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Riserva del Conte, il vino emblema di Tasca d’Almerita

Il Riserva del Conte, prodotto da Tasca d’Almerita è veramente un vino storico, oltre ad essere il vino più importante dell’azienda siciliana. Storico, perchè si deve tornare indietro di quasi due secoli (1830), quando vengono acquistati dei terreni (1.200 ettari) dai fratelli Lucio e Carmelo Mastrogiovanni Tasca, dai quali inizierà il tutto. Oltre a questo di storia Tasca d’Almerita ne ha tantissima, considerato che è una fra le aziende siciliane più antiche e più importati per il vino. Facendo un salto indietro (1950), la redistribuzione della terra avvenuta durante la riforma agricola in Italia causa il ridimensionamento della tenuta Regaleali (provincia di Palermo), dagli originari milleduecento ettari a cinquecento. Questo ridimensionamento porta ad una maggiore attenzione verso la coltivazione dei vigneti e alla valorizzazione di terreni con differenti caratteristiche.

Dopo soli quattro anni (1954) viene per l’appunto impiantato il primo degli attuali vigneti di Regaleali, un appezzamento di vitigno di Nero d’Avola coltivato ad alberello, inizia a prendere forma un progetto che sarà precursore in Sicilia. Nel 1959 Giuseppe Tasca d’Almerita impianta ad alberello Perricone e Nero d’Avola sulla collina San Lucio, dando origine al primo vino da vigna unica in Sicilia, il Riserva del Conte, da tutti poi chiamato Rosso del Conte. Dopo undici anni, nel 1970 viene messa in commercio la prima annata di Regaleali Riserva del Conte. Dopo quarant’anni al fine di celebrare il vino CRU di Tasca d’Almerita, viene messa in commercio l’edizione speciale del Riserva del Conte 2010 che ottiene un grande successo presso la critica enoica nazionale ed estera.

Vediamo ora in maniera più precisa le caratteristiche del terroir della tenuta di Regaleali ed in particolar modo del vigneto sito in collina San Lucio. L’altitudine è di 480 metri s. l. m., e l’estensione del vigneto è di ettari 4,43. Per l’annata 2010 sono state prodotte 7.964 bottiglie, il che fa capire che la produzione è di circa 1.800 per ogni ettaro di terreno, che significa che solo le uve migliori vengono utilizzate per produrre il Riserva del Conte. I vitigni che lo compongono sono per l’appunto Perricone (67%) e Nero d’Avola (33%), con percentuali quasi invertite rispetto a Rosso del Conte (52% Nero d’Avola e 48% Perricone). Svolge la vinificazione in acciaio e poi affina per ventisei mesi in barili di castagno.

Riserva del Conte 2010 – D. O. C. Contea di Sclafani: visivamente si presenta con un rosso rubino limpido ed intenso. Il suo bouquet esprime la sua complessità ed importanza. Si va dalla confettura, alla prugna, passando al cuoio ed il tabacco, ricordi di rabarbaro, accenni lievi di melograno, per arrivare alla frutta secca (noci e nocciole), chiudendo con nota di humus. L’equilibrio al sorso è quasi perfetto. Fresco con tannini setosi e con la componente alcolica che fa la sua parte.  La beva non è per nulla stancante, senza far dimenticare la sua importanza ed imponenza. Progressione ottima e persistenza di grandissima eleganza.

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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