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Sicilia – Zisola, i marchesi Mazzei e le due Zeta dedicate al Nero d’Avola

A pochi chilometri dallo svincolo per Noto (SR), in una vasta tenuta, troviamo i 20 ettari vitati, che a breve diventeranno 22, con un viale d’ingresso con ulivi secolari che conducono verso il casale, della Tenuta Zisola di proprietà dei marchesi Mazzei. Tutto ha inizio nel 2002, quando viene acquistato un terreno di soli 2 ettari, che con il passare degli anni verrà ampliato, acquistando altre parcelle di terreno, fino ad arrivare a decuplicare l’estensione del terreno adibito a vigneto e a produrre oltre al Nero d’Avola, anche Syrah, Petit Verdot e coltivare il Cabernet Franc, il Grillo ed il Cataratto. Zisola è il nome della contrada dove si trova l’azienda e per arrivare ad un quantitativo di bottiglie prodotte di 150.000, sono serviti anni, poichè i vigneti già esistenti sono stati espiantati, per piantare nuove viti.

Oltre alle vigne erano presenti nei terreni anche gli agrumeti, che oggi hanno lasciato spazio alle viti con l’obiettivo di aumentare la superficie vitata ed avere la possibilità di coltivare vitigni internazionali. Dopo aver avviato la produzione di uve ed aver portato le vigne a “regime”, con il passare degli anni è inziato anche il lavoro di parcellizzazione per ottenere dei grappoli (dei vari vitigni), che possanno dare il risultato ottimale. Tutto viene studiato e valutato in base al tipo di terreno (più o meno calcareo), all’areale e alle quote altimetriche che hanno i vari vigneti. Nella zona del ragusano il vitigno per eccellenza è il Nero d’Avola ed infatti si inizia la produzione con lo Zisola, per poi ampliare la gamma dei vini, con l’aumento delle superfici vitate. Così nel 2008 viene prodotto il Doppiozeta, che si può definire un Supersicily (Nero d’Avola in prevalenza, con aggiunta di vitigni internazionali) e che da poco ha festaggiato i 10 anni di produzione. Il Doppiozeta nasce come un blend in cui la percentuale maggiore è di Nero d’Avola e quelle minori sono di Syrah e Cabernet Franc, un mix che varia a seconda delle annate. In realtà fin dall’inizio l’idea era quella di fare un Cru di Nero d’Avola in purezza. Nei primi anni si è scelto il blend, poichè le vigne ancora non avevano ancora la giusta età, ma non appena i quantitativi delle uve hanno raggiunto i valori idonei per la produzione e le parcellizazioni sono state individuate e ben definite si è passati al Doppiozeta Nero d’Avola in purezza.

Nella corte del casale gli invitati hanno potuto degustare il Doppiozeta in una verticale di diverse annate. Nei millesimi 2008, 2010, è presente un saldo di vitigni internazionali, mentre per le annate 2014, 2015 e 2016 si è scelto il monovitigno. Allo stesso tempo è stato possibibile assaggiare l’Effe Emme 2014, l’Achilles 2016 e l’Azisa 2018.

Azisa 2018 – Grillo, Catarratto

Profumi tipici dei vitigni (Grillo e Catarratto), con bouquet ricco di sentori di pesca, un lieve accenno fumé e toni floreali. Fresco e pulito alla beva, con una buona corrispondenza gusto – olfattiva. Buona persistenza.

Doppiozeta 2008 – Nero d’Avola, Syrah, Cabernet Franc

Bouquet ricco e complesso. Confettura, prugna, sentori balsamici e note vegetali. Sapendo aspettare un po’, è possibile avere un lieve accenno di goudron. Tannini vellutati e grande struttura. Chiude con una buona freschezza, buona persistenza e progressione del sorso.

Doppiozeta 2010 – Nero d’Avola, Syrah, Cabernet Franc

Componente fruttata in evidenza, accenni di pepe e note fumé. Terziari che vengono fuori alla distanza (cuoio e tufo di caffè). Grande eleganza alla beva, con le componenti dure e morbide ben amalgamate. Un uso misurato del legno, lo rende elegante, pur avendo gradazione alcolica, tannini e spalla acida da vino importante.

Doppiozeta 2014 – Nero d’Avola

La nota di confettura e di prugna surmatura e sentori di humus, e ricordi di ciliegia sotto spirito compongono il corredo aromatico di questo millesimo. Grande freschezza che mette in risalto dei tannini di buona tessitura. Persistenza buona.

Doppiozeta 2015 – Nero d’Avola

I profumi che si avvertono sono di cappero, confettura ed erbe officinali. Tannini di carattere, persistenza buona e progressione discreta.

Doppiozeta 2016 – Nero d’Avola

Frutta sotto spirito (ciliegia) accompagnata da note terziarie e ceralacca. I tannini sono ancora vibranti. Bisognerà aspettare per poterlo apprezzare al giusto momento di evoluzione.

Effe Emme 2014 – Petit Verdot

L’impatto olfattivo è su sentori di foglia di the, note balsamiche e finale di fiori secchi. Al palato è di grande personalità, con tannini vibranti. Persistenza buona.

Achilles 2016 – Syrah

I richiami pepati appaiono evidenti e lasciano progressivamente spazio a note agrumate e di alloro. Il finale è su ricordi balsamici. Ottima bevibilità con un sorso dinamico e progressivo.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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