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Molise- Il piacere nel “dolce biscotto” dei fornai italiani RICCI 1967

Chi non ha mai assaggiato un biscotto, la cui nascita si perde nel tempo?. Si narra che fu il gastronomo romano, un certo Apicius, ad inventarli, una ricetta diversa da quella attuale, parliamo di un pastone di frumento e farina fatto bollire che dopo averlo fatto asciugare al sole veniva tagliato in quadratini e fritto, ma il piacere di mangiarlo era sicuramente lo stesso.

Gli ingredienti, le tecniche di cottura, gli strumenti utilizzati, le forme, si sono evoluti con il passare degli anni, dando spazio a mode, estro ed evoluzione senza mai dimenticare la loro origine. Cosi quella delizia piccola ma affascinante allo stesso tempo, ha sin da piccoli influenzato la vita di quasi tutti gli abitanti del nostro pianeta.

Proprio attraverso i biscotti vogliamo raccontarvi di un forno molisano che ha fatto della passione affiancata da ingredienti tipici e di alto livello, il suo vanto, studiando e perfezionando l’arte della lievitazione e della pasticceria per ottenere prodotti di altissimo livello. Parliamo dei Fornai Italiani Ricci dal 1967 , ubicati a Montaquila in provincia di Isernia nel Molise, una famiglia che si definisce “cultrice del lievito madre” e la cui storia inizia con Giovanni e Maria proprio nel 1967. Oggi ad aiutarli ci sono i figli Angelo ed Enza, nati nella bottega, di cui  hanno respirato i profumi, toccato gli ingredienti, divenendo inconsciamente un tutt’uno con un alimento che ha caratterizzato la vita di gran parte di noi: il pane e tutto quello che ne deriva.

Mattia rappresenta la terza generazione dei fornai Ricci e come tutti i giovani ha voglia di sperimentare, di scoprire, di cercare un nuovo modo per legare il suo territorio ad un mondo in continua evoluzione, ma sempre con sguardo rivolto alla tradizione e all’eccellenza delle materie prime.

Noi abbiamo avuto modo di constatare la loro arte e passione attraverso l’assaggio di alcuni biscotti prodotti, che ci hanno permesso di avere un’idea sulla loro produzione. Così partendo dai biscotti “Sole Tonka” che utilizzano nell’impasto i semi della fava Tonka, provenienti dai frutti di una pianta che nasce principalmente in  America latina, il cui sapore, insolito ma intrigante allo stesso tempo, ben accompagnato da croccantezza e burrosità, sono risultati gradevoli fino all’ultimo morso.

Continuamo con il “Mandorlino“, fragrante, saporito con quella nota mandorlata mai invasiva, accompagnata da una punta salata che esalta appieno le caratteristiche del biscotto.

Con il “Cioccoblò” e “Oblò” i Ricci hanno voluto omaggiare la scorza di arancia da loro sapientemente trattata, sia nella versione classica e sia in quella cioccolatosa, ma entrambe sempre incentrate su croccantezza e ricchezza senza risultare mai stucchevoli.

Terminiamo con il “Caffettino” dove gli odori, ma soprattutto i sapori ci conducono alla bevanda che è alla base del risveglio di quasi tutti gli italiani. Così quelle note di caffè amaro ci accompagnano durante tutto l’assaggio, divenendo quasi un dolce indispensabile per chi vuol far colazione con il sapore del nero caffè senza poterlo assaporare.

Abbiamo voluto, con questi dolci, sperimentare l’abbinamento con un vino passito, sfidandone la regionalità, così abbiamo attraversato il mare per giungere nell’isola a cui siamo fortemente legati: la Sardegna.

Ed ecco un vino premiato nella nostra Guida ai Migliori Vini della Sardegna 2022 (link).

Cannonau di Sardegna Passito Antonio Argiolas 100 2017 – Argiolas 98,4/100  (territorio/zona: Serdiana) prezzo a scaffale enoteca 40 euro circa.

 

Da terreni sciolti di origine calcarea, base imprescindibile per originare vini eleganti; ancor più importante quando si vuole dare vita a un passito, per di più iconico come quello creato in onore del capostipite della azienda. Rosso granato con riflessi rubino; gira lento il vino, viscoso nel bicchiere. Al naso è sinfonico: fiori rossi appassiti, rosa rossa e lilium rubra su tutti; frutta scura matura a mo’ di confettura: prugna, mirtillo, marasca, impreziositi, non mortificati, da una leggera nota alcolica bilanciata da note balsamiche di macchia mediterranea e spezie dolci da mille e una notte. In bocca la nota balsamica si trasforma in scia fresco/sapida che contiene la dolcezza del frutto maturo e il tannino, elegante ma presente, bilancia le sensazioni morbide. Berlo è un piacere così intenso, perché il sorso à pieno, che pur solleticando la fantasia con abbinamenti intriganti, per un attimo, voltandoci di lato ci immaginiamo a godercelo in veranda su una sedia, al tramonto, accanto ad Antonio, in silenzio, guardando l’orizzonte. Meritatissima Standing Ovation.

L’azienda: Argiolas

Via Roma, 28/30 – 09040 Serdiana (CA)
email: info@argiolas.it
tel. +39 070740606

Fondata alla fine degli anni trenta da Antonio Argiolas, questa cantina è una delle più grandi e prestigiose della Sardegna (e d’Italia). Un nome che ha fatto conoscere i vini sardi nel mondo, il Turriga (un vino di fama internazionale creato dal celebre enologo Giacomo Tachis) su tutti. I terreni si trovano nel sud della Sardegna, nelle subregioni della Trexenta e del Sulcis. Una vasta gamma di etichette prodotte, tutte di assoluto valore, derivanti da vitigni come il Cannonau, il Vermentino, il Bovale, il Nasco e diversi altri oltre al Carignano.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016). Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele. Aver collaborato nella pasticceria di famiglia per un lunghissimo periodo gli garantisce una notevole professionalità in questo ambito.

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