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Piemonte – Alla scoperta di un vitigno poco conosciuto con l’Associazione Più Freisa

Un vitigno a bacca nera autoctono del Piemonte, un manipolo di produttori pieni di energia, un territorio quello che va dal Monferrato all’Astigiano,  dal Casalese alla Langa Cuneese, dalle colline Torinesi alle colline del Saluzzese, del Pinerolese, del Canavese e del Novarese, un progetto: accrescere la conoscenza e l’apprezzamento della Freisa attraverso attività rivolte al consumatore ma anche agli operatori di settore.

Tutto supportato da l’Associazione Più Freisa che ingloba in se tutti gli aspetti che abbiamo prima elencato.

Sono queste le basi che ci hanno portato ad incontrare uomini e vini, con diverse interpretazioni, attraverso l’ausilio di Chiara Giannotti di Vino.tv.  

Così un manipolo di produttori, La Montagnetta, Azienda Vitivinicola Balbiano, Ca’ del Prete, Cascina Gilli, Crotin 1897, Azienda Vitivinicola Stefano Rossotto, Tenuta Tamburnin, Tenuta Santa Caterina, Cantina Terre dei Santi e quelli che si sono uniti recentementw uniti Pianfiorito, Azienda Agricola Roggero, Cascina Quarino, Garrone Evasio e Figlio, supportati dalla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Torino hanno deciso di interpretare, in una visione più moderna, la vivace acidità e gli spiccati tannini, insite nel vitigno, fino ad oggi sconosciute ai più ma simbolo di un territorio ricco di  argilla e marna e caratterizzato da scarse precipitazioni estive.

Un vitigno, la Freisa tradizionalmente vinificato come vino vivace, ma oggi interpretato anche nelle versioni fermo e Superiore, anche grazie agli studi fatti sulle due varietà presenti, la Freisa Piccola, meno produttiva e più adatta alle zone collinari, e la Freisa Grossa, più produttiva ma qualitativamente meno pregiata.

Grappoli lunghi di forma cilindrica, poco alati, quasi spargoli, acini tendenzialmente ovali con dimensioni medie e molta presenza di pruina su bucce fini ma molto coriacee, di colore nero tendente al blu, sono gli aspetti più evidenti da ricercare nelle vigne allevate a  controspalliera e il Guyot, con potature espanse e lunghe.

Senza dilungarci troppo vogliamo darvi le nostre impressioni sui vini che abbiamo assaggiato, così diversi ma allo stesso tempo così simili nella voglia di emergere nel panorama vinicolo italiano.

Freisa d’Asti 2020 “Elen” DOC frizzanteDomanda

Un vino che rispetta la tradizione, semplice ma nella sua semplicità apprezzabile, di facile beva che riesce appieno a farsi apprezzare per la sua tipicità.

Freisa d’Asti 2020 ” L’Altra” DOCLa Montagnetta

Interpretazione diversa rispetto al precedente, un tannino presente mai invasivo fa da contorno a profumi di ciliegia e prugna, il sorso termina con un leggero residuo zuccherino.

Langhe Freisa 2018 “Coste dei Fre” DOCAzienda Agricola 499

Lo scorrere degli anni ha impreziosito il vino, note floreali a cui si accompagnano accenni balsamici ci introducono ad un sorso fresco e succoso allo stesso tempo, con un tannino sempre presente che non risulta mai troppo invadente.

Freisa d’Asti 2018 ” Aris” DOCCrotin 1897

Assaggiamo ancora una Freisa con qualche anno sulle spalle e ci si accorge che lo scorrere del tempo la rende più bella. Note di sottobosco e spezie ci introducono ad una beva dinamica, ben accompagnata da un tannino che rende il sorso molto intrigante.

Freisa d’Asti superiore 2017 “CASOT”  DOCC’a del Prete

Cambiamo stile, trattasi di uno di quelli che alcuni definiscono “vini naturali“,  troviamo note balsamiche, a nostro dire esasperate, accompagnate da quei profumi di visciola che ritroviamo anche nell’assaggio, Un vino con pochissima struttura e bassa persistenza.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.

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