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Life of wine 2021 – Kaltern e Kettmeir, l’evoluzione dei grandi bianchi altoatesini

Anche l’edizione 2021 Life of wine, la manifestazione che consente a tutti i visitatori di condurre un intrigante viaggio nell’età del vino, ha fatto centro conquistando visitatori, appassionati e curiosi del buon bere.

Nuova la location, l’Hotel Villa Pamphili di Roma, circondato dal verde dell’omonima villa nel quartiere Monteverde, ma stesse emozioni, quelle dei grandi assaggi di grandi vini e di vecchie annate (più di 200 vini in degustazione di cui oltre 120 le vecchie annate) espressione dei più vocati areali del bel paese, provenienti da aziende sapientemente selezionate in gran parte dal giornalista enogastronomico e nostro Direttore responsabile, Maurizio Valeriani.

Il nostro viaggio parte da un territorio piccolo, ma capace di esprimere carattere, ricchezza e varietà anche grazie ad un clima alpino-mediterraneo, alle invidiabili posizioni dei vigneti, ad una “valorosa” generazione di vignaioli  e all’impegno di consorzi lungimiranti. 

Parliamo dell’Alto Adige, soffermandoci sui vini di due aziende in particolare:  Pinot Bianco e Sauvignon “Quintessenz” di Kaltern, ottenuti da uve selezionate dei migliori appezzamenti aziendali, per passare poi al Metodo Classico Extra Brut Riserva “1919” e al Müller Thurgau Athesis di Kettmeir, scoprendone l’evoluzione negli anni.

Il Pinot Bianco “Quintessenz”, degustato nelle annate 2019, 2018, 2017 e 2016 mostra negli anni l’amplificazione di raffinatezza ed eleganza.

Le vigne di Pinot Bianco da cui si ottiene il “Quintessenz”  sono coltivate nella zona di St. Nikolaus, ad un’altitudine compresa tra i 550 e i 600 metri sul livello del mare. I terreni sono di matrice prevalentemente calcarea, con presenza di rocce dolomitiche e conoidi di origine glaciale. Il vino matura in legno sulle fecce fini con bâtonnage continui per un periodo di circa 10 mesi prima di essere imbottigliato.

Per la storia aziendale di Kaltern si rinvia all’ampia narrazione di Daniele Moroni, consultabile al seguente link:

Pinot Bianco Quintessenz, Kaltern, 2019 e 2018

La 2019, molto concentrata su note fruttate (melone bianco), erbe aromatiche con accenni di camomilla, mostra all’assaggio grande freschezza e sapidità, piacevole morbidezza ed un’intrigante chiusura su note minerali. Giovane, ma col piglio di adulto, lascia già intravedere grande potenzialità evolutiva.

Più complessità aromatica per la 2018, connotata da spiccate note minerali di grafite e da un sorso più morbido e cremoso. Il frutto diventa più evoluto e la  freschezza equilibrata. Timbro comune con la 2018 la presente scia sapida a mitigare una percepita morbidezza.

Pinot Bianco Quintessenz, Kaltern, 2017 e 2016

Erbe aromatiche, frutta esotica, nuances balsamiche, accenni vegetali, connotano all’olfatto la 2017 anticipando un sorso dalla piacevole progressione fresco sapida e dal lungo finale.

Superba la 2016. Eleganza ed armonia i tratti distintivi di un assaggio in cui si evidenzia tutto il potenziale evolutivo di questo vino. Sorso ricco, pieno ed appagante capace di esaltare il perfetto bilanciamento tra freschezza, sapidità e morbidezza. Gli anni trascorsi hanno conferito raffinatezza a tutte le componenti, rendendo l’assaggio davvero di gran pregio. 

Per il Quintessenz Sauvignon blanc, sempre di Kaltern, le annate  in degustazione sono la 2019, la 2016 e la 2014.  Le vigne di Sauvignon da cui si ottiene questa etichetta, dimorano in località Pianizza di Sopra a 500 metri sul livello del mare ed insistono su terreni argillosi calcarei con strati di porfido e granito.

Quintessenz Sauvignon blanc, Kaltern, 2019, 2016 e 2014

Frutta esotica, pesca, mela, sentori vegetali, richiami agrumati per la 2019, precedono un sorso dall’imponente freschezza e marcata “verve” minerale. Invitante e di grande bevibilità, sorprende per la spiccata chiusura sapida.

