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Mamojàda Vives 2021: I vini di Mamoiada, un territorio tutto da scoprire e valorizzare




Il 5 e il 6 Giugno 2021 i viticoltori e i produttori dell’Associazione Mamojà, con il patrocinio del Comune di Mamoiada, hanno organizzato la seconda edizione di Mamojàda Vives, l’evento dedicato ai vini, alle persone e al territorio di Mamoiada. Una manifestazione dal carattere innovativo che ha visto la partecipazione di giornalisti, esperti ed appassionati del mondo del vino che hanno potuto degustare i vini di 20 Cantine di Mamoiada e dibattere in un convegno a tema “Il territorio e il vino di Mamoiada verso una possibile istituzione di una Doc territoriale”.

Panorama del Comune di Mamoiada


Mamoiada è un piccolo paese di 2500 abitanti, situato quasi al centro geografico della Sardegna, nelle colline tra la Barbagia e il Gennargentu, attorno ai 700 metri d’altezza; non è sulle rotte turistiche che porta ai più famosi luoghi di villeggiatura sardi e questo ne ha preservato le tradizioni e la schiettezza dei rapporti tra le persone, così come la “genuinità” dell’approccio dei viticoltori della zona con l’arte di fare il vino, che qui ha tradizioni secolari. Ci sono 200 cantine che producono vino per consumo proprio o rivendita come sfuso, e 31 cantine che imbottigliano, con una produzione totale di circa 400.000 bottiglie l’anno. Il Cannonau è il vitigno ed il vino di elezione e di tradizione di queste terre (mentre il vino bianco della zona è la Granazza): oggi le nuove generazioni di vignaioli hanno ereditato ed acquisito il “savoir faire” degli anziani arricchendo quelle pratiche in vigna e in cantina con le nuove conoscenze che nel frattempo la tecnologia ha sviluppato.
Il vino Cannonau anche se ha diversi luoghi di provata vocazione nell’isola, è diffuso più o meno uniformemente in tutta la Sardegna. Quello che si fa a Mamoiada ambisce, con ragione, ad acquisire una doc specifica, un proprio disciplinare di produzione che possa valorizzare un territorio e un microclima peculiari, da cui si generano dei vini con una ricchezza aromatica e un “timbro” effettivamente diversi, che li rendono riconoscibili da tutti gli altri.

logo dell’Associazione Mamojà


Con l’obiettivo di evidenziare questa unicità, ovvero valorizzare e tutelare gli aspetti culturali legati alla vite e al vino e il patrimonio enogastronomico del territorio di Mamoiada, è nata nel 2015 Mamojà, l’associazione dei viticoltori e produttori di vino di Mamoiada costituita oggi da 70 viticoltori e 21 cantine. Mamojà incentiva le produzioni locali a perseguire politiche di sviluppo sostenibili per le persone e per il territorio in tutti gli aspetti, promuovendo l’agricoltura biologica con rese basse, uso di lieviti indigeni e l’applicazione della tradizionale coltivazione ad alberello delle viti.

La commissione di giornalisti ed esperti intervenuti a Mamojàda Vives


Durante Mamojàda Vives sono stati esaminati in loco da una commissione di giornalisti ed esperti del settore, tra cui il nostro direttore editoriale Maurizio Valeriani, una panoramica dei vini prodotti nel territorio, incentrata sull’annata 2019 più alcune anteprime 2020 e bottiglie di annate precedenti; 31 vini di 20 produttori che ricadono nelle denominazioni autorizzate della zona: la Doc Cannonau di Sardegna, Igt Barbagia, Igt Isola dei Nuraghi, e Igt provincia di Nuoro.


Questo l’elenco dei vini presentati:



Rosati
1. CANTINA MUSSENNORE, Mussennore rosato 2020
2. CANTINA ANTONIO MELE, Vinera rosato 2019
3. CANTINA MONTICI VITZIZZAI, Istimau rosato 2019
4. CANTINA LADU, S’Ena Manna rosato 2019
5. CANTINA SANNAS, Maria Pettena 2019
Rossi
6. VIGNAIOLI CADINU, Martis Sero 2020
7. AZIENDA AGRICOLA PINO BECCOI, Duduli 2020
8. GIAMPIERO TRAMALONI, Bacarru 2020
9. CANTINA OSVALDO SODDU, Bruncu Boeli 2019
10. CANTINA MULARGIU, Malarthana 2019
11. CANTINA MUSSENNORE, Mussennore 2019
12. CANTINA MERZEORO, Baduorane 2019
13. ANDREA COSSEDDU, Su hastru e su Orvu 2019
14. CANTINA Vikevike, Fittiloghe 2019
15. AZIENDA AGRICOLA TEULARJU, Ocruarana 2019
16. AZIENDA AGRICOLA TEULARJU, Caragonare 2019
17. CANTINA FRANCESCO CADINU, Perdas Longas 2019
18. CANTINA FRANCESCO CADINU, Elisi 2019
19. VINZAS ARTAS, Nigheddu 2019
20. VIGNAIOLI CADINU, Martis Sero 2019
21. CANTINA LADU, S’ena Manna 2019
22. CANTINA ANTONIO MELE, Vinera 2019
23. CANTINA MONTISCI VITZZIZZAI, Istimau 2019
24. CANTINA SANNAS, Bobotti 2019
25. AZIENDA AGRICOLA PRAMAS, Pramas 2019
26. CANTINA OSVALDO SODDU, Brulleri Riserva 2019
27. CANTINA GIUSEPPE SEDILESU, Mamuthone 2019
28. CANTINA GIUSEPPE SEDILESU, Gràssia Riserva 2017
29. CANTINA GIUSEPPE SEDILESU, Carnevale Riserva 2017
Bianchi
30. CANTINA GIUSEPPE SEDILESU, Perda Pintà 2019
31. CANTINA SANNAS, Maria Abbranca 2018

