella del Re degli Ostrogoti, che lo spinse a rapirla per poi nasconderla nel suo regno il cui accesso era celato da un magnifico roseto sottoposto ad un’incantesimo che lo rendeva invisibile ad occhio nudo, affinché la fanciulla “né di giorno, né di notte  un occhio umano potrà più ammirarla”.

Ma si dimenticò dell’attimo che separa il giorno dalla notte, così quando le montagne si colorano nel giardino delle rose, all’alba e al tramonto, e le Dolomiti toccano il cielo illuminandosi, nasce il fenomeno dell’Enrosadira. A questa leggenda ha voluto  riferirsi l’acqua Cedea  ricordandola attraverso l’immagine della rosa e  dell’acqua che troviamo impressa sulla bottiglia.

Il tutto è iniziato durante la realizzazione di una struttura sotterranea nuova dov’è è stata scovata una sorgente mai segnata sulle mappe. Soltanto nel 2013 giungono le prime autorizzazioni ministeriali che la certificano come “acqua minerale” e nel 2018 si può iniziare con la produzione e la distribuzione.

I primi passi in un mondo ancora non perfettamente capace di comprendere le differenze tra acqua e acqua, di coglierne le sfumature, non solo al gusto, ma soprattutto nella digeribilità facendone un’accompagnamento ideale per tutto il pasto.

Così quello scorrere incessante sulla nuda roccia, sprigionando tutta l’energia di cui dispone, per poi finire direttamente nella sua bottiglia senza bisogno di intervento umano diviene il motivo che permette a quest’acqua di conservare tutte le caratteristiche di cui dispone mantenendo stabili su tutti i parametri naturali.

Scorre inizialmente ad una pressione sorprendentemente, sempre costante, pura e a temperatura di 6,9ºC, estremamente leggera ed equilibrata, ideale per il benessere del nostro corpo, e il passaggio attraverso le rocce granitiche di origine vulcanica di queste montagne le dona quella purezza naturale che tanto piace al consumatore finale. Cedea annovera grandissimi premi mondiali come miglior acqua minerale, a testimonianza che la sfida è vinta, anzi si continua verso nuovi traguardi e sogni!

A tal proposito il futuro dell’acqua Cedea è ricco di obiettivi e nuovi traguardi e tra questi c’è il progetto di realizzare una sala dedicata alla didattica per idrosommelier (esperti tecnici e di comunicazione) e curiosi esploratori di un mondo acque.

Veniamo ad una breve degustazione:

Cedea Naturale (il termine più corretto sarebbe liscia) – prezzo € 6,00 

Al palato elegante, fine ricca e avvolgente (percezione in aumento con la temperatura più fredda) dal volume medio, sprigiona freschezza stimolando la beva per un’acqua persistente e di buona mineralità finale (specialmente con le temperature più basse e più decisa la sensazione minerale).

IMPORTANTE da servire preferibilmente in calice Tumbler, perché ha bisogno di temperatura più alta (tenendo il bicchiere con le mani e la nostra temperatura corporea farà aumentare la temperatura).

Cedea Frizzante (il termine più corretto sarebbe addizionata):

Al sorso effervescenza fine è sottile, media freschezza dal gusto lungo, da servire a una temperatura di 8-10 gradi per valorizzare il suo equilibrio.

IMPORTANTE: da servire preferibilmente in calice con stello, qui l’importante è non scaldare la temperatura dell’acqua come per il vino. Non adatta all’abbinamento con dessert (la Co2 non si sposa bene con la dolcezza), invece va molto bene con piatti ricchi di brodi come zuppe e creme.

Presto un approfondimento nel dettaglio di abbinamenti con le acque. Se volete scoprirne di più visitate il sito www.cedea.com

 

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Sommelier originario della Val Gardena nel cuore delle Dolomiti, a cui gli studi sono stati illuminanti: è da questi che nasce il suo amore per il mondo del vino. Il suo trampolino di lancio è stato il ristorante tristellato St. Hubertus - Rosalpina a San Cassiano in Alta Badia, dove ha ricoperto il ruolo di Capo Sommelier e durante il lavoro consegue il diploma WSET (Wine and Spirits Education Trust) nel 2019. La sua voglia di mettersi in gioco lo ha spinto a partecipare anche ad alcune competizioni, classificandosi 1° al Trofeo del Soave 2019; 1° al Master Chianti Classico 2020 premio comunicazione; 1° al Master dell’Albana 2020; 1° italiano a vincere il Master del Pinot Nero nel 2021 e arrivando tre volte in finale ai Campionati Italiani Sommelier 2018, 2019 e 2021. Oggi, è relatore presso l’Associazione Italiana Sommelier, direttore del GDS AIS Alto-Adige e docente all’Istituto alberghiero di Merano, giudice per la guida vini Gault & Millau Italia, Concours Internacional Grenache du Monde, partecipa alla stesura della Guida Vitae - I migliori vini d’Italia, idrosommelier - brand ambassador per Cedea luxurywater della Val di Fassa. Svolge attualmente il ruolo di Wine & Beverage Consultant per molte realtà italiane attraverso: costruzione/assistenza delle carte da vino, formazione del personale ristorativo, recensione vini, guida di masterclass per cantine, consorzi di tutela nelle principali fiere mondiali: Vinitaly e Prowein.

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