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Leonardo Bussoletti ed il progetto “Ciliegiolo for Art”

Nell’Enciclopedia Treccani, alla voce “filantropia” si legge “amore verso il prossimo, come disposizione d’animo e come sforzo operoso, di un individuo o anche di gruppi sociali, a promuovere la felicità e il benessere degli altri”. Per descrivere l’importante progetto di Leonardo Bussoletti dobbiamo necessariamente unire questo termine a quello di “mecenate”, inteso come protettore di artisti e letterati.

Perché in effetti, in ben 30 anni a decorrere da oggi, questo sarà il compito principale da lui perseguito, restituendo alla gioia del pubblico la bellezza originale dei dipinti in olio su intonaco del Chiostro dell’ex Convento di Sant’Agostino a Narni.

Per realizzarlo, verrà destinata ogni anno una quota consistente dei profitti societari, un impegno a lungo termine in tempi a dir poco complesso, che dimostra grande lungimiranza e desiderio di non mimetizzarsi tra le tante tessere del puzzle enologico italiano, bensì di ricoprire un ruolo più nobile a servizio dell’intera collettività.

In questo luogo mistico, rievocante immagini da Il nome della Rosa, Leonardo ha concepito la cantina storica dell’azienda, con la consueta eleganza e sobrietà, marchio indelebile dei suoi vini. Grechetto Colle Ozio, con a breve in uscita anche una versione spumantizzata assaggiata in anteprima (dal carattere decisamente nordico) e i vari tipi di Ciliegiolo 05035, Brecciaro e Ramici.

Atmosfera medievale, alla presenza di numerose autorità politiche, di storici, giornalisti e sommelier (in primis Sandro Camilli Presidente A.I.S. Umbria), si è dunque svolta la conferenza di presentazione del Progetto Ciliegiolo For Art con una degustazione finale di annate vintage.

Cominciamo dal primo campione in degustazione, Colle Ozio Grechetto 2014 dai colori tenui e sentori Chablisienne. La balsamicità è il filo di Arianna, con le sue vigorose sensazioni di felce, fieno essiccato, timo, completate da agrumi gialli e mela golden. Bocca contigua con il naso, ricca di acqua di millefiori, zest di limone e caramellina d’orzo sospinta leggiadra da una componente pseudocalorica di tutto rispetto. “Il francese”.

L’annata 2013 è totalmente diversa, nata da un esperimento di macerazione sulle bucce che dona densità materica percepibile agli occhi per toni carichi da oro antico, accompagnati all’olfatto da tostature e speziature intense di pepe, cannella, mandorle e mineralità in stile Riesling. Bocca mordente, di carattere e decisamente secca. “Il folle”.

2012 ovvero la perfezione. Equilibrato nelle tre fasi degustative, inebria per vividi richiami di pesca bianca, susine mature, pepe e macis. Fiori appassiti di rosa canina e acacia accompagnano il sorso pieno, avvolgente, persistente e salino. “Il completo”

Ci allontaniamo dai bianchi per giungere alle 4 tipologie di rosso, ovviamente ricavate dal “principe” Ciliegiolo:

05035 annata 2016, gioventù espressa pienamente da una leggera volatile iniziale subito svanita al primo volteggio. Rosso purple, immerso nel frutto agrumato, marascato e fragoloso. Ti aspetti freschezze vibranti, ma ciò che colpisce invece è un tannino concentrato sulla punta della lingua, dotato di insolita piccantezza. “Il gioviale”

Ramici 2015 strepitoso, un’autentica opera d’arte immersa in un degno contesto. Il frutto diventa scuro, il fiore si essicca verso potpourri gradevoli, sapidità e macchia mediterranea a corredo. Palato fine, speziato, con aromi di torrefazione e tabacco kentucky . “Il Re”.

Brecciaro 2010 l’anima di Leonardo, quel figlio prediletto cui ogni padre inevitabilmente rivolge le maggiori cure e attenzioni. Forse rispetto alla 2013 descritta a breve è un po’ irruento nel gusto, in particolare per tannini nervosi. Ma il carattere a volte rustico, lontano dalle mode americane, lo rende idealmente il prodotto rappresentativo del territorio di Narni. “Il naturale”.

Brecciaro 2013. Che sorpresa. Ematico, fruttato (ciliegia), dalle lievi note boisè di polvere di caffè, petali di rosa rossa macerati, chiodi di garofano e pepe verde. In bocca è un rosolio, dal finale saporito e speziato lunghissimo. “L’eterno”.

I prossimi eventi vedranno protagonista Leonardo con gli amici maremmani Antonio Camillo ed Edoardo Ventimiglia  (cantina Sassotondo) dell’Associazione Ciliegiolo Accademy per la tutela e diffusione di questo storico vitigno salvato da inesorabile declino.

 

 

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Scritto da

Luca Matarazzo Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale

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