Oltre alla commissione in loco erano stati approntati dei collegamenti video, tra cui uno con alcuni di noi del gruppo Vinodabere.it (Daniele Moroni, Gianmarco Nulli Gennari, Stefano Puhalovich e Gianni Travaglini), che abbiamo quindi degustato da remoto, intervenendo nei lavori della commissione ed esternando i nostri pareri sui vini. Gli assaggi si sono svolti rigorosamente alla cieca, e, premesso che in generale l’ultima annata in commercio, 2019, ha mostrato per la quasi totalità dei vini una piacevolezza ed una eleganza sorprendenti, vogliamo qui fornirvi una descrizione un po’ più approfondita di alcuni di quei vini che ci hanno particolarmente colpito per la ricchezza di profumi e la finezza aromatica e che secondo noi giustificano pienamente il desiderio dei produttori di identificarsi in futuro verso il mercato con un proprio marchio riconoscibile.
Di seguito i nostri migliori assaggi:


Perda Pintà 2019 – Cantina Giuseppe Sedilesu



L’uva, Granazza 100%, subisce una pressatura soffice e fermenta spontaneamente in tonneaux usati. Anche l’affinamento avviene in tonneaux esausti per 10 mesi e poi bottiglia per 3 mesi. Il risultato è un bianco veramente sorprendente, di grande struttura e complessità; alcuni assaggiatori l’hanno giudicata la migliore versione mai bevuta di questo vino. Al naso è balsamico, con sentori floreali di macchia mediterranea, di fragolina matura e note agrumate e speziate. Nonostante l’alto grado alcolico (17%) e il residuo zuccherino (4 g/l), il sorso è scorrevole, fresco, sapido, avvolgente e di grande armonia.


Cannonau di Sardegna Mamuthone 2019 – Cantina Giuseppe Sedilesu



Il vino “bandiera” dell’azienda, che esprime al meglio il territorio di Mamoiada grazie ad un’oculata gestione delle uve, provenienti dalle viti allevate ad alberello secondo i canoni dell’agricoltura biologica, ed al sapiente uso dei legni grandi dove il vino sosta per 12 mesi. Il naso si apre subito con sensazioni di frutta rossa scura sotto spirito e spezie dolci, virando poi verso l’erbaceo e la macchia mediterranea. La bocca si rivela ampia e materica con dei tannini decisi ma eleganti, note iodate ed un lungo finale con ritorni fruttati e di tostatura.

L’azienda: Cantina Giuseppe Sedilesu

La Cantina fondata da Giuseppe Sedilesu più di 30 anni fa, consta di 20 ettari vitati e vede oggi in prima linea i figli Francesco (che si occupa della vinificazione) e Salvatore che da poco detiene la proprietà dell’azienda. Le vigne sono dislocate in diverse località nel territorio di Mamoiada ad altezze di ca. 650/700 m. s.l.m, su un terreno di disfacimento granitico con esposizioni varie. L’età delle viti (piantate ad alberello basso) variano tra i 60 e i 100 anni. Vengono prodotte in totale circa 100.000 bottiglie (2000 di Perdas Pintà). Sedilesu a Mamoiada è un nome sinonimo di territorialità, la gestione dell’azienda è improntata alla sostenibilità ambientale, con lavorazioni in vigna tutte manuali.

Perdas Longas 2019 – Francesco Cadinu


Questa bottiglia ha riscosso grande successo nel recente concorso Grenaches du Monde tenutosi ad Ascoli. Qui si conferma, è un vino di enorme finezza, già pronto, dalla struttura importante ma senza sacrificare nulla alla scorrevolezza del sorso, di giusta acidità e notevole eleganza nonostante il carico glicerico. Affinato in botti di castagno, ha carattere e persistenza da vendere. Il nome deriva dalle “pietre lunghe” (simili ai menhir) presenti nella zona.


