Rimani in contatto con noi
[the_ad id="81458"]

News

Novità dall’Oltrepò Pavese – Proposta una nuova denominazione per i vini rossi fermi

Vento di novità in Oltrepò Pavese grazie alla coesione delle aziende comprese nel Consorzio di Tutela e la volontà di creare fasce di posizionamento dei vini ben distinguibili e identitarie all’interno di un territorio molto vasto. Ne parliamo con il direttore del Consorzio Riccardo Binda.

Intanto sia chiaro che il Classese, il metodo classico da uve Pinot Nero, che è un’eccellenza indiscussa di questa regione, continuerà a essere portabandiera, marchio distinguibile e riconoscibile.

La proposta è quella di andare a inserire una nicchia di vini rossi di qualità all’interno della piramide. Sopra la Igp Pavia e Oltrepò Doc ci sarebbe la nuova denominazione che, solo per adesso e nulla di confermato, potrebbe chiamarsi Montenapoleone. Il nome si riferisce infatti a vino rosso che fino agli anni ’60 fu tra i più apprezzati insieme a Buttafuoco, Sangue di Giuda e Barbacarlo e presenta le caratteristiche necessarie per una denominazione, ovvero storicità, uso commerciale e riferimento in un territorio.

Riccardo Binda

I vini rossi al centro della futura Doc sono gli interpreti migliori di varietà come Croatina e Barbera presenze storiche in questo territorio. Andrebbero a confezionare bottiglie alto vendenti che possano entrare negli scaffali e sulle tavole, insieme ai grandi rossi italiani. Quindi, una ricerca continua di qualità e affermazione di un marchio che non vuole limitarsi al solo Metodo Classico. La spumantizzazione è nata qui nell’Ottocento, un capitolo da non dimenticare, e Oltrepò Pavese è il luogo che più al mondo si è focalizzato sul Blanc de Noirs, un vanto che non è solo brand ma traino e lancio della nuova eventuale denominazione discussa in questi giorni. La proposta è stata accolta con grande entusiasmo, si è evidenziata unanimità di intenti tra le aziende, perché come giustamente afferma il direttore del Consorzio Riccardo Binda, “solo con l’unione si ottengono i risultati”.

Il nostro intento – spiega Binda – è quello di creare una denominazione che vada ad abbracciare l’intero territorio, che comprenda più aspetti e varietà presenti, senza soffermarsi sulle singole realtà esclusive, come è successo gli anni scorsi. Il passato dell’Oltrepò Pavese è stato abbastanza difficile, il Pinot Nero, che è stato sempre simbolo del territorio e qui si trova in una delle zone più vocate al mondo, e la spumantistica sta riportando alla ribalta il nome Oltrepò e ne siamo fieri. Per questo vogliamo parlare anche di tutto quello che esiste oltre il Pinot Nero e per i rossi fermi abbiamo in mente di proporre le menzioni comunali in etichetta, affinché ciascuna produzione sia immediatamente riconoscibile e ben valorizzata”.

Un territorio vasto in termini di ettari vitati, circa 11 mila e 500, che si estende dai confini con Piemonte fino a quelli con l’Emilia-Romagna, su una varietà incredibile di suoli e conformazioni geologiche. Le altitudini dei vigneti si attestano fino ai 650 metri “ma non è escluso che possano aumentare – afferma il direttore Binda – siamo in piena espansione su terreni che, almeno da noi, non comprendono solo vigneti ma si arricchiscono di un ecosistema variegato, ricco di boschi e altre coltivazioni”. Come per gli ettari, anche i mercati hanno un enorme potenziale, si punta anche a paesi dove la complessità economica inizia a essere evidente ma che non deve creare timori. “Tutta la strada che gli altri hanno fatto prima di noi – afferma Binda – noi siamo pronti a percorrerla adesso e a recuperare tutto quello che abbiamo perso in passato”.

Un’ultima curiosità riguarda la collocazione del Riesling, che in Oltrepo è Renano e Italico, che sono completamente diversi e geneticamente distanti. La nuova denominazione potrà infatti comprendere una sezione per i bianchi fermi da uve Riesling Renano, lasciando all’Italico quella già esistente. Questo è dovuto al fatto che non possibile in etichetta usare il termine Renano e Italico.

Sul fronte dell’enoturismo le aziende si stanno attrezzando, sarà un altro degli obiettivi dei prossimi anni ampliare l’offerta. Ci ricorda il direttore Binda, che è di appena 45 minuti la distanza dall’aeroporto di Linate, cosa non di poco conto.

 

avatar
Scritto da

Classe 1976, mi laureo in filologia classica alla Sapienza di Roma. Da sempre appassionata alla storia antica e alle lingue classiche, inizio a scrivere per giornali e testate online fin da molto giovane, occupandomi di costume e spettacoli. Divento prima pubblicista e poi professionista nel 2024, occupandomi di vino dal 2019, quando inizio a curare la rubrica Sulla Strada del Vino insieme al mio collaboratore Massimo Casali. Non ho ancora un blog e scrivo per chi ha voglia di approfondire e capire il vino non solo come consumatore, convinta che questo settore possa aprire scenari e mondi magnifici e inaspettati.

Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia

NELLA CLASSIFICA DEI 10 CAFFÈ PIU’ COSTOSI AL MONDO 4 DERIVANO DALLA MASTICAZIONE DEGLI ANIMALI

News

La classifica dei migliori 10 Panettoni d’Italia del 2019 secondo Vinodabere

News

La Classifica dei migliori Cannonau della Piccola Guida della Sardegna di Vinodabere – Seconda Edizione (assaggi effettuati nel 2019)

News

La classifica dei migliori 20 Panettoni d’Italia del 2021 secondo Vinodabere

News

Connect
Iscriviti alla Newsletter

Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia