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L’Hostaria Santa Lucia a Jesi ed il carattere schivo di Gianni Giacani

Look e design non sono i punti di forza del ristorante Hosteria Santa Lucia a Jesi, ma rispecchiano la filosofia schiva di Gianni Giacani,  (è un po’ come se dicesse: “Io sono qui. Se volete mangiare le mie cose venitemi a cercare. Punto”).

Gianni Giacani

Camicia da freak capellone anni ’70, profilo e sguardo aquilino, umorale, nelle giornate buone amabile conversatore, visceralmente innamorato della sua Jesi, filosofo del pesce pur non vedendo il mare, testardo produttore di materie prime che vende al ristorante. Un olio extra vergine d’oliva eccellente. Adesso è pronto un monovarietale di tenera ascolana di prima raccolta, olii che generosamente mette a tavola a disposizione dei clienti, gesto nobile da pochi, passate di pomodoro, confetture, miele, frutta conservata ecc.
Quando vado da ristoratori di fiducia amo far decidere alla cucina il menu perché il pesce fresco non si ordina, c’è quello che il mare offre e l’Adriatico è generoso con Giacani. Hanno un rapporto d’amore e rispetto. Gianni si approvvigiona direttamente alla marineria di Ancona e con quello che trova elabora pietanze con maestria e leggerezza, una danza del gusto, su musica tosta come una bombardata di tamburi alla John Bonham.

L’eccellente olio extra vergine d’oliva

Si inizia con piccoli panini fatti in casa e olio, inizio strepitoso. Antipasti, crudo, polentina e baccalà, tagliolini mare bianco, filetti pesce adriatico al vapore e salse, frittura di calamari e fiori di zucca. A chiudere, come dolce, un semifreddo.
Tutto ben cucinato, leggero, fragrante, rispetto della materia prima ed esaltazione dei sapori a sottrarre senza sovrapporre, goccio di olio da tenera ascolana e si naviga a vele spiegate.
Vogliamo essere pignoli? Il piatto di portata del fritto da riscaldare è un mio cruccio, come tutti i piatti in genere. Amo e ammiro il rigore delle temperature nella cucina di pesce giapponese. Non divaghiamo.


Locale démodé come la dicitura Hostaria con l’H, ragazzi in sala cordiali e gentili, cucina sublime, prezzo adeguato, lista dei vini molto personale, selezione distillati di primissima qualità. Si conclude la cena con colpo d’ala di generosità alla Giacani. Come dice un mio caro amico ristoratore nulla di meglio che aprire e chiudere il pasto con bollicine.

Il ricordo di una foto che lo ritrae giovane baffuto insieme a colleghi e produttori di vino alla ricerca di una strada da percorrere, una avventura da vivere, un sogno da realizzare. I giovani che diedero vita alla nuova cucina italiana, pionieri del gusto, della qualità sulla quantità, delle materie prime, tecnica e provocazione con passione.
Un posto da non mancare, una bella città da visitare, circondata dai borghi castello. Ne vale assolutamente la pena.

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