Ghirada Elisi 2019 – Francesco Cadinu

Nuova etichetta da un vigneto di circa ottant’anni a 650 metri s.l.m., prodotto per ora con piccolissima tiratura (poco più di mille bottiglie). Una bella sorpresa, molto vicino come qualità al fratello maggiore, tanto succo, un tannino leggermente più rugoso e un’acidità meno pronunciata. A differenza del Perdas Longas, affina in botti di rovere francese.


L’ azienda: Cantina Francesco Cadinu

Da soli cinque anni Francesco Cadinu etichetta i suoi vini, eppure è già da considerare uno dei leader della vivace scena di Mamoiada, animata dalla meritoria Associazione Mamojà (di cui è presidente). Naturalmente il Cannonau fa parte da sempre della vita della sua famiglia (e di quella della moglie Simonetta). I vigneti di proprietà si estendono per 6 ettari, con un’età che varia dai 20 ai 120 anni, coltivati ad alberello con metodi tradizionali: si pratica ancora l’aratura con i buoi. Già dalla vendemmia 2020 la consulenza enologica è affidata al bravissimo Emiliano Falsini.

Ghirada Baduorane 2019 – Cantina Merzeoro




Un Cannonau 100%, le cui uve provengono dalla giovane vigna Badu Orane di 12 anni, posta a 650 metri s.l.m., lavorata con basse rese per ettaro (45 quintali). In cantina si usa una fermentazione spontanea senza aggiunta di lieviti ed affinamento in tonneaux per 12 mesi, poi bottiglia per 5 mesi. Profumi di frutta scura (more, ribes nero), bacche nere, erbe mediterranee (mirto, rosmarino, alloro). Nel palato mostra freschezza, sapidità, un tannino delicato e ben integrato, un finale amaricante. Un vino con un profilo austero, di grande equilibrio ed eleganza.

L’azienda: Cantina Merzeoro

La Cantina Merzeoro è una azienda a conduzione familiare si trova a 1 km dal paese di Mamoiada, in località “Badu Orane”. Circa quindici anni fa Melchiorre Taddeu e la sua famiglia hanno rilevato l’azienda agropastorale del suocero e progressivamente l’azienda si è specializzata nella coltivazione dei vigneti che oggi si estendono per 4,5 ettari. Il Ghirada Badourane è ottenuto dal vigneto di “Badu Orane” (Ghirada in sardo significa appezzamento) ed è stato prodotto in 1350 bottiglie.


Su hastru è su Orvu 2019 – Andrea Cosseddu


La vigna di 11 anni denominata Su Hastru e su Orvu, dà il nome a questo Cannonau in purezza. L’appezzamento si trova a 650 metri s.l.m, su un terreno a disfacimento granitico. La maturazione avviene in tonneaux Allary per 12 mesi, poi 4 mesi affinamento in bottiglia. Al naso sentori di fiori rossi, di macchia mediterranea (elicriso, timo), e frutti rossi e scuri, con cenni balsamici. Nel palato ritorna il fruttato (amarena, prugna, agrume), il sorso è molto succoso, pulito, con un tannino ben amalgamato e una lunga persistenza.

L’azienda: Andrea Cosseddu

Andrea Cosseddu è un grande appassionato di vino e gestisce l’enoteca La Rossa a Mamoiada. Nel 2019 ha acquistato le uve dalla vigna di 10 anni “Su Hastru e su Orvu” a Mamoiada e, con l’aiuto dell’enologo Simone Sedilesu, ha prodotto la prima annata del suo vino (960 bottiglie). Nel 2022 Andrea ha in progetto di realizzare una piccola cantina, nel frattempo nel 2021 ha vinificato le uve di una vigna di circa 20 anni situata in località Garaunele, sempre a Mamoiada.

Bobotti 2019 – Cantina Sannas


I nomi dei vini di questa cantina provengono tutti da personaggi della cultura popolare sarda: Bobotti è il nome dell’uomo nero che spaventa i bambini. Sicuramente non si deve avere paura, invece, di questo bel Cannonau proveniente per il 25% da vigne centenarie, che si fa subito apprezzare per il suo colore rubino, il naso delicato di frutto rosso, sentori di macchia mediterranea, floreali e di spezia dolce. All’assaggio è elegante e tondo con piacevoli note iodate ed una bella persistenza.


