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Moldavia – Vinohora Feteasca Neagră & Montepulciano – Gran Reserva – Chateau Purcari – Grande Medaglia d’Oro al Concorso Mondiale di Bruxelles 2020

Il viaggio virtuale grazie ai vini insigniti della gran medaglia d’oro al Concorso Mondiale di Bruxelles continua, dopo il Messico e il Cile ci spostiamo in Moldavia con un vino rosé della cantina Chateau Purcari.

La Repubblica di Moldavia è uno Stato dell’europa orientale racchiuso tra la Romania e l’Ucraina senza sbocco sul mare. Un territorio per lo più pianeggiante dove svettano colline che raggiungono 400 metri e un clima fortemente influenzato dalla vicinanza del Mar Nero permettono alla viticoltura di avere vita facile.

Tanto che sin  dalla fine del XII secolo, l’industria vinicola della Moldova era diventata un settore importante per l’economia.

Più precisamente la zona dove è ubicato il villaggio di Purcari e i vigneti del monastero di Agon Zograf sono terreno fertile per produrre vini corposi e di carattere.
Un suolo, con un terreno ricco di rubidio (che conferisce ai vini il loro colore viola intenso)  e un clima che ha molte similitudini  con la regione di Bordeaux, tanto che i coloni francesi, nel XVIII secolo, hanno stretto collaborazioni con il monastero per dar vita ad annate speciali di Purcari rosso.

Vini da sempre apprezzati in Europa, tanto che nel  1827 l’imperatore di Russia Nicola I emanò un decreto speciale che concedeva a Purcari lo status di prima azienda vinicola specializzata in Bessarabia.

Un continuo sussegursi di successi per i vini Purcari, nel 1878, vennero celebrati all’Expo mondiale di Parigi, tanto da essere considerati quanto i vini Bordeaux o Borgogna, arrivando ad essere serviti all’imperatore Nicola II, al re Giorgio V e alla regina Vittoria di Gran Bretagna.

La guerra ne offuscò lo splendore, ma una nuova era prossima, così nel 1950,  i produttori locali ripristinarono le classiche tecniche di produzione dei famosi vini e uno dei più grandi professionisti dell’epoca, Pimen Cupcea, ricostruì il leggendario Negru de Purcari, mentre Ion Ungureanu creò un nuovo capolavoro il Purpuriu de Purcari.
Da allora i vini Purcari raggiunsero ancora una volta un’ampia popolarità e divennero sinonimo della viticoltura della Repubblica di Moldova.

Dall’inizio del secolo, Château Purcari, immerso nella campagna che si estende tra il fiume Dniester e il Mar Nero, ha ripiantato 250 ettari di vigneti e ha installato la tecnologia più avanzata nella cantina e questo ha permesso la nascita di vini molto apprezzati in tutto il mondo, come l’Alb de Purcari, e l’Icewine, derivato da uve Moscato Ottonel e Traminer congelate.

Nell’ultimo decennio dei quasi due secoli di vita di Chateau Purcari l’azienda ha raggiunto la fase più avanzata e complessa del suo sviluppo.

Abbiamo avuto la possibilità di assaggiare:

Vinohora Feteasca Neagră & Montepulciano – vino rosato secco – 51% Feteasca Neagră, 49% Montepulciano

Fa parte della Collezione Vinohora – quindi un’edizione limitata di vini di Purcari, che sposano le varietà autoctone della Moldova e le varietà classiche straniere.
Quello che abbiamo degustato è miscela rosata moldava-italiana, che combina l’armonia del Feteasca Neagră con la ricchezza del Montepulciano italiano.
Il sapore vellutato è dominato dalla pesca, che troviamo in ogni momento dell’assaggio, ciliegia e lampone con profumi floreali di fiori gialli. Il gusto è pieno, fruttato di grande bevibilità e sorretto da tanta freschezza. Colpisce per un lungo retrogusto accompagnato da una notevole persistenza, riuscendo per qualche attimo a strizzare l’occhio all’Abruzzo dove il Montepulciano in versione rosè dà vita a diversi Cerasuolo indimenticabili.

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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