La 2016 evidenzia una incisiva evoluzione del frutto pur preservando freschezza ed aromaticità varietale.  Nella 2014, invece, il frutto diventa più dolce, seguito da una sostenuta scia fresco sapida. Il sorso è più ampio, appagante, avvolgente, dal lunghissimo finale su note minerali.

Dai bianchi fermi il viaggio continua alla scoperta delle bollicine, quelle sorprendenti di Kettmeir e del suo metodo classico 1919 Riserva Extra Brut declinato in quattro annate: 2015, 2014, 2013 e 2012.

Quella di Kettmeir, azienda di Caldaro del gruppo Santa Margherita, è una lunga storia che dura da oltre cento anni. 100 anni di crescita, sperimentazioni e di successi. Il metodo classico 1919 Riserva Extra Brut è sicuramente uno di questi. Una bollicina d’eccezione, ottenuta da uve Chardonnay 60% e Pinot Nero 40%, maturata almeno sessanta mesi sui lieviti ed ulteriori tre prima della commercializzazione. Una quota dello Chardonnay (circa 20%) fermenta e affina in barrique, mentre il restante Chardonnay e il Pinot Nero fermentano, separatamente per varietà, in acciaio a temperatura controllata di 14-16°C, cui fa seguito affinamento sui lieviti fino in primavera inoltrata.

Quattro assaggi sorprendenti.

Kettmeir 1919 Metodo classico Riserva Extra Brut, annate: 2015, 2014, 2013 e 2012

Più morbidezza per la 2015 rispetto all’annata 2014, verosimilmente dovuta all’annata più calda, rendono il sorso pieno ed avvolgente. Il bouquet, ampio ed accogliente si palesa con intense percezioni di frutta matura,  agrumi, toni speziati. In bocca è cremoso con una buona freschezza ed una sensuale chiusura sapida.

Più verticale e fresca la 2014, connotata da un intrigante quadro aromatico. Fiori bianchi, richiami minerali, note di pasticceria, aprono ad un sorso di grande equilibrio, con sapidità in evidenza che conduce ad un lunghissimo finale su ricordi agrumati e minerali.

Armonia ed equilibrio i caratteri distintivi della 2013 che al naso esalta  sfumature di frutta secca e sentori fruttati  evoluti. In bocca il sorso è avvolgente, cremoso e dalla piacevole persistenza. Agrumi canditi, frutta matura, frutta secca e spezie per la 2012  con apprezzata acidità e piacevole percezione sapida. Lungo il finale su note fragranti di pasticceria.

 

Müller Thurgau Athesis, Kettmeir, 2018, 2012 e 2011

Chiudiamo in bellezza il nostro viaggio con tre annate 2018, 2012 e 2011 di Müller Thurgau Athesis sempre di Kettmeir. Tre assaggi di piacevole progressione, apprezzati per ampiezza e profondità delle sensazioni aromatiche.

Erbe aromatiche, cedro, frutta a polpa bianca per la 2018 anticipano un sorso agrumato, morbido e dalla piacevole scia sapida.

Superba la 2012 con intense percezioni minerali in evidenza, zafferano, accenni di camomilla, frutta matura. Sorso morbido, bilanciato, dalla marcata percezione salina, invita più volte al riassaggio. 

Sulla stessa scia della 2012 l’annata 2011 con frutta secca, miele, nuances minerali in evidenza. Equilibrata ed armonica all’assaggio, sorprende per la lunghissima chiusura su note sapide.

 

KELLEREI KALTERN

Via Cantine, 12

I-39052 Caldaro (BZ) – Alto Adige

Tel. +39 0471 963 149

www.kellereikaltern.com

info@kellereikaltern.com

 

KETTMEIR Spa

via Cantine, 4

I-39052 Caldaro (BZ) – Alto Adige

Tel. +39 0471 963 135

www.kettmeir.com

info@kettmeir.com

“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.” In queste parole la condivisione di una nostra passione e la voglia di comunicarla. Salvatore Del Vasto, laureato in Giurisprudenza e da sempre appassionato di vino, diventa prima sommelier, poi frequenta il Bibenda Executive Wine Master di Fis e poi consegue il diploma di Master presso l’Università di Tor Vergata in “Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche”. Sabrina Signoretti, laureata in Scienze Politiche, coltiva la sua passione diventando sommelier del vino, assaggiatrice di oli di oliva vergini ed extra vergini e sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO. Una delle qualità nascoste, la spiccata attitudine per la fotografia.

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