L’azienda: Cantina Sannas


La Cantina Sannas è una nuova realtà del panorama vitivinicolo di Mamoiada. Nel 2016 Piergraziano Sanna decide di cambiare vita: si trasferisce a Mamoiada, acquista un ettaro di vigneto, una piccola casa nel centro del paese ed inizia a vivere “nel vino”. Le lavorazioni in vigna sono tutte manuali, ad eccezione dell’aratura, gli apporti chimici sono limitati all’uso di zolfo e calce nelle annate particolarmente umide. Le vinificazioni sono un mix tra tradizione e sperimentazione come dice Piergraziano: “Alle uve del giovane vigneto di In sa e Ghipadù vengono aggiunte, in vinificazione, uve delle vigne centenarie dei vicini. Non faccio travasi e svino direttamente in botti grandi di legno esausto e poi imbottiglio”.

Brulleri Riserva 2019 – Osvaldo Soddu


Nuovo vino prodotto a Mamoiada, infatti nella foto potete vedere il campione inviatoci in anteprima dall’azienda ancora privo di etichetta. Le uve provengono dal Vigneto Bruncu Boeli e dopo la vinificazione il vino matura in tonneaux di rovere per 13 mesi, seguono ulteriori 8 di affinamento in bottiglia. Il risultato è un calice color rubino che deborda di frutto rosso maturo a cui subentrano note tostate, cioccolata e cipria. Bocca molto equilibrata dove il grado alcolico, malgrado i 16,5° dichiarati, si fonde con la succosità e le note tostate che tornano nel lungo finale.


L’ azienda: Cantina Osvaldo Soddu


La cantina di Osvaldo Soddu sorge ad 1 km. dal paese di Mamoiada in una zona chiamata Bruncu Boeli, a 630 metri s.l.m., dove è situato l’ omonimo vigneto che Osvaldo ricevette in eredità dal padre nel 2004. Il vino, fin dalle prime vendemmie, si dimostra di “carattere” e fa crescere il legame di Osvaldo con la terra e le sue vigne. Nel 2019 il primo imbottigliamento ufficiale, circa 5.000 bottiglie di Cannonau in purezza, vinificato in tre versioni: Rosato, Rosso e Riserva. I vini sono ottenuti da uve sane, lavorate in regime biologico, con fermentazioni spontanee e pochi solfiti aggiunti.

Cara’Gonare 2019 – Teularju

Nuovo progetto, molto promettente, di Francesco Sedilesu. Basato sulla valorizzazione del cru (che qui prende il nome di ghirada), da vigne giovanissime rispetto agli standard di Mamoiada. Profumi variegati di fiori e frutti rossi, spezie dolci, balsamico (menta, mirto); sorso dinamico e sapido, succoso, riempie il palato con piacevolezza e risolutezza. Lunghissimo finale di agrumi e macchia mediterranea.


Ocruarana 2019 – Teularju

Olfatto molto simile al gemello precedente, forse ancora più fine e delizioso, profumi floreali (viola,), di garrigue (mirto) e spezie dolci; bocca più complicata, serrata, ancora non pienamente distesa, fa pensare a un giovane vino del Rodano. Si farà.


L’ azienda: Azienda Agricola Teularju

Una delle ultime nate a Mamoiada è l’azienda vinicola Teularju, condotta da Francesco Sedilesu (già noto per essere stato il vero motore primo del fermento mamoiadino) e Rosa Muggittu insieme ai loro figli, Giovanni, sua moglie Elisabetta, Vincenza e Giuseppe. Nata nel 2017 con l’impianto di nuovo vigneto, interamente coltivato a Cannonau che solo nel 2019 ha dato luogo alla prima vendemmia e la vinificazione dei primi due Ghiradas (i cru), l’Ocruarana e la Cara’Gonare, mentre nel 2020 nascono i vini delle altre due Ghiradas, l’Erula e la Rizza.

Martis Sero 2020 – Vignaioli Cadinu

Il nome richiama i festeggiamenti del Carnevale di Mamoiada e la figura iconica di Juvanne Martis Sero, che, parola dei produttori, “simboleggia il legame ancestrale tra uomo e vino”. Naso complesso, balsamico, more, bella struttura, vino giovanissimo ma di ottime prospettive. Fin d’ora gli diamo più fiducia rispetto alla versione precedente, il 2019, dove toni speziati molto insistenti lo rendono meno disponibile del 2020.


L’ azienda: Vignaioli Cadinu

Vignaioli Cadinu è una piccola azienda vitivinicola a conduzione familiare che nasce a Mamoiada nel Giugno del 2019 da due fratelli: Pino e Giovanni, entrambi con la passione per la viticoltura, tramandata dal padre nel vigneto di famiglia (da cui negli anni precedenti ricavavano vino da vendere sfuso). Le vigne, coltivate interamente a cannonau, sono situate a 750 m di altitudine in località “Su Tutturighe”. la conduzione del vigneto è interamente in regime biologico. “I nostri vini richiamano la tradizione in tutto e per tutto, dalla coltivazione manuale delle viti, alla vinificazione in cantina; perché ci definiamo vignaioli? Perché il vino buono si fa in vigna”.


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